Frontiere dell’Astrofisica: la missione spaziale GAIA

When:
March 16, 2018 @ 9:30 pm – 11:00 pm
2018-03-16T21:30:00+01:00
2018-03-16T23:00:00+01:00
Where:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti
Strada Provinciale Castellina in Chianti
50021 Barberino Val d'Elsa FI
Italy
Cost:
Free
Contact:
Ruggero Stanga
3331192517

Osservatorio Polifunzionale del Chianti

per il ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica”

16 marzo 2018 – 21:30

 

La missione GAIA

Il satellite che sta aggiornando il Catalogo Stellare

 

Romeo De Vidi

Leonardo Finmeccanica S.p.A.

 

 

Il Satellite Gaia svolge una missione spaziale astrometrica, sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea, per l’aggiornamento del Catalogo Stellare; scopriamo come funziona il satellite realizzato a questo scopo e i risultati sinora raggiunti.

Il lancio della missione è avvenuto il 19 dicembre 2013. Da allora Gaia è impegnata a compilare un catalogo di circa un miliardo di stelle. L’obiettivo principale della missione è determinare la posizione esatta delle stelle intorno a noi. Sfruttando l’effetto della parallasse calcolerà la distanza di ognuna delle stelle con una precisione maggiore per quelle più vicine e luminose.

In definitiva Gaia fornirà una mappa tridimensionale molto precisa della porzione di Galassia vicina a noi e una mappa meno accurata, ma comunque dettagliata, del resto, sfruttando le stelle più luminose e visibili a grandi distanze. La mappa comprenderà sia la posizione che i movimenti delle stelle, in modo da poter studiare l’evoluzione della Galassia. Le misure fotometriche forniranno dettagliate informazioni fisiche sulla composizione e sulle caratteristiche delle stelle osservate. Permetteranno di definire la luminosità, la gravità, la temperatura e la composizione chimica di ogni stella misurata. Quest’analisi delle stelle fornirà dati fondamentali per risolvere problemi sull’origine, la struttura e la storia evolutiva della Galassia. Un gran numero di quasar, pianeti extrasolari e oggetti del sistema solare saranno misurati nel contempo.

 

Leonardo-Finmeccanica ha fornito molta tecnologia alla missione Gaia:

Il sensore stellare A-STR (Autonomous Star Tracker) che permette il controllo di assetto del satellite con grande accuratezza.

I prismi del telescopio, che ha richiesto la progettazione di ottiche sferiche di grandi dimensioni. Questi prismi in quarzo sono utilizzati nello strumento BRPP (Blue and Red Photometer Prism) per la misurazione del colore dei corpi celesti, consentendone la catalogazione e la valutazione di composizione chimica ed età.

La PCDU (Power Conditioning and Distribution Unit), l’unità di regolazione e distribuzione della potenza del satellite.

I PVA (Photo Voltaic Assembly) di Leonardo sono una dozzina di pannelli dispiegabili fino a un’estensione di 10 metri di diametro con il compito di mantenere il telescopio a una temperatura stabile al di sotto di -100°C producendo allo stesso tempo la potenza necessaria al funzionamento del satellite.

Il sottosistema di micropropulsione ad azoto CG MPS (Cold Gas Micro Propulsion Subsystem) viene utilizzato per il controllo dei movimenti del satellite durante le fasi di mappatura stellare e per compensare i disturbi indotti dalla radiazione solare.

 

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