Venerdì 12 giugno 2026 alle ore 21:30, all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, un nuovo appuntamento del ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica” con Niccolò Bucciantini dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri

Cosa accade quando una stella muore? Nel caso delle stelle di grande massa, la risposta è uno degli eventi più spettacolari e potenti dell’universo: una supernova. Un’esplosione immensa, capace di liberare in pochi istanti un’energia straordinaria, trasformando la fine di una stella nell’inizio di una nuova storia cosmica.

A questo tema sarà dedicato l’incontro “Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti”, in programma venerdì 12 giugno 2026 alle ore 21:30 presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, nell’ambito del ciclo di conferenze “Le Frontiere dell’Astrofisica”.

Il relatore della serata sarà Niccolò Bucciantini, ricercatore dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Firenze, esperto di stelle di neutroni, pulsar e resti di supernovae.

L’incontro è a ingresso libero e non occorre la prenotazione.

Le Frontiere dell’Astrofisica: un viaggio tra gli enigmi del cosmo

Il ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica” nasce per avvicinare il pubblico ai grandi temi della ricerca astronomica contemporanea, attraverso incontri con studiosi e ricercatori impegnati nello studio dell’universo.

La serata del 12 giugno porterà i partecipanti dentro uno dei capitoli più affascinanti dell’astrofisica moderna: la fine delle stelle massicce e la nascita di oggetti estremi come supernovae, raggi cosmici, pulsar, magnetar e stelle di neutroni.

Non sarà soltanto un racconto scientifico. Sarà anche un viaggio nella storia della conoscenza, perché le supernovae, nel corso dei secoli, hanno contribuito a cambiare il modo in cui osserviamo il cielo e comprendiamo il mondo che ci circonda.

Cosa sono le supernovae?

Le supernovae sono esplosioni stellari che segnano la fase finale della vita di alcune stelle. Quando una stella molto massiccia esaurisce il combustibile nucleare che la sostiene, il suo equilibrio interno si rompe. Il nucleo collassa, gli strati esterni vengono espulsi nello spazio e l’astro si illumina improvvisamente con una potenza enorme.

Per un breve periodo, una supernova può brillare quanto un’intera galassia. Non è soltanto una “morte” spettacolare, ma anche un processo fondamentale per l’evoluzione dell’universo. Attraverso queste esplosioni vengono infatti dispersi nello spazio molti elementi chimici pesanti, che diventeranno parte di nuove stelle, pianeti, rocce, oceani e, in ultima analisi, anche della vita.

Per approfondire il tema è possibile consultare anche la pagina divulgativa della NASA dedicata alle supernovae, che spiega perché queste esplosioni siano tra gli eventi più energetici osservabili nel cosmo.

I resti di supernova: ciò che rimane dopo l’esplosione

Dopo l’esplosione, nello spazio resta una struttura complessa e dinamica: il resto di supernova. Si tratta di una nube di gas e polveri in espansione, formata dal materiale espulso dalla stella e dalla sua interazione con l’ambiente circostante.

Questi resti non sono semplici tracce di un evento passato. Sono veri e propri laboratori naturali, dove gli astronomi possono studiare processi fisici estremi: onde d’urto, campi magnetici, particelle accelerate a velocità altissime e radiazioni emesse in diverse lunghezze d’onda, dalla luce visibile ai raggi X.

Durante la conferenza, Niccolò Bucciantini mostrerà come i resti di supernova siano collegati ad alcuni degli oggetti più enigmatici e affascinanti dell’universo: raggi cosmici, pulsar, magnetar e stelle di neutroni.

Pulsar, magnetar e stelle di neutroni

Quando il nucleo di una stella massiccia collassa, può formarsi una stella di neutroni: un oggetto incredibilmente denso, in cui una massa paragonabile a quella del Sole viene compressa in una sfera di poche decine di chilometri.

Alcune stelle di neutroni ruotano molto rapidamente ed emettono fasci di radiazione osservabili dalla Terra come impulsi regolari. Sono le pulsar, autentici fari cosmici che permettono agli scienziati di studiare la materia e la gravità in condizioni estreme.

Le magnetar, invece, sono stelle di neutroni dotate di campi magnetici potentissimi, tra i più intensi conosciuti nell’universo. Anche questi oggetti nascono dalla fine violenta di stelle massicce e rappresentano una delle frontiere più interessanti dell’astrofisica contemporanea. Per un’introduzione al tema si può consultare anche la pagina dell’ESA dedicata a stelle di neutroni, pulsar e magnetar.

Una storia intrecciata con il progresso scientifico

Le supernovae non sono importanti soltanto per ciò che accade nello spazio. La loro osservazione ha avuto un ruolo decisivo anche nella storia della scienza.

Nel corso dei secoli, l’apparizione improvvisa di “nuove stelle” nel cielo ha colpito astronomi, filosofi e osservatori di ogni epoca. Eventi di questo tipo hanno contribuito a mettere in discussione l’idea di un cielo immutabile, aprendo la strada a una visione più dinamica dell’universo.

Oggi, grazie ai telescopi moderni e agli strumenti spaziali, possiamo osservare le supernovae e i loro resti con un dettaglio senza precedenti. Eppure, molti enigmi restano aperti. Come vengono accelerate le particelle dei raggi cosmici? Quali meccanismi determinano la nascita di una pulsar o di una magnetar? Che cosa possono raccontarci questi oggetti sul futuro dell’astrofisica?

La conferenza offrirà al pubblico l’occasione di avvicinarsi a queste domande con un linguaggio chiaro, rigoroso e accessibile, nello spirito dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti: un luogo in cui ricerca scientifica, divulgazione e partecipazione della cittadinanza si incontrano.

Il relatore: Niccolò Bucciantini

A guidare il pubblico in questo viaggio sarà Niccolò Bucciantini, ricercatore presso l’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

Nato ad Agliana, in provincia di Pistoia, Bucciantini ha coltivato fin da giovane una profonda passione per l’astronomia. È stato tra i membri fondatori del locale gruppo astrofili e ha poi trasformato questa passione in un percorso scientifico di alto livello.

Dopo la laurea in Fisica e il Dottorato in Astronomia a Firenze, ha svolto attività di ricerca a Berkeley, negli Stati Uniti, e successivamente in Svezia. Oggi lavora all’Osservatorio di Arcetri, dove si occupa in particolare di stelle di neutroni, pulsar e resti di supernova.

Per conoscere meglio la sua attività scientifica è possibile visitare la pagina personale di Niccolò Bucciantini sul sito dell’Osservatorio di Arcetri.

Un dettaglio curioso rende ancora più speciale la sua storia: da qualche parte tra Marte e Giove, un pianetino porta il suo nome. Si tratta dell’asteroide 235999 Bucciantini, un riconoscimento simbolico che lega il suo percorso personale e professionale al cielo che ha sempre studiato.

In occasione della serata sarà possibile visitare anche la mostra “Sapiens”

In occasione dell’incontro, il pubblico potrà visitare anche la mostra “Sapiens” di Etienne Pierart, esposta presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti fino alla fine di settembre.

La mostra, dal titolo completo “Sapiens. Una umanità, molte vie evolutive”, propone un viaggio fotografico e culturale dedicato al popolo Dani della Papua Occidentale. Attraverso lo sguardo di Etienne Pierart, il percorso invita a riflettere sul significato di essere umani, sulle diverse forme di evoluzione culturale e sul rapporto tra progresso, comunità, ambiente e conoscenza.

La presenza della mostra arricchisce ulteriormente la serata, offrendo ai visitatori la possibilità di unire l’esperienza della conferenza astronomica a un percorso espositivo dedicato allo sguardo umano sul mondo e sul nostro posto nella natura.

Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina dedicata alla mostra “Sapiens” all’OPC.

Informazioni pratiche sulla serata

Titolo dell’evento: Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti
Ciclo: Le Frontiere dell’Astrofisica
Relatore: Niccolò Bucciantini, INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Firenze
Data: Venerdì 12 giugno 2026
Orario: 21:30
Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
Ingresso: libero
Prenotazione: non necessaria
Mostra visitabile: “Sapiens” di Etienne Pierart, esposta all’OPC fino alla fine di settembre

Per informazioni sulle attività dell’Osservatorio, sulle visite e sugli eventi pubblici è possibile consultare la sezione Visita & Partecipa del sito OPC.

Come arrivare all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti si trova nel Comune di Barberino Tavarnelle, in Località Montecorboli, a circa 455 metri di altitudine, tra i vigneti del Chianti e a poco più di 1 km dal borgo medievale di San Donato in Poggio.

Indirizzo:
S.P. 101 di Castellina in Chianti Km 9,25
50028 Barberino Tavarnelle (FI)

Coordinate geografiche:
Latitudine: 43°31′24″ N
Longitudine: 11°14′44″ E

Per raggiungere l’OPC è consigliato arrivare in auto e impostare sul navigatore “Osservatorio Polifunzionale del Chianti” oppure l’indirizzo S.P. 101 di Castellina in Chianti Km 9,25, Barberino Tavarnelle.

L’Osservatorio si trova in posizione collinare, immerso nel paesaggio del Chianti e nel contesto del Parco Botanico del Chianti. Chi arriva da Firenze, Siena o dai comuni limitrofi può seguire le indicazioni per Barberino Tavarnelle e San Donato in Poggio, proseguendo poi verso la Strada Provinciale 101 di Castellina in Chianti.

Per indicazioni aggiornate, contatti e informazioni utili è possibile consultare la pagina ufficiale Dove siamo e contatti.

Contatti OPC:
Email: info@osservatoriochianti.it

Un incontro per scoprire la vita segreta delle stelle

“Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti” sarà un’occasione per guardare le stelle da una prospettiva diversa. Non come punti fissi e lontani, ma come protagoniste di una lunga evoluzione cosmica, fatta di nascita, trasformazione, morte e nuova creazione.

Le supernovae ci ricordano che l’universo non è immobile. È un luogo in continuo cambiamento, dove anche gli eventi più distruttivi possono generare nuove possibilità. Dalla fine di una stella possono nascere oggetti estremi, nuovi elementi chimici e nuove domande scientifiche.

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti invita appassionati di astronomia, curiosi, studenti e famiglie a partecipare a questa serata del ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica”, dedicata a uno dei fenomeni più potenti e affascinanti del cosmo.

Venerdì 12 giugno 2026, alle ore 21:30, l’OPC apre le sue porte per un viaggio tra esplosioni stellari, resti di supernova, pulsar e magnetar, per scoprire come la morte di una stella possa diventare l’inizio di una nuova storia nell’universo.




Conferenza per il ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica”

Venerdì 22 maggio alle ore 21:00, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, si terrà una nuova conferenza del ciclo Le Frontiere dell’Astrofisica, dedicata a una delle domande più affascinanti della scienza contemporanea: esiste vita extraterrestre intelligente nell’universo?

L’incontro, dal titolo “Vita extraterrestre intelligente?”, sarà tenuto da Riccardo Claudi, astronomo associato all’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova e professore presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre.

👉 Scopri il programma completo delle attività dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Vita extraterrestre intelligente: una domanda scientifica, non solo immaginaria

La ricerca di vita extraterrestre intelligente accompagna l’umanità da molto tempo. Per secoli è stata soprattutto una domanda filosofica, letteraria, quasi immaginativa. Oggi, invece, è diventata anche una questione scientifica.

Chiedersi se esistano altre civiltà nel cosmo significa interrogarsi sulla nostra posizione nell’universo, sulla frequenza dei pianeti abitabili, sull’evoluzione della vita e sulla possibilità che, altrove, si siano sviluppate forme di intelligenza capaci di comunicare.

La conferenza “Vita extraterrestre intelligente?” ripercorrerà la nascita e l’evoluzione di questa ricerca, mostrando come astronomia, tecnologia e astrobiologia abbiano trasformato una grande domanda umana in un campo di studio sempre più rigoroso.

Dalle onde radio alla ricerca SETI

Un passaggio decisivo avvenne dopo la Seconda guerra mondiale. Lo sviluppo del radar, insieme al perfezionamento di antenne ed emettitori per le onde radio, aprì un nuovo modo di osservare lo spazio.

Nel 1959, gli scienziati Giuseppe Cocconi e Philip Morrison pubblicarono un articolo destinato a diventare fondamentale per la ricerca di intelligenze extraterrestri. La loro intuizione era semplice e potente: se vogliamo cercare civiltà tecnologicamente avanzate, dobbiamo provare ad ascoltare il cielo anche attraverso le onde radio.

Da questa idea nacque progressivamente il SETI, acronimo di Search for ExtraTerrestrial Intelligence, cioè la ricerca di intelligenza extraterrestre.

👉 Per approfondire il programma SETI:
SETI Institute

Scienza oltre la Cortina di Ferro

Uno degli aspetti più interessanti della storia del SETI è che questa ricerca si sviluppò in piena Guerra Fredda.

Stati Uniti e Unione Sovietica erano divisi dalla cosiddetta Cortina di Ferro, ma astronomi e scienziati di entrambi i blocchi iniziarono a porsi la stessa domanda: come potremmo comunicare con una civiltà extraterrestre?

In un periodo segnato dalla contrapposizione politica e militare, la possibilità di cercare intelligenze nel cosmo divenne anche un terreno di collaborazione scientifica.

La ricerca della vita extraterrestre intelligente, dunque, non riguarda solo lo spazio. Racconta anche qualcosa di noi: del nostro bisogno di superare confini, ascoltare segnali, immaginare interlocutori lontanissimi.

Il “grande silenzio” dell’universo

Nella storia del SETI ci sono stati segnali che hanno suscitato discussioni, entusiasmi e interpretazioni molto diverse.

Alcuni episodi sono stati letti con cautela, altri hanno acceso speranze più ottimistiche. Ma, fino a oggi, nessun segnale è stato confermato come prova certa dell’esistenza di una civiltà extraterrestre.

Per questo si parla spesso di uno “strano silenzio”: l’universo è immenso, le stelle sono miliardi, i pianeti sembrano molto comuni, eppure non abbiamo ancora ricevuto un messaggio riconosciuto come proveniente da un’altra intelligenza.

È proprio dentro questo silenzio che la scienza continua a lavorare.

Esopianeti e mondi abitabili: una nuova fase della ricerca

Il 1995 ha segnato una svolta decisiva: venne scoperto il primo pianeta extrasolare in orbita attorno a una stella simile al Sole.

Da allora, la ricerca sugli esopianeti è cresciuta enormemente. Oggi conosciamo oltre 6.000 pianeti confermati fuori dal Sistema Solare, secondo il catalogo NASA Exoplanet Archive.

Questa scoperta ha cambiato profondamente anche il SETI. Cercare vita intelligente non significa più puntare antenne verso il cielo in modo generico. Significa studiare sistemi planetari reali, individuare mondi potenzialmente abitabili, analizzare atmosfere, condizioni orbitali, composizioni chimiche e segnali osservabili.

👉 Approfondisci la ricerca sugli esopianeti:
NASA Exoplanets

Dalla ricerca di segnali alla moderna astrobiologia

Oggi la ricerca della vita extraterrestre intelligente non è più soltanto ascolto radio.

Le strategie si sono ampliate. Telescopi spaziali, grandi osservatori da terra, radiotelescopi sempre più sensibili e missioni dedicate permettono di esplorare il problema da molti punti di vista.

Si cercano possibili segnali artificiali, ma anche tracce indirette: atmosfere compatibili con processi biologici, pianeti nella zona abitabile, indizi chimici che possano suggerire la presenza di vita.

Il SETI, un tempo considerato una disciplina di confine e talvolta guardato con scetticismo, è oggi inserito in un quadro più ampio: quello dell’astrobiologia, la scienza che studia l’origine, l’evoluzione e la possibile diffusione della vita nell’universo.

La conferenza all’Osservatorio del Chianti

La conferenza “Vita extraterrestre intelligente?” sarà un’occasione per ripercorrere questa storia affascinante: dalle prime intuizioni sull’uso delle onde radio fino alle ricerche più recenti sugli esopianeti e sulla vita nel cosmo.

Durante l’incontro verranno affrontati temi come:

  • la nascita della radioastronomia moderna;
  • il ruolo di Cocconi e Morrison nella storia del SETI;
  • la ricerca di segnali provenienti da civiltà extraterrestri;
  • il significato scientifico del “silenzio” cosmico;
  • la scoperta degli esopianeti;
  • le nuove strategie dell’astrobiologia contemporanea.

👉 Scopri gli eventi scientifici e divulgativi dell’OPC:
Eventi Osservatorio del Chianti

Il relatore: Riccardo Claudi

Riccardo Claudi è astronomo in pensione, associato all’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova, e professore presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre.

La sua attività scientifica è dedicata principalmente alla ricerca e caratterizzazione dei pianeti extrasolari e all’astrobiologia.

È membro dell’International Astronomical Union, dove risulta affiliato alla Divisione F, dedicata ai sistemi planetari e all’astrobiologia, e alla Divisione G, dedicata a stelle e fisica stellare.

👉 Profilo International Astronomical Union:
Riccardo U. Claudi – IAU

👉 Dipartimento di Matematica e Fisica – Università Roma Tre:
Università Roma Tre

Informazioni sull’evento

📅 Data: Venerdì [INSERIRE DATA]
🕘 Orario: 21:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
🎙️ Relatore: Riccardo Claudi
🔭 Ciclo: Le Frontiere dell’Astrofisica

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti si trova nel Comune di Barberino Tavarnelle, in località Montecorboli, sulla Strada Provinciale 101 per Castellina in Chianti. La pagina contatti del sito indica anche il telefono +39 366 3480974, attivo tutti i giorni dalle 17:00 alle 21:00, e l’indirizzo email info@osservatoriochianti.it.

👉 Come raggiungerci:
Contatti e indicazioni OPC

Perché partecipare

La domanda sulla vita extraterrestre intelligente è una delle più grandi che possiamo porci.

Non riguarda solo gli astronomi. Riguarda tutti.

Chiedersi se siamo soli nell’universo significa guardare la Terra da lontano, riconsiderare il valore della vita, comprendere quanto sia raro e prezioso il nostro pianeta.

Partecipare a questa conferenza significa entrare in una storia scientifica fatta di antenne, segnali, pianeti lontani, silenzi cosmici e nuove possibilità.

Perché cercare vita intelligente nello spazio non è solo cercare qualcuno là fuori.

È anche un modo per capire meglio chi siamo noi.




Laboratorio di astronomia per bambini all’Osservatorio del Chianti

Sabato 23 maggio alle 17:30 tornano le Astrofiabe in compagnia di Laura Saba e Alessandra Conti con “Sotto il segno di Cassiopea”: un nuovo laboratorio di astronomia per bambini in Toscana, pensato per avvicinare i più piccoli al cielo attraverso favole, miti antichi, costellazioni e attività creative.

L’evento si svolge all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, uno dei luoghi più suggestivi per vivere esperienze di astronomia per bambini nel Chianti e attività educative dedicate alle famiglie.

Al centro dell’incontro ci sarà una domanda curiosa e divertente: sarà vero quello che la regina Cassiopea racconta ogni mattina alla radio? Oppure si diverte a creare scompiglio tra gli dei dell’Olimpo inventando predizioni secondo la sua fantasia?

Da questa idea prende vita un pomeriggio speciale, in cui i bambini saranno guidati alla scoperta delle stelle, delle costellazioni e dello zodiaco, imparando a distinguere tra mito, tradizione e osservazione scientifica del cielo.

Un laboratorio per bambini tra stelle, miti e costellazioni

Cassiopea, la regina delle stelle, accompagnerà i partecipanti in un viaggio tra alcune costellazioni davvero speciali: quelle che, fin dall’antichità, gli esseri umani hanno collegato alla Terra, al Sole e al passare delle stagioni.

Durante il laboratorio Sotto il segno di Cassiopea, i bambini scopriranno che il cielo non è soltanto un insieme di stelle lontane, ma anche un grande libro di storie. Da millenni, infatti, le persone osservano la volta celeste e vi riconoscono figure, animali, eroi, regine e creature fantastiche.

Questo laboratorio didattico per bambini in Toscana permetterà di esplorare in modo semplice e coinvolgente il mondo delle costellazioni, con particolare attenzione allo zodiaco e al significato astronomico dei segni zodiacali.

Per approfondire il tema delle costellazioni, è possibile consultare anche le risorse divulgative dell’Agenzia Spaziale Europea dedicate ai bambini.

Che cosa significa nascere sotto un segno zodiacale?

Uno dei temi principali dell’evento Sotto il segno di Cassiopea sarà la differenza tra astronomia e astrologia.

I bambini saranno accompagnati in una riflessione semplice ma importante: cosa significa dire che una persona è nata sotto un certo segno zodiacale? Esiste davvero un legame tra la data del compleanno e il carattere? Oppure si tratta di una tradizione nata dall’osservazione antica del cielo e trasformata nel tempo in racconto, credenza e gioco?

Attraverso domande, esempi e attività interattive, il laboratorio aiuterà i bambini a capire che i segni zodiacali hanno un’origine legata al movimento apparente del Sole nel cielo, ma che l’oroscopo appartiene al mondo delle credenze popolari, non alla scienza.

Un modo divertente e accessibile per sviluppare curiosità, spirito critico e capacità di osservazione.

Per un approfondimento scientifico, si può visitare anche il sito dell’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica.

Attività creative e giochi per bambini dai 5 ai 10 anni

“Sotto il segno di Cassiopea” è pensato per bambini dai 5 ai 10 anni e unisce momenti narrativi, attività manuali e giochi di gruppo.

Durante il pomeriggio i bambini potranno:

  • ascoltare storie e miti legati alle costellazioni;
  • scoprire chi era Cassiopea nella mitologia;
  • conoscere alcune costellazioni dello zodiaco;
  • riflettere sulla differenza tra fantasia e scienza;
  • partecipare a un gioco di gruppo;
  • realizzare una piccola attività creativa da portare a casa.

Il laboratorio è pensato per stimolare immaginazione, partecipazione e spirito di osservazione, trasformando l’apprendimento in un’esperienza concreta e divertente.

È una proposta ideale per chi cerca eventi per bambini nel Chianti, attività per famiglie in Toscana o un’esperienza educativa diversa dal solito.

Scopri anche gli altri appuntamenti nella sezione Eventi dell’Osservatorio del Chianti.

Perché partecipare a “Sotto il segno di Cassiopea”

Sotto il segno di Cassiopea non è una semplice attività per bambini, ma un piccolo viaggio nel rapporto tra cielo, cultura e immaginazione.

Le stelle sono sempre state per l’essere umano una fonte di meraviglia. Prima ancora di essere studiate con telescopi e strumenti scientifici, sono state raccontate attraverso miti, leggende e storie tramandate nel tempo.

Il laboratorio Sotto il segno di Cassiopea permette ai bambini di avvicinarsi all’astronomia partendo proprio da questa meraviglia: una regina nel cielo, un oroscopo un po’ birichino, le costellazioni, il Sole e la Terra.

È un’occasione per imparare divertendosi, ma anche per iniziare a guardare il cielo con occhi nuovi.

Un’esperienza speciale anche per i genitori

Mentre i bambini partecipano al laboratorio “Sotto il segno di Cassiopea”, anche gli adulti potranno vivere un’esperienza coinvolgente all’interno dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

I genitori accompagnatori avranno infatti la possibilità di:

  • partecipare a una visita guidata dell’Osservatorio, per conoscere da vicino le attività scientifiche e divulgative della struttura;
  • scoprire come si svolgono le osservazioni astronomiche e quali strumenti vengono utilizzati dagli astronomi;
  • osservare il Sole al telescopio, accompagnati dal team di astrofisici dell’Università di Firenze;
  • trascorrere un pomeriggio immersi nella natura e nel silenzio delle colline del Chianti.

👉 Approfondisci le attività scientifiche dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Questa formula rende l’evento ideale non solo come attività educativa per bambini, ma anche come esperienza condivisa per tutta la famiglia, perfetta per chi cerca attività per famiglie nel Chianti o esperienze originali di turismo scientifico in Toscana.

Informazioni pratiche

Dove: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
Strada Provinciale 101, km 9.25 – Barberino Val d’Elsa (FI)

📍 Come arrivare:
Apri il percorso su Google Maps

Età consigliata: bambini dai 5 ai 10 anni

Prenotazione: info@osservatoriochianti.it

Posti limitati: si richiede la prenotazione obbligatoria.

Quota di partecipazione: 5 Euro a bambino

Come arrivare all’Osservatorio del Chianti

Una volta lasciata l’auto al parcheggio, si raggiunge l’Osservatorio percorrendo un sentiero di circa 300 metri, seguendo le indicazioni “Osservatorio”.

Il sentiero non è illuminato per evitare l’inquinamento luminoso e proteggere la qualità delle osservazioni astronomiche.

Si consiglia di portare:

  • scarpe comode;
  • una torcia;
  • abbigliamento adatto alla stagione.

Resta aggiornato sugli eventi per bambini in Toscana

Per non perdere i prossimi laboratori, osservazioni astronomiche ed eventi per famiglie, segui l’Osservatorio sui social:

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Oppure visita il sito dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.




Mostra Sapiens di Etienne Pierart all’Osservatorio del Chianti con immagine di uomo Dani armato di arco.

Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart: un viaggio nell’umanità contemporanea.

Un’esperienza che va oltre la fotografia: è un viaggio nel significato stesso di essere umani.

Attraverso lo sguardo del fotografo Etienne Pierart, il visitatore entra in contatto diretto con il popolo Dani della Papua Occidentale, scoprendo una realtà capace di mettere in discussione molte delle certezze della cultura occidentale.

👉 Scopri il sito ufficiale dell’artista

In mostra presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, la Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart rappresenta una delle esperienze culturali più significative del 2026.

👉 Visita il sito dell’Osservatorio

Un’esperienza di antropologia riflessiva

La Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart propone un approccio innovativo: osservare una cultura per comprendere meglio la nostra.

Il popolo Dani diventa così uno specchio attraverso cui rileggere il concetto di progresso, evoluzione e civiltà.

Spesso definiti “primitivi”, i Dani dimostrano invece una straordinaria complessità sociale e culturale. La mostra invita a superare questa visione riduttiva, sostenuta anche dagli studi antropologici contemporanei.

👉 Approfondisci l’antropologia culturale

Uno dei messaggi centrali della Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart è chiaro: non esistono differenze biologiche tra esseri umani, ma solo percorsi culturali diversi.

Tecnologia o equilibrio? Una domanda aperta

Nel mondo occidentale, il progresso è spesso associato alla tecnologia e alla crescita.

La Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart propone invece un confronto radicale: da una parte l’accumulo tecnologico, dall’altra una società basata su equilibrio, sostenibilità ed essenzialità.

La cosiddetta “cultura dello spago” dei Dani dimostra come materiali naturali e conoscenze locali possano rispondere a bisogni complessi in modo efficace e sostenibile.

👉 Scopri il concetto di sostenibilità ambientale

Questa riflessione rende la mostra estremamente attuale, in un’epoca segnata da crisi ambientali globali.

Tempo, percezione e realtà

Uno degli aspetti più sorprendenti della Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart riguarda il modo in cui la cultura influenza la percezione del mondo.

Per i Dani:

  • il tempo è ciclico e legato alla natura
  • i colori sono descritti con poche parole, ma percepiti come da chiunque
  • i numeri sono essenziali, ma funzionali

Questi elementi mostrano come la mente umana sia universale, ma modellata dalla cultura.

👉 Scopri gli studi sulla percezione dei colori

Un’altra idea di ricchezza e comunità

La Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart affronta anche il tema della ricchezza e del potere.

Nella società Dani, il valore non è accumulare, ma condividere. I leader emergono per la loro capacità di creare relazioni e redistribuire risorse.

Questo modello offre uno spunto potente per riflettere sull’individualismo occidentale e su possibili alternative.

Un progetto fotografico premiato

Il lavoro di Etienne Pierart nasce da un’esperienza diretta sul campo: un mese vissuto con una tribù Dani.

Nel 2025 ha ricevuto la Medaglia d’Oro per la Fotografia dalla Société des Artistes Français.

👉 Scopri la Société des Artistes Français

La Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart è quindi il risultato di un lavoro autentico, immersivo e riconosciuto a livello internazionale.

Perché visitare la Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart

Visitare la Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart significa uscire con una domanda in più.

  • Cos’è davvero il progresso?
  • Esiste un unico modo di evolversi?
  • Possiamo immaginare un futuro diverso?

Non è solo una mostra fotografica. È un’esperienza che cambia prospettiva.

Informazioni utili

📍 Dove: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
📅 Quando: 10 maggio – 27 settembre 2026
🎉 Opening: 10 maggio 2026 – h 17:00

👉 Ingresso gratuito. Non è richiesta la prenotazione
👉 Come arrivare su Google Maps
👉 Scarica la locandina della mostra “Sapiens” di Etienne Pierart

Conclusione

La Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart è una delle esperienze culturali più profonde e attuali del 2026.

In un mondo sempre più veloce e complesso, questa mostra ci invita a rallentare, osservare e rimettere in discussione ciò che diamo per scontato.

Perché forse, oggi più che mai, capire gli altri è il primo passo per capire noi stessi.




Conferenza per il ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica”

Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 21:00, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, si terrà una nuova conferenza del ciclo Le Frontiere dell’Astrofisica, dedicata proprio a questo tema affascinante: il calendario astronomico e la sua evoluzione nella storia umana.

L’incontro, dal titolo “Il Calendario fra Astronomia e Storia”, sarà tenuto da Maureen Hintz, docente di Fisica e Astronomia presso la Utah Valley University (USA).

👉 Scopri il programma completo delle attività dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Il calendario astronomico: quando il cielo diventa misura del tempo

Il calendario astronomico nasce dall’osservazione dei movimenti del Sole, della Luna e delle stelle. Prima ancora della scrittura, le civiltà antiche avevano compreso che il cielo offriva una regolarità preziosa: cicli ripetibili, prevedibili, fondamentali per la sopravvivenza.

Strutture come Stonehenge o i complessi del Chaco Canyon dimostrano come il calendario astronomico fosse inciso nella pietra. In questi luoghi, la luce del Sole durante solstizi ed equinozi segnava momenti precisi dell’anno.

👉 Approfondisci il sito archeologico di Chaco Canyon:
Chaco Culture National Historical Park

Il calendario astronomico, quindi, non è solo uno strumento tecnico, ma una vera e propria conquista culturale. È il modo in cui l’umanità ha trasformato il cielo in un sistema di riferimento per la vita quotidiana.

Come funziona un calendario astronomico

Durante la conferenza verranno spiegati i principi fondamentali del calendario astronomico, partendo da tre elementi chiave:

  • Il giorno, basato sulla rotazione della Terra
  • Il mese, legato alle fasi della Luna
  • L’anno, determinato dalla rivoluzione della Terra attorno al Sole

Questi cicli naturali sono alla base di ogni calendario astronomico sviluppato nella storia.

Tuttavia, adattare questi cicli alla vita quotidiana non è semplice. Le differenze tra anno solare e calendario civile hanno portato nel tempo a numerose correzioni.

👉 Per approfondire il calendario gregoriano:
Calendario Gregoriano – Enciclopedia Treccani

Il calendario astronomico che utilizziamo oggi è il risultato di secoli di osservazioni, errori e riforme.

Dall’antichità al calendario moderno

Nel corso della conferenza, verrà ripercorsa l’evoluzione storica del calendario astronomico:

  • Le prime osservazioni delle civiltà antiche
  • Il calendario romano
  • La riforma del calendario giuliano
  • La nascita del calendario gregoriano

Ogni passaggio rappresenta un tentativo di allineare sempre meglio il tempo umano con il tempo cosmico.

Ed è proprio questo il punto più interessante: il calendario astronomico non è mai stato definitivo. È sempre stato una costruzione in evoluzione, un dialogo continuo tra osservazione scientifica e necessità sociale.

Un incontro tra astronomia e storia

La conferenza “Il Calendario fra Astronomia e Storia” rappresenta un’occasione unica per comprendere quanto il calendario astronomico sia parte integrante della nostra vita.

Non si tratta solo di numeri o date, ma di una visione del mondo.

Ogni civiltà ha costruito il proprio calendario astronomico, riflettendo il proprio rapporto con il cielo e con il tempo.

👉 Scopri gli eventi scientifici e divulgativi dell’OPC:
Eventi Osservatorio del Chianti

La relatrice: Maureen Hintz

Maureen Hintz è docente di Fisica e Astronomia presso la Utah Valley University (USA).

👉 Scopri il profilo accademico ufficiale di Maureen Hintz:
Profilo Maureen Hintz – Utah Valley University

Laureata alla Brigham Young University, ha dedicato la sua carriera all’insegnamento e alla divulgazione scientifica. Ha partecipato a programmi STEM per giovani studentesse e ricopre un ruolo attivo nella comunità astronomica internazionale.

È inoltre:

  • NASA Eclipse Ambassador
  • membro dell’Astronomical Society of the Pacific
  • membro dell’American Astronomical Society (Education Member)

La sua esperienza rende questa conferenza sul calendario astronomico accessibile, rigorosa e coinvolgente.

Informazioni sull’evento

📅 Data: Venerdì 17 aprile 2026
🕘 Orario: 21:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

👉 Come raggiungerci:
Contatti e indicazioni OPC

Perché partecipare

Il calendario astronomico è qualcosa che utilizziamo ogni giorno, spesso senza pensarci.

Eppure, dietro ogni data, c’è una storia lunga millenni fatta di osservazioni, intuizioni e tentativi di comprendere il cosmo.

Partecipare a questa conferenza significa fermarsi un attimo e guardare quel sistema con occhi diversi.

Perché il calendario astronomico non è solo un modo per organizzare il tempo.
È il modo in cui abbiamo imparato a leggerlo.




SOLD OUT

Dopo il grande entusiasmo e la partecipazione dello scorso anno, tornano all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti le “Astrofiabe”, uno degli appuntamenti più originali dedicati all’astronomia per bambini in Toscana.

Questo ciclo di incontri rappresenta una proposta unica tra gli eventi per bambini nel Chianti, pensata per avvicinare i più piccoli al cielo attraverso il racconto, il gioco e l’esperienza diretta.

👉 Scopri tutte le attività sul sito ufficiale:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Il primo dei quattro appuntamenti del 2026 con le Astrofiabe si preannuncia come un pomeriggio speciale per famiglie, perfetto per chi è alla ricerca di cosa fare con i bambini in Toscana in modo educativo ma coinvolgente.

Il Girotondo dei Pianeti: laboratorio di astronomia per bambini

Al centro dell’evento c’è la lettura animata “Il Girotondo dei Pianeti”, una storia che introduce in modo semplice e coinvolgente il nostro Sistema Solare.

👉 Approfondisci il tema:
Sistema Solare spiegato (ESA)

Questa attività interattiva è pensata come un vero e proprio laboratorio di astronomia per bambini, in cui il Sole diventa il protagonista di una grande famiglia cosmica, attorno al quale orbitano pianeti diversi per caratteristiche, dimensioni e temperature.

Durante la lettura animata multisensoriale, i bambini potranno:

  • scoprire i pianeti in modo intuitivo
  • comprendere il concetto di orbita
  • vivere un’esperienza immersiva tra luci, bolle e colori

Un modo originale per introdurre l’educazione scientifica per bambini attraverso il racconto.

Laboratorio creativo: attività per bambini tra scienza e fantasia

Dopo la lettura e l’attività interattiva, l’esperienza continua con un laboratorio creativo per bambini, pensato per unire manualità e apprendimento.

👉 Scopri altre proposte simili:
Attività educative dell’Osservatorio

Questa attività rientra tra le migliori esperienze di laboratori didattici per bambini in Toscana, perché permette di:

  • costruire il proprio Sistema Solare
  • sviluppare creatività e coordinazione
  • portare a casa un ricordo concreto

Durante il laboratorio, viene proposta anche una riflessione guidata sulla Terra, rendendo l’esperienza ancora più significativa.

Un’esperienza per tutta la famiglia nel Chianti

Questo evento è pensato come una vera esperienza condivisa, ideale per chi cerca attività per famiglie nel Chianti.

Mentre i bambini partecipano al laboratorio, gli adulti potranno:

  • partecipare a una visita guidata
  • vivere un’esperienza di osservazione del Sole al telescopio in Toscana

👉 Approfondisci:
Dipartimento di Fisica e Astronomia – Università di Firenze
Osservazione del Sole (INAF)

Un’occasione perfetta per trasformare un semplice pomeriggio in una delle più interessanti esperienze scientifiche in Toscana.

Perché partecipare: un evento di astronomia per bambini in Toscana

“Il Girotondo dei Pianeti” è molto più di una fiaba: è una delle esperienze più originali di divulgazione scientifica per bambini in Toscana.

👉 Approfondisci il valore educativo:
Attività per bambini NASA

Questo evento unisce:

  • astronomia per bambini
  • narrazione creativa
  • laboratorio pratico
  • esperienza immersiva

È perfetto per chi cerca:

  • eventi bambini Chianti
  • attività educative per famiglie
  • esperienze diverse dal solito

Informazioni pratiche

Dove: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

📍 Come arrivare:
Apri il percorso su Google Maps

Quando: Sabato 18 aprile 2026, ore 17:30

Quota di registrazione: 5 € a persona

Prenotazione obbligatoria: info@osservatoriochianti.it

Posti limitati: massimo 20 bambini (5–10 anni)

👉 Consulta anche gli altri eventi per bambini in Toscana organizzati dall’Osservatorio:
Eventi Osservatorio del Chianti

Come arrivare all’Osservatorio del Chianti

L’Osservatorio si trova in una delle zone più suggestive del territorio, ideale per vivere attività di turismo scientifico in Toscana.

Dal parcheggio parte un sentiero di circa 300 metri.

⚠️ Il percorso non è illuminato per proteggere il cielo notturno.

Consigli utili:

  • scarpe comode
  • torcia
  • arrivo anticipato

Resta aggiornato sugli eventi per bambini in Toscana

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I cinque sensi delle piante nella locandina delle Frontiere della Scienza con grande albero illuminato dal sole simbolo della percezione vegetale.

Conferenza per le Frontiere della Scienza

I 5 sensi delle piante rappresentano una delle frontiere più sorprendenti della scienza contemporanea.

Venerdì 24 aprile 2026 alle ore 21:00, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, si terrà un nuovo appuntamento del ciclo Le Frontiere della Scienza, dedicato proprio a questo tema affascinante: i 5 sensi delle piante e il loro modo di interagire con l’ambiente.

L’incontro sarà tenuto da Annamaria Ranieri, Professore Ordinario di Chimica Agraria presso l’Università di Pisa.

👉 Scopri il programma completo delle attività dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

I 5 sensi delle piante: una nuova prospettiva sulla natura

Quando pensiamo ai sensi, immaginiamo occhi, orecchie, naso, lingua e pelle. Ma le piante?

I 5 sensi delle piante esistono, anche se funzionano in modo completamente diverso da quelli degli animali. Le piante non possiedono un sistema nervoso, eppure sono in grado di percepire il mondo che le circonda e reagire in modo sofisticato.

Questo cambia profondamente il nostro modo di guardare alla natura: le piante non sono organismi passivi, ma sistemi complessi, sensibili e adattivi.

👉 Approfondisci il tema della comunicazione tra piante:
Plant communication – National Geographic

Il tatto: quando le piante “sentono” il contatto

Uno degli aspetti più sorprendenti dei cinque sensi delle piante è la loro capacità di percepire il contatto fisico.

Un esempio straordinario è la Dionea muscipula, conosciuta come Venere acchiappamosche, che chiude rapidamente le sue foglie quando un insetto sfiora i peli sensibili sulla superficie.

Questo tipo di risposta dimostra che le piante possono rilevare stimoli meccanici e reagire in modo immediato.

La vista: il rapporto tra piante e luce

Le piante non hanno occhi, ma possiedono fotorecettori in grado di percepire la luce.

Grazie a questo “senso”, le piante orientano la loro crescita verso la fonte luminosa, in un fenomeno noto come fototropismo.

Non solo: riescono a distinguere intensità, direzione e qualità della luce, adattando il proprio sviluppo in modo preciso.

👉 Scopri di più sul fototropismo:
Fototropismo – Enciclopedia Treccani

Olfatto e gusto: il linguaggio chimico delle piante

Tra i 5 sensi delle piante, quelli legati alla chimica sono forse i più sofisticati.

Le piante sono in grado di:

  • rilevare sostanze presenti nell’aria e nel suolo
  • riconoscere la presenza di predatori
  • attivare meccanismi di difesa

Quando attaccate da insetti, possono rilasciare composti chimici per respingerli o addirittura per “avvisare” altre piante vicine.

Questo sistema di comunicazione invisibile rappresenta una vera e propria rete di informazione biologica.

L’udito: un senso ancora misterioso

Alcuni studi suggeriscono che le piante possano percepire vibrazioni.

Questo possibile “udito” permetterebbe loro di reagire a stimoli ambientali ancora poco compresi. Tuttavia, si tratta di un campo di ricerca in evoluzione, che apre nuove domande sul funzionamento dei cinque sensi delle piante.

Un incontro tra scienza, ambiente e futuro

La conferenza “I 5 sensi delle piante” offre uno sguardo nuovo sul mondo vegetale.

Comprendere i 5 sensi delle piante significa anche ripensare il nostro rapporto con l’ambiente, l’agricoltura e la sostenibilità.

👉 Scopri gli eventi scientifici dell’Osservatorio:
Eventi Osservatorio del Chianti

La relatrice: Annamaria Ranieri

Annamaria Ranieri è Professore Ordinario di Chimica Agraria presso l’Università di Pisa.

👉 Scopri il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Pisa:
Università di Pisa – Scienze Agrarie

Nel corso della sua carriera ha svolto attività di ricerca e insegnamento a livello nazionale e internazionale, partecipando a numerosi progetti scientifici.

La sua ricerca si concentra su:

  • metabolismo delle piante in condizioni di stress
  • composti chimici coinvolti nei meccanismi di difesa
  • sostanze con effetti benefici per la salute umana

Ha inoltre contribuito allo studio delle piante alofite come risorsa per affrontare le sfide legate alla salinità dei suoli e alla sicurezza alimentare.

È membro dell’Accademia dei Georgofili e Vice Delegato dell’Accademia Italiana della Cucina (Delegazione di Pisa).

Informazioni sull’evento

📅 Data: Venerdì 24 aprile 2026
🕘 Orario: 21:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

👉 Come raggiungerci:
Contatti e indicazioni OPC

Perché partecipare

I 5 sensi delle piante non sono solo una curiosità scientifica.

Sono una chiave per comprendere meglio il mondo naturale e il nostro posto al suo interno.

Partecipare a questa conferenza significa scoprire che ciò che sembra immobile è in realtà profondamente attivo, sensibile e in continuo dialogo con l’ambiente.

E forse, dopo questo incontro, guarderai un albero con occhi diversi. 🌱




La Giornata Meteorologica Mondiale 2026 si celebra lunedì 23 marzo 2026

Questa ricorrenza annuale commemora l’entrata in vigore, nel 1950, della convenzione che ha istituito l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM/WMO), l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata alla cooperazione internazionale in ambito meteorologico, idrologico e climatologico. 

Tema della Giornata Meteorologica Mondiale

Per il 2026, il messaggio centrale diffuso dall’OMM si concentra su “Osservare oggi per proteggere il domani” (Observing today protecting tomorrow). Il tema sottolinea l’importanza cruciale del monitoraggio costante dell’atmosfera per garantire la sicurezza delle persone e del pianeta in futuro.

La Giornata Meteorologica Mondiale al CeDaM / OPC

Anche l’Osservatorio Meteorologico dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti con la sua struttura operativa CEDaM (Centro Elaborazione Dati Meteo) ha deciso di partecipare a questa ricorrenza con una serie di iniziative volte a sensibilizzare sulle tematiche meteorologiche e climatiche.

1° INIZIATIVA: legata alla Giornata Meteorologica Mondiale 2026 è :

Il CEDaM in occasione della Giornata Meteorologica Mondiale 2026 per sensibilizzare il tema di questa edizione che è “Osservare oggi per proteggere il domani” in linea con il nostro progetto Sentinelle Meteo ha indetto un contest fotografico dal titolo:
“UNO SGUARDO AL TEMPO METEOROLOGICO ATTUALE… PER IL CLIMA DEL FUTURO “
Cattura con il tuo obiettivo/telefonino i fenomeni atmosferici di oggi e racconta la tua visione del clima che verrà. Unisciti alle Sentinelle Meteo per sensibilizzare la cittadinanza sul cambiamento climatico. Invia una o al massimo tre foto insieme al modulo di adesione al contest all’indirizzo mail: cedamopc@gmail.com entro e non oltre il 22 marzo 2026 . DAI IL TUO CONTRIBUTO CON UNA FOTO !!

REGOLAMENTO CONTEST FOTOGRAFICO

  1. Organizzatore
    Il contest fotografico è organizzato da CEDaM (Centro Elaborazioni Dati Meteo) Osservatorio Meteo OPC
  2. Tema del concorso
    Il tema del concorso è: UNO SGUARDO AL TEMPO METEOROLOGICO ATTUALE… PER IL CLIMA DEL FUTURO
    Le fotografie dovranno rappresentare e interpretare il tema proposto.
  3. Partecipazione
    La partecipazione al contest è gratuita ed è aperta a:
    • fotografi amatoriali
    • fotografi professionisti
    • persone maggiorenni
    • Ogni partecipante può inviare massimo n° 3. fotografie.
  4. Requisiti delle fotografie
    Le fotografie devono rispettare i seguenti requisiti:
    • formato: JPEG
    • peso massimo file: 10 MB
    • sono ammesse foto a colori e/o bianco e nero
    Non sono ammesse:
    • fotografie offensive o inappropriate
    • immagini generate da intelligenza artificiale
    • fotografie che violino diritti di terzi.
  5. Modalità di partecipazione
    Per partecipare è necessario: compilare il modulo di iscrizione allegato

    • inviare le fotografie entro il 22/03/2026
    • inviare il materiale tramite email: cedamopc@gmail.com

  6. Diritti d’autore e utilizzo delle immagini
    Gli autori mantengono i diritti d’autore delle fotografie.
    Partecipando al contest concedono all’organizzatore il diritto non esclusivo e gratuito di utilizzare le immagini per:
    • pubblicazioni
    • mostre
    • comunicazione online e offline
    Sarà sempre indicato il nome dell’autore.
  7. Responsabilità
    Ogni partecipante dichiara di essere autore delle fotografie inviate e di possedere i diritti necessari alla loro diffusione.
  8. Accettazione del regolamento
    La partecipazione al concorso implica la totale accettazione del presente regolamento.

Scarica documento di partecipazione al contest fotografico:

2° INIZIATIVA: sempre legata alla Giornata Meteorologica Mondiale 2026 è la seguente :

Il team del CEDaM e le Sentinelle Meteo OPC vi aspettano presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti LUNEDI 23 MARZO dalle ore 15.30 fino alle ore 17:30 per visitare il Centro di Elaborazioni Dati Meteo e passare un pomeriggio all’insegna della meteorologia ( con incontri divulgativi e informativi sul meteo e le varie attività di ricerca che vengono fatte in questo settore dall’Osservatorio Meteorologico OPC); durante il quale sarà possibile vedere in azione le Sentinelle Meteo che per tale occasione realizzeranno una mappa delle segnalazioni dedicata a tale giornata. #GMM2026-CEDaM-OPC

E per finire l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, aderisce all’iniziativa realizzata da AISAM (Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia ) a tale evento :




Venerdì 24 ottobre 2025, ore 21:00
con Guglielmo Maria Tino (Università degli Studi di Firenze)

Riprende la stagione di incontri all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, e con essa il filo di una riflessione che attraversa da tempo le attività dell’Osservatorio: il tema del tempo.
Non solo come misura o dimensione fisica, ma come esperienza condivisa, ritmo dell’universo e mistero che unisce l’essere umano alla natura che lo circonda.

La conferenza “Tempo e Gravità: da Galileo ai sensori quantistici con atomi ultrafreddi”, tenuta dal prof. Guglielmo Maria Tino, inaugura il nuovo ciclo di incontri de Le Frontiere dell’Astrofisica, e si inserisce nel progetto biennale “Arte nel Paesaggio”, a cura di Giada Rodani e Jade Vlietstra, che ospita presso l’OPC la mostra Time Gravity, con opere di Sophie Ko e Luca Pozzi (visitabile fino al 30 novembre 2025).
Un’occasione preziosa per intrecciare i linguaggi dell’arte e della scienza, esplorando insieme una delle questioni più affascinanti del pensiero umano: la natura del tempo e il suo legame profondo con la gravità.


Dalle intuizioni di Galileo alle tecnologie del futuro

A più di quattro secoli dalla nascita di Galileo Galilei, le sue intuizioni continuano a risuonare come una bussola per la conoscenza.
Con i suoi esperimenti sul moto dei corpi, Galileo ha aperto la strada alla comprensione moderna del tempo e del movimento, ponendo le basi della fisica classica e, indirettamente, della relatività.
Oggi, le domande che egli sollevò trovano nuova vita nei laboratori di ricerca più avanzati del mondo, dove la gravità e il tempo vengono studiati con strumenti che avrebbero superato ogni sua immaginazione.

Il professor Guglielmo Maria Tino, fisico sperimentale di fama internazionale e docente di Fisica della Materia all’Università di Firenze, guiderà il pubblico in un viaggio che parte dalle intuizioni di Galileo per arrivare agli strumenti della fisica quantistica contemporanea: interferometri atomici, sensori gravitazionali e orologi atomici capaci di misurare variazioni di tempo e campo gravitazionale con precisione infinitesimale.

Attraverso l’uso della luce laser e la manipolazione di atomi ultrafreddi, portati a temperature prossime allo zero assoluto, questi strumenti permettono oggi di osservare il comportamento della materia in condizioni estreme e di testare i limiti stessi delle teorie della fisica.
Si tratta di esperimenti che, in un certo senso, realizzano concretamente gli esperimenti mentali di Galileo, quelli che egli poteva solo immaginare.
Oggi, grazie alle tecnologie quantistiche, il tempo può essere misurato non più soltanto in secondi, ma in vibrazioni di luce, e la gravità può essere esplorata attraverso la coerenza degli atomi sospesi in un vuoto perfetto.


Il tempo come misura e come esperienza

Il fascino di questa conferenza non risiede soltanto nei risultati della ricerca, ma nel modo in cui essa ci invita a ripensare la nostra percezione del tempo.
Nella fisica moderna, tempo e gravità non sono più grandezze indipendenti: si intrecciano, si curvano, si influenzano a vicenda.
Come ci ha insegnato Einstein, la gravità non è una forza che agisce a distanza, ma la curvatura stessa dello spazio-tempo.
E in questa curvatura, la materia e la luce disegnano la forma del cosmo, determinando anche la direzione del nostro vivere.

Il dialogo con l’arte, promosso dal progetto Arte nel Paesaggio e dalla mostra Time Gravity, amplifica questa riflessione.
Gli artisti Sophie Ko e Luca Pozzi affrontano infatti il tema del tempo da prospettive complementari: l’una attraverso materiali che si trasformano nel tempo, evocando la caducità e la memoria, l’altro intrecciando le leggi della fisica contemporanea con la narrazione visiva e la dimensione simbolica.
La scienza misura il tempo; l’arte lo racconta. Insieme, ci aiutano a comprendere la nostra posizione nel flusso dell’universo.


Il relatore: Guglielmo Maria Tino

Fisico sperimentale di riconosciuto prestigio, Guglielmo Maria Tino si è laureato in Fisica all’Università di Napoli nel 1987 e ha conseguito il dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1992.
Ha trascorso lunghi periodi di ricerca alla École Normale Supérieure di Parigi e al NIST/JILA di Boulder, in Colorado, collaborando con alcuni dei più importanti centri internazionali di fisica atomica.
Dal 2001 è professore ordinario di Fisica della Materia all’Università di Firenze. È associato al LENS (European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy), al CNR-INO e all’INFN, e la sua attività di ricerca si concentra su test di fisica gravitazionale con atomi ultrafreddi, interferometria atomica e misura del tempo con orologi atomici.


Un appuntamento tra scienza, arte e meraviglia

La conferenza del 24 ottobre inaugura così una nuova stagione di incontri dedicati al dialogo tra scienza e arte, cuore della missione dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti: un luogo dove il sapere si condivide sotto le stelle, e dove la ricerca diventa racconto, immaginazione e ascolto.
Un invito a rallentare, a osservare, a lasciarsi stupire dalla precisione del pensiero e dalla bellezza dell’universo.

📍 Osservatorio Polifunzionale del Chianti – Località Montecorboli, Barberino Tavarnelle (FI)
🎟️ Ingresso libero e gratuito
🖼️ La mostra “Time Gravity” è visitabile fino al 30 novembre 2025
🔭 Per il programma completo delle conferenze, visita la pagina Frontiere dell’Astrofisica




La mostra Arte nel Paesaggio – Time Gravity si intreccia con le conferenze “Frontiere dell’Astrofisica” all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Prosegue la seconda edizione del progetto biennale Arte nel Paesaggio, dal titolo Time Gravity, ospitata presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.
Un’iniziativa che unisce arte contemporanea e ricerca scientifica, invitando il pubblico a riflettere su una delle più affascinanti dimensioni dell’esistenza: il tempo.
Le opere di Sophie Ko e Luca Pozzi danno forma a un dialogo profondo fra percezione e conoscenza, tra intuizione e misura, facendo emergere il tempo come ritmo invisibile dell’universo e materia viva del pensiero umano.

Il progetto Time Gravity nasce dalla volontà di creare un ponte tra linguaggi diversi ma complementari: quello poetico e simbolico dell’arte e quello rigoroso e sperimentale della scienza.
All’interno di questa visione, la collaborazione con la Sezione Astronomia dell’OPC e con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze dà vita al ciclo di conferenze Le Frontiere dell’Astrofisica, che nel 2025 si apre proprio sotto il segno del tempo e della gravità, i due poli attorno ai quali ruota anche la mostra.


Un orizzonte comune: la meraviglia come linguaggio

Le conferenze, curate dal prof. Ruggero Stanga e coordinate tecnicamente dal dott. Lorenzo Betti, rappresentano una delle esperienze più vive di divulgazione scientifica del territorio del Chianti.
Nate per condividere con il pubblico le più recenti scoperte dell’astrofisica e della cosmologia, queste serate hanno progressivamente assunto anche un valore culturale e umano: diventano luoghi di incontro, di ascolto e di meraviglia condivisa.

Nel contesto di Arte nel Paesaggio – Time Gravity, il ciclo autunnale di tre conferenze apre un dialogo nuovo fra ricercatori e artisti, offrendo uno spazio di confronto in cui scienza e arte non si spiegano a vicenda, ma si rispecchiano.
Così la riflessione scientifica sul tempo, inteso come grandezza fisica, misura e relazione gravitazionale, trova un’eco nella sensibilità artistica, dove il tempo è segno, trasformazione e memoria.
Ogni conferenza diventa un’esperienza, un modo per abitare il pensiero del cosmo e per riscoprire la nostra posizione di osservatori dentro l’universo.


L’evento del 7 novembre: un intreccio di linguaggi e visioni

Tra i momenti più attesi di questa edizione spicca la serata di venerdì 7 novembre, che unirà arte, scienza e narrazione visiva.
In quell’occasione verranno presentati alle 18:30 due importanti pubblicazioni:

  • il catalogo bilingue della mostra “Time Gravity”, a cura di Giada Rodani e Jade Vlietstra (Edizioni Metilene), che raccoglie testi critici e immagini delle opere di Sophie Ko e Luca Pozzi, insieme a riflessioni teoriche sul rapporto tra tempo, spazio e percezione;
  • la graphic novel “LOOPS”, edita da Bao Publishing, scritta da Luca Pozzi e illustrata da Elisa Macellari, ispirata a una conversazione con il fisico teorico Carlo Rovelli.

La presenza degli autori trasformerà la serata in un evento corale, dove parola, immagine e teoria si intrecciano per dare forma a un’unica narrazione del tempo.
In questa prospettiva, l’Osservatorio diventa non solo un luogo di osservazione astronomica, ma anche uno spazio simbolico di osservazione del pensiero, in cui la conoscenza scientifica incontra la sensibilità artistica e la curiosità del pubblico.

Copertina del catalogo della mostra Time Gravity - Biennale di Arte nel Paesaggio


L’esperienza dell’Osservatorio: condividere la conoscenza sotto le stelle

Partecipare alle Frontiere dell’Astrofisica significa vivere un’esperienza di conoscenza collettiva, immersi nella quiete del paesaggio del Chianti e nel cielo terso che lo sovrasta.
Ogni incontro è gratuito e aperto a tutti, perché la scienza, come l’arte, trova il suo senso solo quando viene condivisa.
Le conferenze si svolgono un venerdì al mese, in orari serali, e sono seguite da momenti di osservazione astronomica con i telescopi dell’Osservatorio, offrendo la possibilità di trasformare ciò che si è appreso in esperienza diretta.

Le registrazioni di tutte le serate saranno successivamente disponibili sul canale YouTube dell’OPC, per permettere anche a chi non potrà partecipare di rivivere l’evento.


Un invito al pensiero e allo stupore

Con Arte nel Paesaggio – Time Gravity e Le Frontiere dell’Astrofisica, l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti conferma la propria vocazione a essere un punto d’incontro tra scienza, arte e comunità, un laboratorio a cielo aperto dove idee e discipline si contaminano per raccontare il mistero del cosmo e dell’esistenza.
È un invito a rallentare, ad alzare lo sguardo, a ritrovare il legame profondo che unisce la curiosità scientifica alla capacità contemplativa.


Informazioni pratiche

La mostra Time Gravity è visitabile fino al 30 novembre 2025 presso l’Osservatorio.
Per il programma completo delle conferenze della rassegna Le Frontiere dell’Astrofisica (ottobre 2025 – luglio 2026), visita la pagina dedicata qui.

📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti, Località Montecorboli, Barberino Tavarnelle (FI)
🎟️ Ingresso libero e gratuito, non è richiesta prenotazione
📺 Conferenze registrate sul canale YouTube: Osservatorio del Chianti


© 2025 Osservatorio Polifunzionale del Chianti — Sezione Astronomia
Progetto “Frontiere dell’Astrofisica” — in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze




Locandina di Frontiere dell'Astrofisica con una galassia e pubblico in filigrana che la ammira.

Le Frontiere dell’Astrofisica è molto più di un ciclo di conferenze: è un invito ad attraversare i confini del sapere, là dove la curiosità incontra la meraviglia e la ricerca scientifica si fa racconto.
L’iniziativa nasce dal gruppo scientifico della Sezione Astronomia dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti (OPC), nell’ambito delle attività di Terza Missione del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di portare la scienza fuori dai laboratori e condividerla con tutti — studenti, appassionati, sognatori, cittadini.

Il programma è curato dal prof. Ruggero Stanga, che da anni guida con passione la divulgazione scientifica legata all’OPC, mentre la parte tecnica e organizzativa è seguita dal dott. Lorenzo Betti, garanzia di precisione e entusiasmo operativo.

Ogni conferenza è pensata come un viaggio collettivo: un momento in cui la scienza si racconta con linguaggio accessibile e profondità autentica, aprendo spazi di riflessione che uniscono mente e immaginazione.

L’accesso è libero, senza bisogno di prenotazione, perché la conoscenza deve essere un bene condiviso.
Tutti gli incontri sono gratuiti: organizzatori e relatori partecipano a titolo volontaristico, mossi dal desiderio di rendere la scienza un’esperienza viva, aperta e inclusiva.

Chi lo desidera può sostenere il progetto con una donazione, contribuendo così a migliorare l’offerta culturale e a rendere l’Osservatorio un punto di riferimento sempre più vitale per la comunità e per chi guarda il cielo con curiosità e meraviglia.


Format

Le Frontiere dell’Astrofisica si svolgono un venerdì al mese, quando il buio del Chianti si riempie di stelle e il silenzio diventa il miglior alleato dell’ascolto.
Gli incontri iniziano alle 21:00 nei mesi invernali e alle 21:30 in primavera ed estate, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, in località Montecorboli.

Ogni conferenza dura circa un’ora, seguita da uno spazio aperto di domande e confronto libero, che spesso si trasforma in una conversazione spontanea tra pubblico e relatori — scienziati, fisici, astrofili — accomunati dallo stesso desiderio di comprendere l’universo.

Per chi non potrà essere presente, tutte le serate saranno registrate e pubblicate sul canale YouTube dell’OPC, così che il sapere possa continuare a circolare e raggiungere nuovi sguardi.

Partecipare significa entrare in un dialogo diretto con la scienza contemporanea, ma anche vivere la straordinaria atmosfera dell’Osservatorio: un luogo dove il cielo non è solo da osservare, ma da comprendere, ascoltare e, in fondo, da abitare.


Il programma 2025–2026

Il ciclo Frontiere dell’Astrofisica prevede 10 conferenze distribuite da ottobre 2025 a luglio 2026, con relatori provenienti da università e istituti di ricerca italiani e internazionali.

Il programma completo sarà pubblicato a breve su questo sito.

Nel frattempo, annunciamo con piacere le prime tre conferenze, collegate alla mostra Time GravityBiennale di Arte nel Paesaggio, visitabile fino al 30 novembre 2025 presso l’OPC — che approfondiscono, da prospettive scientifiche e filosofiche, il tema del tempo e della gravità.


Programma delle prime conferenze

📅 Venerdì 24 Ottobre – H. 21:00

Guglielmo Tino – Università degli Studi di Firenze
“Tempo e Gravità: da Galileo ai sensori quantistici con atomi ultrafreddi”

Un viaggio che attraversa quattro secoli di ricerca, dalle intuizioni di Galileo fino alle più recenti applicazioni della fisica quantistica per lo studio della gravità.


📅 Venerdì 7 Novembre – H. 18:30

Presentazione del catalogo bilingue del progetto biennale Arte nel Paesaggio – Time Gravity,
a cura di Giada Rodani e Jade Vlietstra (Ed. Metilene), alla presenza delle curatrici e degli artisti.

A seguire:
Presentazione di “LOOPS”, graphic novel (Ed. Bao Publishing) scritta da Luca Pozzi e illustrata da Elisa Macellari, ispirata a una conversazione con il fisico teorico Carlo Rovelli.
Alla presenza degli autori.

H. 20:00 – Intervallo

H. 21:00 – Conferenza:
Catalin Frosin – INFN Firenze
“L’arte di ascoltare le particelle: un viaggio alla scoperta dei muoni”

Un incontro per esplorare il modo in cui l’astrofisica moderna “ascolta” l’universo attraverso le particelle, rivelando le voci invisibili del cosmo.


📅 Venerdì 14 Novembre – H. 21:00

Lorenzo De Piccoli – Università di Pisa / Università di Firenze
“Una specie di numero. Rappresentazioni del tempo nella scienza occidentale”

Un’indagine sul modo in cui la scienza occidentale ha cercato di misurare, comprendere e rappresentare il tempo — tra filosofia, matematica e cosmologia.


Informazioni pratiche

📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti, Località Montecorboli, Barberino Tavarnelle (FI)
🎟️ Ingresso libero e gratuito, non è richiesta prenotazione
📺 Conferenze registrate sul canale YouTube: Osservatorio del Chianti


© 2025 Osservatorio Polifunzionale del Chianti — Sezione Astronomia
Progetto “Frontiere dell’Astrofisica” — in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze




✨ Celebrazione dei 30 anni dalla scoperta del primo esopianeta

Pianeti intorno a una stella di tipo Sole per celebrare la scoperta del primo esopianeta.

ATTENZIONE! L’EVENTO E’ CANCELLATO!

📍 Osservatorio Polifunzionale del Chianti – Montecorboli, Barberino Tavarnelle (FI)

🗓 Sabato 25 ottobre 2025 – ore 21:00

🎟 Ingresso gratuito su prenotazione (posti limitati)

🌠 L’evento

Il 6 ottobre 1995, a Firenze, durante la conferenza internazionale Cool Stars, Stellar Systems and the Sun (IX) presso l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, gli astronomi Michel Mayor (svizzero) e Didier Queloz (francese) annunciarono la scoperta del primo esopianeta: una scoperta che avrebbe cambiato per sempre la nostra visione dell’universo: la rilevazione di 51 Pegasi b, il primo pianeta mai trovato attorno a una stella simile al Sole.

Fu la nascita della scienza degli esopianeti – mondi lontani che orbitano attorno ad altri soli, ciascuno con la propria orbita, la propria luce, il proprio mistero.
Da quel giorno l’umanità ha compreso che il nostro sistema planetario non è un’eccezione, ma solo uno tra miliardi di possibilità cosmiche.

Trent’anni dopo, torniamo sotto il cielo del Chianti per celebrare quella scoperta e raccontare come oggi, proprio da qui, continua la ricerca di nuovi mondi.
L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti (OPC) partecipa a programmi internazionali di osservazione di esopianeti, e in occasione del trentennale lancia un nuovo progetto di citizen science dedicato a tutti gli appassionati.

🔭 Exoclock-OPC: la citizen science nel Chianti

Durante la serata sarà presentato ufficialmente Exoclock-OPC, il nuovo progetto di citizen science dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Un’iniziativa aperta ad astrofili e appassionati con telescopio, per contribuire con vere osservazioni di transiti di esopianeti alla rete internazionale ExoClock, che supporta la missione ARIEL dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Chi partecipa potrà:

  • osservare transiti di esopianeti con la propria strumentazione;
  • inviare i propri dati al network ExoClock;
  • ricevere formazione e supporto tecnico dall’OPC;
  • diventare parte attiva della ricerca scientifica sugli altri mondi.

Il cielo non è più solo da guardare: è uno spazio in cui partecipare.

🌠 Perché il 25 ottobre

L’evento si tiene sabato 25 ottobre 2025, alcune settimane dopo l’anniversario ufficiale del 6 ottobre, per garantire la massima partecipazione del pubblico e condizioni ideali di osservazione.
In quella notte la Luna sarà quasi nuova, regalando un cielo scuro e limpido: perfetto per celebrare, con lo sguardo rivolto verso le stelle, l’eredità di quella scoperta nata proprio in Toscana.

🌟 Momenti della serata

🔭 Ore 21:00 – Accoglienza e introduzione
Benvenuto ai partecipanti e ricordo della conferenza “Cool Stars IX” di Firenze, dove nacque la moderna scienza degli esopianeti.

🌌 Ore 21:10 – Conferenza “Altri Soli: trent’anni dopo la scoperta del primo esopianeta”
A cura di Emanuele Pace, Università di Firenze
Un viaggio tra scienza, storia e immaginazione: dalla scoperta del primo esopianeta, 51 Pegasi b, alle nuove missioni spaziali, passando per il lavoro dell’Osservatorio del Chianti e il ruolo crescente della citizen science.

🌠 Ore 22:10 – Visita alla cupola astronomica e osservazione al telescopio
Visita guidata alla cupola dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti con il suo grande Telescopio Marcon, in cui scoprirai come il team degli astrofisici osserva gli esopianeti.
In caso di cielo coperto, verranno mostrati dati e immagini reali delle osservazioni scientifiche condotte dall’OPC.

🌙 Informazioni pratiche

📅 Data: Sabato 25 ottobre 2025
🕘 Orario: 21:00 – 23:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
Località Montecorboli – Barberino Tavarnelle (FI)

🎟 Ingresso gratuito – prenotazione obbligatoria
🚨 Massimo 40 posti disponibili
📧 Info e prenotazioni: info@osservatriochianti.it
🌐 Facebook: OPC – Osservatorio Polifunzionale del Chianti

💫 Sostieni le iniziative dell’Osservatorio

La partecipazione all’evento è gratuita, ma chi lo desidera potrà lasciare un contributo volontario a sostegno dei progetti dell’Osservatorio.
In particolare, stiamo raccogliendo fondi per la realizzazione di una nuova cupola astronomica, che ospiterà un telescopio Celestron C14 dedicato alle attività di ricerca e divulgazione.

Questa nuova struttura permetterà di ampliare l’offerta osservativa e didattica dell’OPC, mettendo a disposizione della comunità strumenti ancora più potenti per esplorare il cielo, osservare gli esopianeti e avvicinare nuove generazioni di curiosi e appassionati.

Ogni contributo, anche piccolo, è un gesto concreto per costruire insieme un luogo dove la meraviglia diventa conoscenza.

💫 Una notte per guardare altri soli

“Trent’anni fa, sulle colline di Firenze, scoprimmo che il nostro Sole non era solo.
La scoperta del primo esopianeta apriva una nuova era di entusiasmante ricerca
Oggi, sotto il cielo del Chianti, possiamo cercare insieme altri soli
e forse, altre vite che guardano le stelle come noi.”




Il cielo cambia ogni giorno sopra di noi. Ma cosa ci raccontano davvero le nuvole, il vento, la pioggia?
Se anche tu ti sei chiesto come funziona il meteo – e vuoi scoprire come dare un contributo utile al tuo territorio – questa è la tua occasione.

28 settembre 2025 – parte un corso gratuito e aperto a tutti per diventare Sentinelle Meteo: cittadini che, con strumenti semplici e il supporto di esperti, aiutano a raccogliere dati preziosi per capire meglio il clima del Chianti.

Non serve essere scienziati: basta la voglia di osservare, imparare e partecipare.

Insieme a Università di Firenze, LAMMA, MeteoTracker, Osservatorio Polifunzionale del Chianti e Caffè Scienza, potrai:

  • Scoprire i segreti del meteo e del clima in modo pratico e divertente
  • Contribuire a un grande progetto di ricerca che parte proprio dal tuo territorio
  • Far parte di una rete di cittadini curiosi e attenti, pronti a guardare il cielo con occhi nuovi

I posti sono limitati (solo 50 disponibili!) → non perdere l’occasione.

Programma

9.00 Ritrovo dei partecipanti al corso presso

9:10 Benvenuto da parte Direttore OPC

9:20 Presentazione progetto Sentinelle Meteo – Simone Nadini (responsabile CEDAM OPC)

9:40 Intervento ANALISI FENOMENI METEO – Tommaso Torrigiani (Consorzio LAMMA)

10:10 Intervento (in remoto) APPLICAZIONI AGROMETEO e SENTINELLE METEO – Simone Orlandini (DAGRI-UNIFI)

10:40 pausa caffe’

10:50 Intervento (in remoto) METEOTRACKER – Luca Jury (IOTOPON/METEOTRACKER)

10:50 Intervento SENTINELLE METEO 1° – 2° – 3° LIVELLO – Simone Nadini (responsabile CEDAM OPC)

11:20 Intervento L’ESPERIENZA DELLA SENTINELLA METEO a cura Sentinelle Meteo

11.50 Consegna attestati partecipazione al corso

12:30 chiusura del corso

Progetto di Public Engagement finanziato dall’Università degli Studi di Firenze – UniFI Extra 2025




Un pomeriggio magico per tutta la famiglia tra letture animate, astronomia e creatività

L’evento

Dopo il grande entusiasmo del primo e secondo appuntamento, torna all’Osservatorio del Chianti un nuovo pomeriggio speciale in compagnia di Laura Saba e Alessandra Conti, una coppia affiatata di divulgatrici scientifiche ed educatrici creative, pronte a guidare i bambini in un viaggio tra fiabe, scienza e immaginazione.

Al centro di questo nuovo pomeriggio c’è una lettura animata speciale:
“Le costellazioni e il tempo”, percorso alla scoperta delle costellazioni dedicato ai più piccoli. L’attività si compone di due momenti: dapprima il racconto di una favola illustrata che introduce il rapporto tra costellazioni e stagioni, cui segue un’attività di laboratorio.

C’era una volta una strega che abitava in un bosco incantato pieno di grandi fiori profumati e di notte, pieno di stelle. Con loro parlava e faceva lunghi ragionamenti sul trascorrere del tempo, sulla Terra che gira come una trottola e sul Sole che brucia come un forno per il pane. Un giorno, una strana pioggia di bigliettini colorati cade dal cielo: le stelle hanno bisogno di lei!

Per i bambini (5–10 anni)

  • Lettura animata multisensoriale con bolle di sapone, luci colorate, stelle filanti e palloncini, per vivere la storia con tutti i sensi.
  • Riflessione guidata sul concetto astronomico affrontato nella storia.
  • Laboratorio creativo a tema: ogni bambino potrà colorare, costruire e portare a casa la propria interpretazione del cielo e dei suoi personaggi.

Tutte le attività sono condotte da:
Laura Saba, divulgatrice scientifica e autrice di Favole tra le stelle
Alessandra Conti, educatrice scientifica e operatrice museale

Per gli adulti

Mentre i bambini sono impegnati nel laboratorio, gli adulti potranno:

  • Partecipare a una visita guidata dell’Osservatorio
  • Ammirare il Sole al telescopio in una osservazione astronomica diurna, condotta dal team di astrofisici dell’Università di Firenze

Come partecipare

Dove: Osservatorio Polifunzionale del Chianti Strada Provinciale 101, km 9.25 – 50028 Barberino Val d’Elsa (FI)
Quando: Sabato 13 settembre 2025, ore 17:30
Quota di registrazione: 5 € a persona
Prenotazione obbligatoria: info@osservatoriochianti.it
Posti limitati a 20 bambini

Consigliamo di prenotare il prima possibile: entrambi gli eventi precedenti sono andati esauriti in pochi giorni.

Perché partecipare?

“Le costellazioni e il tempo” non è solo una fiaba: è un’occasione per imparare, giocare e immaginare insieme. Un’esperienza che unisce scienza, arte e narrazione, creando un ponte tra cielo e fantasia.

Un modo nuovo e coinvolgente per avvicinare i bambini all’astronomia, stimolare la loro creatività… e passare un pomeriggio speciale in famiglia, in uno dei luoghi più suggestivi del Chianti.

Come arrivare

Lascia l’auto al parcheggio, da li inizia un sentiero lungo circa 300 mt. con indicazioni “Osservatorio”. Il sentiero non è illuminato per evitare ogni forma di inquinamento luminoso. Porta quindi scarpe comode e una torcia.

Indirizzo:  Osservatorio Polifunzionale del Chianti, Strada Provinciale Castellina in Chianti SP101 KM 9, 50021 Barberino Val d’Elsa FI, Km 9,25, Firenze

Indicazioni parcheggio:
https://goo.gl/maps/LCsDkL8VNVdD6K736

Rimani aggiornato

Segui le attività dell’Osservatorio tramite i social:

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Un’occasione unica sotto le stelle!

Sabato 13 settembre 2025 ore 21:30.
Osservatorio Polifunzionale del Chianti – Barberino Tavarnelle (FI).

Una serata straordinaria, tra scienza e meraviglia.

Vivi un’esperienza irripetibile sotto il cielo del Chianti!

Per una sera soltanto, l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti (OPC) apre le sue porte al pubblico in via eccezionale per un evento speciale: un tour guidato di due ore nel cuore della scienza, dell’arte e dell’astronomia.

A guidarti in questo affascinante viaggio sarà il team scientifico dell’Università di Firenze, con il prof. Emanuele Pace, direttore dell’Osservatorio, insieme agli scienziati che ogni giorno lavorano e fanno ricerca all’OPC.

Scopri il dietro le quinte della ricerca.

Durante la visita conoscerai da vicino le principali attività scientifiche svolte all’interno dell’osservatorio:

Astronomia

Meteorologia

Monitoraggio sismico

Scienza ambientale

Gli scienziati ti racconteranno, con parole semplici e coinvolgenti, il loro lavoro quotidiano, le tecnologie utilizzate e le applicazioni concrete delle ricerche condotte all’OPC. Un’occasione rara per avvicinarsi alla scienza in modo diretto e appassionante.

Arte e Scienza si incontrano all’OPC.

Durante la serata potrai anche visitare la mostra “Time Gravity” – Biennale di Arte nel Paesaggio – con le affascinanti opere degli artisti Sophie Ko e Luca Pozzi, ispirate al rapporto tra tempo, spazio e universo. Sarai accompagnata da Giada Rodani, una delle curatrici della mostra: un’occasione per immergersi totalmente nel mondo delle emozioni.

Il Telescopio Marcon… in funzione!

La vera chicca della serata? Il Telescopio Marcon sarà operativo!

Questo straordinario strumento, normalmente visibile solo come oggetto da ammirare e descrivere durante le visite pubbliche, verrà eccezionalmente messo in funzione:
avrai la possibilità di osservare e fotografare galassie, nebulose e oggetti del cielo profondo, invisibili ai normali telescopi amatoriali.

Un’esperienza esclusiva, riservata solo a chi partecipa a questo evento unico!

Guarda il video dell’edizione precedente

Il tuo contributo aiuta il cielo a brillare.

Per partecipare chiediamo un contributo volontario minimo di 15€ a persona.

Il ricavato sarà destinato all’acquisto di una piccola cupola che ospiterà il nuovo telescopio Celestron C14, considerato la Ferrari dei telescopi amatoriali.

Questo nuovo strumento sarà messo al servizio della ricerca e anche delle future attività divulgative, arricchendo l’offerta dell’OPC per scuole, famiglie, turisti e appassionati.

Chi può, doni anche qualcosa in più: è un piccolo sforzo per un bene collettivo, per far crescere l’Osservatorio e restituire valore al territorio.

E’ possibile dare il proprio contributo all’ingresso dell’Osservatorio per accedere all’evento. Vi chiediamo pazienza, ma purtroppo abbiamo la possibilità di accettare solo contanti e non possiamo gestire pagamenti POS.

Posti limitati – Ingresso su prenotazione.

L’evento è riservato a un massimo di 60 partecipanti, per garantire un’esperienza di qualità.
La prenotazione è obbligatoria

Prenota subito la tua notte speciale

Non perdere questa occasione rara per vivere l’OPC da protagonista, scoprire il lavoro degli scienziati, ammirare il cielo profondo e contribuire a un progetto importante per il futuro della divulgazione scientifica nel Chianti.

Scrivi a: info@osservatoriochianti.it
Oppure chiama al: 366 3480974 (attivo dalle 17:00 alle 21:05)

Scopri il cielo con occhi nuovi. Vivi una notte diversa. Aiutaci a far brillare l’Osservatorio ancora di più.