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Chianti di stelle: San Lorenzo all’Osservatorio del Chianti

Locandina dell'evento Chianti di Stelle che annuncia l'esaurimento dei posti disponibili.

EVENTO SOLD OUT

Chianti di stelle torna lunedì 10 agosto 2026 all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Dalle ore 21:30 vivremo insieme la notte di San Lorenzo con il naso all’insù, cercando le stelle cadenti e imparando a riconoscere ciò che si muove e ciò che brilla sopra di noi.

Nel buio delle colline del Chianti ci attende una serata di scienza, osservazione e meraviglia, pensata per adulti, famiglie, bambini, appassionati e semplici curiosi.

Non occorre conoscere l’astronomia: bastano la voglia di scoprire e il desiderio di lasciarsi sorprendere dal cielo.

📅 Quando: lunedì 10 agosto 2026
🕤 Orario: dalle 21:30 alle 01:00 circa
📍 Dove: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
👥 Posti disponibili: massimo 60 partecipanti
✉️ Prenotazione obbligatoria: info@osservatoriochianti.it

🌠 Tutti con il naso all’insù

Le chiamiamo “stelle cadenti”, ma le stelle non cadono davvero.

Le scie luminose che attraversano il cielo sono meteore: piccole particelle cosmiche che entrano nell’atmosfera terrestre ad altissima velocità, producendo il lampo che osserviamo.

Intorno alla notte di San Lorenzo il fenomeno è legato soprattutto alle Perseidi, uno degli sciami meteorici più conosciuti e attesi dell’anno.

Durante Chianti di stelle scopriremo:

  • che cosa sono davvero le stelle cadenti;
  • da dove provengono le Perseidi;
  • perché le meteore diventano luminose;
  • dove e come guardare per avere maggiori possibilità di vederle;
  • come abituare gli occhi all’oscurità.

Poi passeremo dalla spiegazione all’esperienza: cercheremo insieme le scie nel cielo.

Sarà un’osservazione condivisa, fatta di domande, attese e improvvisi “eccola!” rivolti verso l’alto.

🔭 L’angolo dell’astronomo: perché le Perseidi tornano ogni anno?

Le “stelle cadenti” della notte di San Lorenzo non sono stelle, ma piccole particelle cosmiche lasciate lungo la propria orbita dalla cometa Swift-Tuttle. Quando la Terra attraversa questa corrente di detriti, le particelle entrano nell’atmosfera ad altissima velocità e producono le scie luminose che chiamiamo meteore.

Ma perché l’incontro si ripete ogni estate? Da dove deriva il nome Perseidi? E qual è la differenza tra meteora, meteoroide e meteorite?

Durante Chianti di stelle risponderemo a queste domande osservando insieme il cielo. Nel frattempo, chi desidera prepararsi alla serata può leggere il nostro approfondimento:

👉 Che cosa sono le Perseidi e perché tornano ogni anno

☄️ Quando una meteora diventa un bolide: il progetto PRISMA

Una meteora particolarmente luminosa prende il nome di bolide.

Questi fenomeni non sono soltanto spettacolari: possono fornire informazioni preziose sui piccoli corpi del Sistema solare e aiutare a individuare l’eventuale area di caduta di frammenti meteorici.

Una parte di Chianti di stelle sarà quindi dedicata a PRISMA e alla camera installata sul tetto dell’Osservatorio.

PRISMA – Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera – è un progetto coordinato dall’INAF. Una rete di camere “all-sky” sorveglia l’intera volta celeste per rilevare meteore brillanti e bolidi, ricostruirne la traiettoria e contribuire alla ricerca di eventuali meteoriti giunte al suolo.

Dietro una scia luminosa durata pochi secondi può dunque nascondersi un autentico lavoro scientifico, capace di coinvolgere osservatori, università, scuole, associazioni e cittadini.

In una notte tradizionalmente legata ai desideri, Chianti di stelle racconterà anche come lo stupore possa trasformarsi in conoscenza.

Chi desidera approfondire può visitare il sito ufficiale del progetto PRISMA.

🌌 Impariamo a orientarci nel cielo

Tra una meteora e l’altra esploreremo l’intera volta celeste.

I ricercatori dell’Università di Firenze che lavorano all’Osservatorio vi accompagneranno in un viaggio tra le stelle, indicando le costellazioni visibili, le stelle principali del cielo estivo e i riferimenti più utili per orientarsi.

Impareremo a riconoscere forme e direzioni, a capire come cambia il cielo con il passare delle ore e a trovare alcuni punti di riferimento senza bisogno di strumenti complessi.

Chianti di stelle vuole restituire al cielo la sua familiarità.

Per secoli gli esseri umani lo hanno usato per orientarsi, misurare il tempo, raccontare storie e interrogarsi sul proprio posto nell’universo. Ritrovare insieme quelle stelle significa recuperare un rapporto diretto con la natura e con la meraviglia della scoperta.

🔭 Uno sguardo attraverso i telescopi

Sul piazzale dell’Osservatorio saranno disposti alcuni telescopi.

Se le condizioni meteorologiche e la visibilità del cielo lo permetteranno, osserveremo alcuni oggetti astronomici e scopriremo come cambia ciò che vediamo quando la luce viene raccolta da uno strumento.

I giovani ricercatori accompagneranno l’osservazione e risponderanno alle domande del pubblico.

Anche chi non ha mai guardato attraverso un telescopio potrà vivere l’esperienza con semplicità: a Chianti di stelle ogni domanda è benvenuta e la curiosità è il miglior punto di partenza.

✉️ Prenotazione obbligatoria: soltanto 60 posti

Per consentire a tutti di seguire le spiegazioni, muoversi in sicurezza e partecipare alle osservazioni, Chianti di stelle è riservato a un massimo di 60 persone.

La prenotazione è obbligatoria.

Per prenotare è necessario scrivere a info@osservatoriochianti.it, indicando:

  • nome e cognome della persona di riferimento;
  • numero complessivo dei partecipanti;
  • un recapito telefonico.

Consigliamo di prenotare con anticipo: raggiunto il limite di 60 persone non potremo accettare altre adesioni.

È possibile consultare anche il programma completo degli eventi OPC 2026.

💛 Un contributo volontario per sostenere l’Osservatorio

Per partecipare a Chianti di stelle non è previsto un biglietto d’ingresso.

Chiediamo, a chi può e desidera farlo, un contributo volontario minimo di 10 euro a persona. Le donazioni servono a sostenere le attività di ricerca, divulgazione scientifica e apertura al pubblico dell’Osservatorio.

La parola “minimo” indica l’importo di riferimento che riteniamo utile affinché la donazione contribuisca concretamente ai costi della serata e alla continuità delle attività dell’OPC.

Chi desidera può naturalmente offrire una cifra superiore.

Il contributo, tuttavia, non è un prezzo né una condizione per entrare. Chi non desidera o non può lasciare la donazione avrà comunque accesso alla serata, purché abbia prenotato e ricevuto conferma.

Vogliamo che l’incontro con il cielo e con la scienza resti aperto a tutti.

📍 Come arrivare all’Osservatorio del Chianti

L’Osservatorio si trova in:

Strada Provinciale 101 per Castellina in Chianti, km 9,25
50028 Barberino Tavarnelle (Firenze)

La struttura sorge sulla collina di Montecorboli, poco oltre San Donato in Poggio.

Da Firenze o Siena, uscite dal raccordo autostradale Firenze–Siena a San Donato e seguite la SP101 in direzione Castellina in Chianti.

Superati San Donato in Poggio e la località Madonna di Pietracupa, dopo circa un chilometro troverete sulla sinistra il parcheggio dell’Osservatorio, adiacente alla strada provinciale.

🗺️ Apri la posizione dell’Osservatorio su Google Maps

Per maggiori informazioni potete consultare anche la pagina Dove siamo e contatti.

🔦 Il sentiero nel bosco

Dal parcheggio si raggiunge l’Osservatorio a piedi percorrendo un sentiero di circa 300 metri nel bosco, seguendo le indicazioni.

Il percorso non è illuminato per limitare l’inquinamento luminoso, conservare il buio necessario alle osservazioni astronomiche e permettere agli occhi di adattarsi alla visione notturna.

Ricordate quindi di:

  • 👟 indossare scarpe comode;
  • 🔦 portare una torcia per percorrere il sentiero;
  • 🧥 scegliere un abbigliamento adeguato alla temperatura notturna.

✨ Ti aspettiamo sotto il cielo del Chianti

Chianti di stelle sarà una notte per rallentare, guardare più lontano e condividere la bellezza del cielo.

Spiegheremo le stelle cadenti, cercheremo le Perseidi, conosceremo la rete PRISMA, impareremo a orientarci tra stelle e costellazioni e osserveremo il cielo attraverso i telescopi.

Ma soprattutto vivremo insieme quell’istante speciale in cui una scia luminosa attraversa il buio e tutti, quasi senza accorgercene, alziamo lo sguardo nella stessa direzione.

🌠 Chianti di stelle
📅 Lunedì 10 agosto 2026
🕤 Dalle ore 21:30
✉️ Prenotazione obbligatoria: info@osservatoriochianti.it

📲 Rimaniamo in contatto

Per conoscere i prossimi appuntamenti dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti:

Open Day dell’OPC

Open day dell’OPC | Una notte speciale tra astronomia, ricerca scientifica, arte e osservazione del cielo.

Sabato 18 luglio 2026 | ore 21:30
Osservatorio Polifunzionale del Chianti (OPC)
San Donato in Poggio – Barberino Tavarnelle (Firenze)

Ci sono luoghi che custodiscono la meraviglia del cielo e la trasformano in ricerca, conoscenza ed emozione. L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti apre eccezionalmente le proprie porte al pubblico per una serata speciale dedicata a tutti coloro che desiderano scoprire da vicino il mondo dell’astronomia, della ricerca universitaria, dell’arte e delle scienze ambientali.

L’Open Day dell’OPC rappresenta un’occasione unica per vivere dall’interno uno dei più attivi centri di ricerca e divulgazione scientifica della Toscana, gestito dall’Università di Firenze. Per una sera, i visitatori potranno entrare nei laboratori, conoscere gli strumenti utilizzati dai ricercatori e osservare il cielo attraverso telescopi normalmente impiegati per attività scientifiche.

Un viaggio nel cuore della ricerca scientifica

Ad accompagnare i partecipanti sarà il team scientifico dell’Università di Firenze guidato dal prof. Emanuele Pace, direttore dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, insieme ai ricercatori che ogni giorno svolgono attività di ricerca, monitoraggio e didattica presso la struttura.

Durante la visita sarà possibile conoscere da vicino le principali attività sviluppate all’interno dell’Osservatorio:

  • Astronomia e astrofisica
  • Meteorologia e monitoraggio atmosferico
  • Monitoraggio sismico e geofisica
  • Scienze ambientali e citizen science

Gli scienziati racconteranno il proprio lavoro in modo semplice, coinvolgente e accessibile a tutti, mostrando come la ricerca scientifica contribuisca concretamente alla comprensione dell’ambiente, del territorio e dell’universo che ci circonda.

Sarà un’occasione rara per dialogare direttamente con chi fa scienza ogni giorno e per scoprire come nascono osservazioni, misure, dati e risultati che spesso finiscono nelle pubblicazioni scientifiche internazionali.

Quando arte e scienza parlano la stessa lingua

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti è un luogo dove la ricerca scientifica incontra anche il linguaggio dell’arte contemporanea.

Nel corso della serata sarà possibile visitare la mostra “Sapiens”, esposizione fotografica di Etienne Pierart, dedicata alle popolazioni indigene della Papua Occidentale. Le immagini raccontano il rapporto profondo tra esseri umani, ambiente e identità culturale, offrendo uno sguardo intenso e coinvolgente su una realtà lontana ma sorprendentemente vicina alle grandi domande che accomunano tutta l’umanità.

La visita permetterà ai partecipanti di vivere un’esperienza completa, nella quale conoscenza scientifica ed emozione si intrecciano per offrire nuove prospettive sul nostro rapporto con il mondo.

Il Telescopio Marcon in funzione: un’opportunità eccezionale

Uno dei momenti più attesi dell’Open Day dell’OPC sarà senza dubbio l’attivazione del Telescopio Marcon, il più grande strumento dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Normalmente il telescopio viene mostrato durante le visite pubbliche come importante infrastruttura scientifica, ma durante l’Open Day dell’OPC sarà messo eccezionalmente in funzione per consentire ai partecipanti di osservare direttamente il cielo profondo.

Grazie alle moderne tecnologie di acquisizione delle immagini sarà possibile ammirare e fotografare oggetti astronomici altrimenti invisibili ai normali telescopi amatoriali, tra cui:

  • Galassie lontane
  • Nebulose
  • Ammassi stellari
  • Oggetti del cielo profondo

Un’esperienza affascinante che consentirà di osservare l’universo con occhi diversi e comprendere meglio il lavoro svolto dagli astronomi professionisti.

Il tuo contributo aiuta la ricerca e la divulgazione scientifica

Per partecipare all’evento è richiesto un contributo volontario minimo di 15 euro a persona.

L’intero ricavato sarà destinato all’acquisto di una nuova cupola che ospiterà il telescopio Celestron C14, uno degli strumenti più apprezzati dagli appassionati di astronomia e considerato da molti la “Ferrari dei telescopi amatoriali”.

Il nuovo telescopio sarà impiegato sia per attività di ricerca sia per iniziative educative e divulgative rivolte a scuole, famiglie, turisti e appassionati, contribuendo alla crescita dell’Osservatorio e alla diffusione della cultura scientifica nel territorio del Chianti.

Chi lo desidera potrà lasciare una donazione superiore al contributo minimo richiesto, sostenendo direttamente lo sviluppo delle future attività dell’OPC.

Il contributo potrà essere versato all’ingresso dell’Osservatorio. Si informa che, al momento, è possibile accettare esclusivamente pagamenti in contanti e non sono disponibili sistemi POS.

Prenotazione obbligatoria – Posti limitati

Per garantire un’esperienza di qualità e consentire a tutti i partecipanti di vivere al meglio le attività previste, l’Open Day dell’OPC è riservato a un massimo di 60 partecipanti.

La prenotazione è pertanto obbligatoria.

Prenota la tua serata all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Non perdere l’Open Day dell’OPC per visitare un vero osservatorio universitario, conoscere il lavoro degli scienziati, osservare il cielo attraverso strumenti professionali e contribuire alla crescita di un centro di ricerca che da anni rappresenta un punto di riferimento per la divulgazione scientifica e la citizen science in Toscana.

Per prenotazioni:

📧 info@osservatoriochianti.it

Scopri il cielo con occhi nuovi, entra nel mondo della ricerca scientifica e vivi una notte indimenticabile sotto le stelle del Chianti.

Come arrivare all’Osservatorio del Chianti

Strada Provinciale 101, km 9.25 – Barberino Val d’Elsa (FI)

📍 Come arrivare:
Apri il percorso su Google Maps

Una volta lasciata l’auto al parcheggio, è necessario percorrere un sentiero di circa 300 metri seguendo le indicazioni “Osservatorio”.

Per preservare la qualità delle osservazioni astronomiche, il percorso non è illuminato.

Si consiglia di portare:

  • scarpe comode;
  • una torcia;
  • abbigliamento adeguato alla stagione.

Vivi il cielo con occhi nuovi

L’Open Day dell’OPC non è soltanto una visita guidata o un evento astronomico.

È l’occasione per entrare in contatto con la ricerca scientifica, incontrare gli scienziati che lavorano ogni giorno per comprendere meglio il nostro pianeta e l’universo, osservare il cielo attraverso strumenti professionali e scoprire come scienza, arte ed emozione possano convivere in un’unica esperienza.

Una notte speciale sotto il cielo del Chianti, tra conoscenza, stupore e scoperta.

Ti aspettiamo il 18 luglio 2026 all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

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Osservatorio Polifunzionale del Chianti

AstronoMIA – Una serata per avvicinare il cielo alla nostra vita

Conferenza, visita all’Osservatorio e osservazione astronomica con il Telescopio Marcon

Sabato 27 giugno 2026 | Ore 21:00 – 23:30

Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Ci sono serate in cui osserviamo il cielo.

E ci sono serate in cui il cielo sembra osservare noi.

AstronoMIA nasce proprio da questa idea: rendere il cielo più vicino, più accessibile, più umano. Non soltanto qualcosa da guardare sopra le nostre teste, ma una realtà con cui entrare in dialogo, capace di suggerire nuove prospettive sul nostro modo di vivere, di pensare e di guardare il mondo.

Per questo il nome dell’evento richiama volutamente una doppia lettura: da una parte l’astronomia, dall’altra il concetto di qualcosa che diventa “mia”, che entra nella nostra esperienza personale e nella nostra quotidianità.

Nell’ambito dell’Open Day dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, AstronoMIA propone una serata speciale che unisce divulgazione scientifica, riflessione, visita alle strutture dell’Osservatorio e osservazione diretta del cielo attraverso telescopi professionali.

Non si tratta di una semplice conferenza né di una tradizionale osservazione astronomica.

È un percorso che accompagna i partecipanti dal pensiero all’esperienza, dalla curiosità alla scoperta, fino all’incontro diretto con alcuni degli oggetti più affascinanti dell’Universo.

Le domande che l’Universo pone, le risposte che cerchiamo

La serata si aprirà con la conferenza del Direttore Scientifico dell’Osservatorio, Emanuele Pace, dal titolo:

“Le domande che l’Universo pone, le risposte che cerchiamo”

L’incontro prende spunto dai temi sviluppati nel libro Il cielo che mi attraversa e propone una riflessione su un aspetto spesso trascurato dell’astronomia.

Quando osserviamo il cielo non stiamo soltanto raccogliendo informazioni su stelle, pianeti e galassie.

Stiamo anche guardando noi stessi da una prospettiva diversa.

L’astronomia ci mette continuamente di fronte a concetti come distanza, tempo, cambiamento, fragilità e meraviglia. Ci ricorda quanto siamo piccoli rispetto all’immensità del cosmo, ma allo stesso tempo quanto sia straordinaria la nostra capacità di comprenderlo.

Durante la conferenza parleremo di come la scienza possa diventare uno strumento per osservare con occhi nuovi la vita quotidiana, affrontare le sfide di ogni giorno e recuperare un senso di prospettiva spesso soffocato dal rumore e dalla velocità del mondo contemporaneo.

Non sarà una lezione accademica.

Sarà un viaggio tra scienza, esperienza personale e grandi domande umane, accessibile a tutti, anche a chi non possiede alcuna conoscenza astronomica.

Al termine della conferenza, per chi lo desidera, sarà inoltre possibile incontrare l’autore e partecipare a un momento di firma copie del libro Il cielo che mi attraversa, da cui prendono ispirazione molte delle riflessioni proposte durante l’incontro.

Alla scoperta dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Terminata la conferenza, i partecipanti avranno l’opportunità di visitare alcune delle strutture che rendono unico l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Ad accompagnare i visitatori saranno i ricercatori dell’Università di Firenze che fanno parte del team scientifico dell’OPC. Attraverso il loro racconto sarà possibile conoscere da vicino non solo le strumentazioni e le attività dell’Osservatorio, ma anche il lavoro quotidiano di chi contribuisce alla ricerca scientifica, all’innovazione tecnologica e alla divulgazione sul territorio.

Sarà un’occasione rara per dialogare direttamente con persone che operano nel mondo della ricerca e scoprire come nascono e si sviluppano i progetti scientifici che animano l’Osservatorio.

Durante la visita sarà possibile conoscere le attività di:

  • astronomia osservativa;
  • meteorologia;
  • geofisica;
  • monitoraggio ambientale;
  • citizen science.

Un percorso che permetterà di scoprire come ricerca scientifica, tecnologia e partecipazione dei cittadini possano collaborare per comprendere meglio il nostro pianeta e l’Universo che lo circonda.

Incontro ravvicinato con Venere e Giove

Quando il cielo diventerà sufficientemente buio inizierà la parte più emozionante della serata.

Attraverso i telescopi dell’Osservatorio sarà possibile osservare direttamente alcuni protagonisti del cielo estivo.

I piccoli telescopi permetteranno di ammirare pianeti spettacolari come Venere e Giove, osservandone i dettagli e comprendendo meglio ciò che vediamo normalmente come semplici punti luminosi nel cielo.

Vedere un pianeta con i propri occhi è un’esperienza che nessuna fotografia riesce davvero a sostituire.

È il momento in cui l’astronomia smette di essere un racconto e diventa esperienza diretta.

Il grande Telescopio Marcon e le meraviglie del cielo profondo

Ma il momento più atteso della serata sarà senza dubbio l’apertura della cupola che ospita il grande Telescopio Marcon, uno degli strumenti più importanti dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Normalmente il Marcon non è utilizzato durante le visite pubbliche ordinarie.

Per questo AstronoMIA rappresenta un’occasione particolarmente speciale.

Grazie al suo diametro e alle sue prestazioni sarà possibile osservare alcuni tra gli oggetti più affascinanti del cosiddetto cielo profondo.

A seconda delle condizioni osservative della serata, i partecipanti potranno ammirare:

  • galassie lontane milioni di anni luce;
  • nebulose nelle quali nascono nuove stelle;
  • ammassi stellari composti da centinaia o migliaia di astri;
  • strutture cosmiche che raccontano la storia dell’evoluzione dell’Universo.

Sapere che la luce proveniente da questi oggetti ha viaggiato per milioni di anni prima di raggiungere i nostri occhi aggiunge all’osservazione una dimensione che va oltre il semplice spettacolo visivo.

È un’esperienza che unisce conoscenza, emozione e senso della meraviglia.

Il grande Telescopio Marcon che sarà usato durante l'evento AstronoMIA per osservare il cielo profondo

Un evento unico nel cuore del Chianti

AstronoMIA è pensato per chi ama l’astronomia, ma anche per chi non ha mai osservato il cielo attraverso un telescopio.

È pensato per chi è curioso, per chi si pone domande, per chi desidera vivere una serata diversa dal solito.

In poche ore sarà possibile ascoltare una conferenza che collega l’Universo alla nostra esperienza quotidiana, incontrare ricercatori dell’Università di Firenze impegnati nelle attività scientifiche dell’Osservatorio e osservare direttamente pianeti, stelle, galassie e nebulose attraverso telescopi professionali.

L’utilizzo del Telescopio Marcon, normalmente non accessibile durante le visite ordinarie, rende questa esperienza ancora più esclusiva.

Un’occasione rara per avvicinare il cielo alla nostra vita e scoprire che, forse, l’Universo non è così lontano come siamo abituati a pensare.

Informazioni e prenotazioni

Data: Sabato 27 giugno 2026

Orario: 21:00 – 23:30

Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Prenotazione obbligatoria: posti limitati a 60 persone

Per prenotare è necessario inviare una email a:

info@osservatoriochianti.it

indicando:

  • nome e cognome;
  • numero dei partecipanti;
  • un recapito email o telefonico.

L’evento prevede un contributo volontario minimo destinato a sostenere le attività di divulgazione scientifica, educazione e ricerca dell’Osservatorio.

Contributo volontario minimo

Il contributo volontario minimo richiesto per la partecipazione ad AstronoMIA è di 10 euro a persona.

Parliamo di contributo volontario perché il nostro obiettivo non è realizzare un’attività commerciale, ma promuovere la cultura scientifica, l’educazione e la conoscenza del cielo, rendendo queste esperienze accessibili al maggior numero possibile di famiglie.

Lo definiamo però “minimo” perché rappresenta la soglia necessaria per contribuire alle spese organizzative e ai materiali utilizzati durante l’evento. Chi desidera sostenere ulteriormente le attività dell’Osservatorio è naturalmente libero di offrire un contributo maggiore, aiutandoci a sviluppare nuovi progetti educativi e divulgativi rivolti a bambini, famiglie e scuole.

Ogni contributo ricevuto viene reinvestito nelle attività dell’Osservatorio, permettendoci di continuare a creare occasioni di scoperta, meraviglia e avvicinamento alla scienza per il territorio e per le nuove generazioni.

Come arrivare all’Osservatorio del Chianti

Strada Provinciale 101, km 9.25 – Barberino Val d’Elsa (FI)

📍 Come arrivare:
Apri il percorso su Google Maps

Una volta lasciata l’auto al parcheggio, è necessario percorrere un sentiero di circa 300 metri seguendo le indicazioni “Osservatorio”.

Per preservare la qualità delle osservazioni astronomiche, il percorso non è illuminato.

Si consiglia di portare:

  • scarpe comode;
  • una torcia;
  • abbigliamento adeguato alla stagione.

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Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Vi aspettiamo per una serata in cui il cielo non sarà soltanto qualcosa da osservare, ma un’esperienza da vivere.

La Luna e le fasi perdute: laboratorio di astronomia per bambini

Il primo appuntamento dell’Open Day dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, in programma sabato 27 giugno, è dedicato ai più piccoli. Alle ore 17:30 prende il via “La Luna e le fasi perdute”, un’attività di astronomia per bambini in Toscana che fa parte del ciclo Favole tra le stelle. Guidati da Laura Saba e Alessandra Conti, i partecipanti vivranno un’avventura tra Luna, costellazioni e fantasia, scoprendo attraverso il gioco e la narrazione alcuni dei fenomeni più affascinanti del cielo.

Protagonista di questo nuovo incontro sarà una delle compagne più affascinanti delle nostre notti: la Luna.

👉 Scopri tutte le attività dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

La Luna e le fasi perdute: una fiaba tra stelle e scienza

La Luna ha preso un terribile raffreddore.

A forza di starnutire, però, è successo qualcosa di incredibile: ha perso tutte le sue fasi!

La Luna piena, la Luna crescente, la Luna calante e perfino la Luna nuova sono scomparse nel cielo. Le costellazioni, preoccupatissime, decidono allora di partire per i quattro angoli dell’universo alla ricerca delle fasi perdute.

Nel frattempo, un celebre dottore che viaggia a cavallo di una cometa cerca di curare la Luna e aiutarla a tornare come prima.

Riusciranno i nostri protagonisti a ritrovare tutte le fasi lunari?

Attraverso questa divertente avventura, i bambini saranno accompagnati alla scoperta di uno dei fenomeni astronomici più osservati e affascinanti del cielo: il ciclo delle fasi della Luna.

Scoprire la Luna e le fasi lunari divertendosi

Molti bambini osservano la Luna cambiare forma nel corso delle settimane e si chiedono perché a volte sia piena, altre volte sembri una sottile falce e altre ancora scompaia quasi del tutto.

Durante il laboratorio “La Luna e le fasi perdute” scopriremo insieme:

  • che cosa sono le fasi lunari;
  • perché la Luna cambia aspetto nel cielo;
  • come si muovono la Terra, la Luna e il Sole;
  • perché vediamo illuminata soltanto una parte della superficie lunare.

I concetti astronomici saranno spiegati in modo semplice e adatto ai bambini dai 5 ai 10 anni, utilizzando racconti, immagini e attività pratiche.

👉 Per approfondire il tema delle fasi lunari:
Le fasi della Luna – ESA Kids

Laboratorio creativo: costruisci la tua Luna

Dopo la lettura animata, i bambini parteciperanno a un laboratorio di astronomia per bambini, pensato per trasformare la scoperta scientifica in un’esperienza concreta.

Attraverso materiali semplici e attività creative, ogni partecipante potrà comprendere meglio il meccanismo delle fasi lunari e realizzare un elaborato da portare a casa.

Il laboratorio “La Luna e le fasi perdute” favorisce:

  • curiosità scientifica;
  • manualità;
  • capacità di osservazione;
  • apprendimento attraverso il gioco.

Questa attività rappresenta una delle esperienze più apprezzate tra i laboratori didattici per bambini in Toscana, perché permette di imparare divertendosi.

👉 Scopri gli altri laboratori per famiglie:
Eventi Osservatorio del Chianti

Astronomia, fantasia e osservazione del cielo

La Luna accompagna l’umanità da migliaia di anni.

È stata protagonista di miti, leggende, calendari e racconti in ogni cultura del mondo. Ancora oggi rappresenta uno degli oggetti celesti più osservati e amati.

Con “La Luna e le fasi perdute” i bambini scopriranno che dietro a una storia divertente si nasconde un fenomeno astronomico reale e facilmente osservabile anche da casa.

L’obiettivo del laboratorio è avvicinare i più piccoli alla scienza partendo dalla meraviglia, sviluppando curiosità e spirito di osservazione.

👉 Approfondisci le attività di divulgazione astronomica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica:
INAF – Divulgazione astronomica

Un’esperienza speciale anche per i genitori

Mentre i bambini partecipano al laboratorio “La Luna e le fasi perdute”, gli adulti potranno vivere un’esperienza esclusiva all’interno dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

I genitori accompagnatori avranno la possibilità di:

  • partecipare a una visita guidata dell’Osservatorio;
  • conoscere le attività di ricerca e divulgazione svolte dalla struttura;
  • osservare il Sole al telescopio insieme al team di astrofisici dell’Università di Firenze;
  • scoprire come vengono effettuate le osservazioni astronomiche professionali.

👉 Approfondisci le attività del Dipartimento:
Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze

👉 Come si osserva il Sole in sicurezza:
Osservazione del Sole – INAF

Informazioni pratiche

Dove:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Strada Provinciale 101, km 9.25 – Barberino Val d’Elsa (FI)

📍 Come arrivare:
Apri il percorso su Google Maps

Età consigliata: 5–10 anni

Prenotazione obbligatoria: info@osservatoriochianti.it

Posti limitati: massimo 20 bambini

Si consiglia la prenotazione anticipata. Gli appuntamenti precedenti del ciclo Favole tra le stelle hanno registrato il tutto esaurito in pochi giorni.

Contributo volontario minimo:

La partecipazione all’attività prevede un contributo volontario minimo di € 5 a persona (inclusi i bambini).

Parliamo di contributo volontario perché il nostro obiettivo non è realizzare un’attività commerciale, ma promuovere la cultura scientifica, l’educazione e la conoscenza del cielo, rendendo queste esperienze accessibili al maggior numero possibile di famiglie.

Lo definiamo però “minimo” perché rappresenta la soglia necessaria per contribuire alle spese organizzative e ai materiali utilizzati durante il laboratorio. Chi desidera sostenere ulteriormente le attività dell’Osservatorio è naturalmente libero di offrire un contributo maggiore, aiutandoci a sviluppare nuovi progetti educativi e divulgativi dedicati a bambini, famiglie e scuole.

Ogni contributo ricevuto viene reinvestito nelle attività dell’Osservatorio, permettendoci di continuare a creare occasioni di scoperta, meraviglia e avvicinamento alla scienza per il territorio e per le nuove generazioni.

Come arrivare all’Osservatorio del Chianti

Una volta lasciata l’auto al parcheggio, è necessario percorrere un sentiero di circa 300 metri seguendo le indicazioni “Osservatorio”.

Per preservare la qualità delle osservazioni astronomiche, il percorso non è illuminato.

Si consiglia di portare:

  • scarpe comode;
  • una torcia;
  • abbigliamento adeguato alla stagione.

Resta aggiornato sugli eventi per bambini in Toscana

Segui tutte le attività dell’Osservatorio sui canali social:

Facebook Osservatorio del Chianti

YouTube Osservatorio del Chianti

Instagram Osservatorio del Chianti

Oppure iscriviti alla nostra newsletter:

Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Open Day all’OPC – 3 appuntamenti tra scienza, arte e cielo stellato

Locandina di Open Day all'OPC del 27 giugno 2026 con Astrofiabe per bambini, visita alla mostra fotografica Sapiens di Etienne Pierart e serata AstronoMia con osservazione del cielo.

Sabato 27 giugno 2026, dalle ore 17:30, l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti apre eccezionalmente le proprie porte al pubblico per un pomeriggio e una serata dedicati alla scoperta, alla meraviglia e alla conoscenza.

L’Open Day all’OPC è pensato per famiglie, bambini, appassionati di astronomia, curiosi e visitatori che desiderano conoscere da vicino una delle realtà scientifiche più attive della Toscana. In un’unica giornata sarà possibile partecipare a tre eventi distinti che uniscono astronomia, fotografia, divulgazione scientifica e osservazione del cielo.

L’iniziativa si svolge presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, immerso nel suggestivo scenario del Parco Botanico del Chianti, e rappresenta un’occasione speciale per conoscere le attività di ricerca, divulgazione e citizen science che caratterizzano la missione dell’Osservatorio.

Prenota il tuo posto scrivendo a:
📧 info@osservatoriochianti.it

È possibile partecipare a uno o più appuntamenti della giornata. Ogni attività richiede una prenotazione dedicata.

Programma dell’Open Day all’OPC

Favole tra le stelle – La Luna e le fasi perdute

Ore 17:30 – 18:30

Il pomeriggio si apre con un nuovo appuntamento del ciclo Favole tra le stelle, dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni e condotto da Laura Saba e Alessandra Conti.

In questa avventura la Luna ha preso un forte raffreddore e, a forza di starnutire, ha perso tutte le sue fasi. Le costellazioni, preoccupatissime, partono allora per i quattro angoli del cielo alla ricerca delle fasi perdute, mentre un celebre dottore che viaggia a cavallo di una cometa cerca di guarire la Luna.

Attraverso una narrazione coinvolgente e un semplice laboratorio pratico, i bambini scopriranno cosa sono le fasi lunari e perché la Luna cambia aspetto durante il mese.

Per informazioni complete sul laboratorio, sul contributo volontario richiesto e sulle modalità di partecipazione visita la pagina:

👉 La Luna e le fasi perdute

👉 Prenotazioni: info@osservatoriochianti.it

Per conoscere tutte le attività dedicate alle famiglie e ai più piccoli, visita anche il nostro Programma Eventi 2026.

Mostra fotografica Sapiens di Etienne Pierart

Ore 18:30 – 19:30

L’Open Day prosegue con una visita guidata alla mostra fotografica Sapiens, realizzata dal fotografo e artista Etienne Pierart.

Attraverso immagini di grande impatto visivo, la mostra invita a riflettere sul rapporto tra l’essere umano e il pianeta che abita, stimolando una riflessione sul nostro ruolo all’interno degli ecosistemi naturali e della società contemporanea.

Arte, ambiente e consapevolezza si incontrano in un percorso che dialoga con la vocazione multidisciplinare dell’Osservatorio.

👉 Approfondimento sulla mostra:
Sapiens di Etienne Pierart – mostra fotografica all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti

La visita alla mostra è gratuita, ma è necessaria la prenotazione.

👉 Prenotazioni e informazioni complete: info@osservatoriochianti.it

Scopri anche i progetti di Arte e Scienza promossi dall’Osservatorio.

AstronoMIA – Una serata speciale sotto le stelle

Ore 21:00 – 23:30

La giornata si conclude con AstronoMIA, una delle esperienze più coinvolgenti proposte dall’Osservatorio.

La serata si apre con la conferenza del Direttore Scientifico Emanuele Pace dal titolo:

Le domande che l’Universo pone, le risposte che cerchiamo

Un incontro dedicato alle grandi domande che accompagnano l’umanità da sempre: il nostro posto nel cosmo, il valore della conoscenza scientifica e il significato della ricerca come strumento per comprendere meglio noi stessi e il mondo che ci circonda.

A seguire sarà possibile visitare le principali sezioni scientifiche dell’Osservatorio guidati dal team scientifico dell’Università di Firenze:

  • Astronomia
  • Meteorologia
  • Geofisica

I partecipanti potranno inoltre conoscere da vicino le attività di ricerca e monitoraggio svolte presso la struttura.

La serata culminerà con l’osservazione del cielo attraverso i telescopi dell’Osservatorio, incluso il prestigioso Telescopio Marcon, normalmente non disponibile durante le visite pubbliche ordinarie.

Si tratta quindi di un’occasione rara per osservare il cielo attraverso una delle principali strumentazioni scientifiche presenti nella struttura.

Per informazioni complete sull’evento, sul contributo volontario richiesto e sulle modalità di partecipazione visita la pagina:

👉 AstronoMIA

👉 Prenotazioni: info@osservatoriochianti.it

Perché partecipare all’Open Day all’OPC

L’Open Day dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti è un’occasione unica per:

  • partecipare a un laboratorio educativo dedicato ai bambini;
  • visitare una mostra fotografica di grande valore artistico e culturale;
  • incontrare ricercatori e divulgatori scientifici;
  • conoscere le attività dell’Osservatorio;
  • osservare il cielo con telescopi professionali;
  • accedere eccezionalmente al Telescopio Marcon;
  • vivere una serata tra scienza, arte e natura nel cuore del Chianti.

Informazioni utili

📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

🗓 Data: Sabato 27 giugno 2026

Orario: dalle 17:30 alle 23:30

🎟 Prenotazione obbligatoria per ciascun evento

Nella richiesta di informazioni e prenotazione si prega di indicare:

  • nome e cognome;
  • numero di partecipanti distinguendo tra adulti e minori di 10 anni;
  • evento o eventi ai quali si desidera partecipare;
  • eventuale età dei bambini per il laboratorio Astrofiabe.

I posti sono limitati a 20 per le Astrofiabe e 60 per AstronoMia. Le prenotazioni saranno accettate fino a esaurimento della disponibilità.

Per ogni attività è richiesto un contributo volontario minimo indicato nella relativa pagina che contiene tutte le informazioni.

📅 Consulta anche il Programma Eventi dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti per scoprire tutte le iniziative in programma.

Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti

Venerdì 12 giugno 2026 alle ore 21:30, all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, un nuovo appuntamento del ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica” con Niccolò Bucciantini dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri

Cosa accade quando una stella muore? Nel caso delle stelle di grande massa, la risposta è uno degli eventi più spettacolari e potenti dell’universo: una supernova. Un’esplosione immensa, capace di liberare in pochi istanti un’energia straordinaria, trasformando la fine di una stella nell’inizio di una nuova storia cosmica.

A questo tema sarà dedicato l’incontro “Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti”, in programma venerdì 12 giugno 2026 alle ore 21:30 presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, nell’ambito del ciclo di conferenze “Le Frontiere dell’Astrofisica”.

Il relatore della serata sarà Niccolò Bucciantini, ricercatore dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Firenze, esperto di stelle di neutroni, pulsar e resti di supernovae.

L’incontro è a ingresso libero e non occorre la prenotazione.

Le Frontiere dell’Astrofisica: un viaggio tra gli enigmi del cosmo

Il ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica” nasce per avvicinare il pubblico ai grandi temi della ricerca astronomica contemporanea, attraverso incontri con studiosi e ricercatori impegnati nello studio dell’universo.

La serata del 12 giugno porterà i partecipanti dentro uno dei capitoli più affascinanti dell’astrofisica moderna: la fine delle stelle massicce e la nascita di oggetti estremi come supernovae, raggi cosmici, pulsar, magnetar e stelle di neutroni.

Non sarà soltanto un racconto scientifico. Sarà anche un viaggio nella storia della conoscenza, perché le supernovae, nel corso dei secoli, hanno contribuito a cambiare il modo in cui osserviamo il cielo e comprendiamo il mondo che ci circonda.

Cosa sono le supernovae?

Le supernovae sono esplosioni stellari che segnano la fase finale della vita di alcune stelle. Quando una stella molto massiccia esaurisce il combustibile nucleare che la sostiene, il suo equilibrio interno si rompe. Il nucleo collassa, gli strati esterni vengono espulsi nello spazio e l’astro si illumina improvvisamente con una potenza enorme.

Per un breve periodo, una supernova può brillare quanto un’intera galassia. Non è soltanto una “morte” spettacolare, ma anche un processo fondamentale per l’evoluzione dell’universo. Attraverso queste esplosioni vengono infatti dispersi nello spazio molti elementi chimici pesanti, che diventeranno parte di nuove stelle, pianeti, rocce, oceani e, in ultima analisi, anche della vita.

Per approfondire il tema è possibile consultare anche la pagina divulgativa della NASA dedicata alle supernovae, che spiega perché queste esplosioni siano tra gli eventi più energetici osservabili nel cosmo.

I resti di supernova: ciò che rimane dopo l’esplosione

Dopo l’esplosione, nello spazio resta una struttura complessa e dinamica: il resto di supernova. Si tratta di una nube di gas e polveri in espansione, formata dal materiale espulso dalla stella e dalla sua interazione con l’ambiente circostante.

Questi resti non sono semplici tracce di un evento passato. Sono veri e propri laboratori naturali, dove gli astronomi possono studiare processi fisici estremi: onde d’urto, campi magnetici, particelle accelerate a velocità altissime e radiazioni emesse in diverse lunghezze d’onda, dalla luce visibile ai raggi X.

Durante la conferenza, Niccolò Bucciantini mostrerà come i resti di supernova siano collegati ad alcuni degli oggetti più enigmatici e affascinanti dell’universo: raggi cosmici, pulsar, magnetar e stelle di neutroni.

Pulsar, magnetar e stelle di neutroni

Quando il nucleo di una stella massiccia collassa, può formarsi una stella di neutroni: un oggetto incredibilmente denso, in cui una massa paragonabile a quella del Sole viene compressa in una sfera di poche decine di chilometri.

Alcune stelle di neutroni ruotano molto rapidamente ed emettono fasci di radiazione osservabili dalla Terra come impulsi regolari. Sono le pulsar, autentici fari cosmici che permettono agli scienziati di studiare la materia e la gravità in condizioni estreme.

Le magnetar, invece, sono stelle di neutroni dotate di campi magnetici potentissimi, tra i più intensi conosciuti nell’universo. Anche questi oggetti nascono dalla fine violenta di stelle massicce e rappresentano una delle frontiere più interessanti dell’astrofisica contemporanea. Per un’introduzione al tema si può consultare anche la pagina dell’ESA dedicata a stelle di neutroni, pulsar e magnetar.

Una storia intrecciata con il progresso scientifico

Le supernovae non sono importanti soltanto per ciò che accade nello spazio. La loro osservazione ha avuto un ruolo decisivo anche nella storia della scienza.

Nel corso dei secoli, l’apparizione improvvisa di “nuove stelle” nel cielo ha colpito astronomi, filosofi e osservatori di ogni epoca. Eventi di questo tipo hanno contribuito a mettere in discussione l’idea di un cielo immutabile, aprendo la strada a una visione più dinamica dell’universo.

Oggi, grazie ai telescopi moderni e agli strumenti spaziali, possiamo osservare le supernovae e i loro resti con un dettaglio senza precedenti. Eppure, molti enigmi restano aperti. Come vengono accelerate le particelle dei raggi cosmici? Quali meccanismi determinano la nascita di una pulsar o di una magnetar? Che cosa possono raccontarci questi oggetti sul futuro dell’astrofisica?

La conferenza offrirà al pubblico l’occasione di avvicinarsi a queste domande con un linguaggio chiaro, rigoroso e accessibile, nello spirito dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti: un luogo in cui ricerca scientifica, divulgazione e partecipazione della cittadinanza si incontrano.

Il relatore: Niccolò Bucciantini

A guidare il pubblico in questo viaggio sarà Niccolò Bucciantini, ricercatore presso l’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

Nato ad Agliana, in provincia di Pistoia, Bucciantini ha coltivato fin da giovane una profonda passione per l’astronomia. È stato tra i membri fondatori del locale gruppo astrofili e ha poi trasformato questa passione in un percorso scientifico di alto livello.

Dopo la laurea in Fisica e il Dottorato in Astronomia a Firenze, ha svolto attività di ricerca a Berkeley, negli Stati Uniti, e successivamente in Svezia. Oggi lavora all’Osservatorio di Arcetri, dove si occupa in particolare di stelle di neutroni, pulsar e resti di supernova.

Per conoscere meglio la sua attività scientifica è possibile visitare la pagina personale di Niccolò Bucciantini sul sito dell’Osservatorio di Arcetri.

Un dettaglio curioso rende ancora più speciale la sua storia: da qualche parte tra Marte e Giove, un pianetino porta il suo nome. Si tratta dell’asteroide 235999 Bucciantini, un riconoscimento simbolico che lega il suo percorso personale e professionale al cielo che ha sempre studiato.

In occasione della serata sarà possibile visitare anche la mostra “Sapiens”

In occasione dell’incontro, il pubblico potrà visitare anche la mostra “Sapiens” di Etienne Pierart, esposta presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti fino alla fine di settembre.

La mostra, dal titolo completo “Sapiens. Una umanità, molte vie evolutive”, propone un viaggio fotografico e culturale dedicato al popolo Dani della Papua Occidentale. Attraverso lo sguardo di Etienne Pierart, il percorso invita a riflettere sul significato di essere umani, sulle diverse forme di evoluzione culturale e sul rapporto tra progresso, comunità, ambiente e conoscenza.

La presenza della mostra arricchisce ulteriormente la serata, offrendo ai visitatori la possibilità di unire l’esperienza della conferenza astronomica a un percorso espositivo dedicato allo sguardo umano sul mondo e sul nostro posto nella natura.

Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina dedicata alla mostra “Sapiens” all’OPC.

Informazioni pratiche sulla serata

Titolo dell’evento: Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti
Ciclo: Le Frontiere dell’Astrofisica
Relatore: Niccolò Bucciantini, INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Firenze
Data: Venerdì 12 giugno 2026
Orario: 21:30
Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
Ingresso: libero
Prenotazione: non necessaria
Mostra visitabile: “Sapiens” di Etienne Pierart, esposta all’OPC fino alla fine di settembre

Per informazioni sulle attività dell’Osservatorio, sulle visite e sugli eventi pubblici è possibile consultare la sezione Visita & Partecipa del sito OPC.

Come arrivare all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti si trova nel Comune di Barberino Tavarnelle, in Località Montecorboli, a circa 455 metri di altitudine, tra i vigneti del Chianti e a poco più di 1 km dal borgo medievale di San Donato in Poggio.

Indirizzo:
S.P. 101 di Castellina in Chianti Km 9,25
50028 Barberino Tavarnelle (FI)

Coordinate geografiche:
Latitudine: 43°31′24″ N
Longitudine: 11°14′44″ E

Per raggiungere l’OPC è consigliato arrivare in auto e impostare sul navigatore “Osservatorio Polifunzionale del Chianti” oppure l’indirizzo S.P. 101 di Castellina in Chianti Km 9,25, Barberino Tavarnelle.

L’Osservatorio si trova in posizione collinare, immerso nel paesaggio del Chianti e nel contesto del Parco Botanico del Chianti. Chi arriva da Firenze, Siena o dai comuni limitrofi può seguire le indicazioni per Barberino Tavarnelle e San Donato in Poggio, proseguendo poi verso la Strada Provinciale 101 di Castellina in Chianti.

Per indicazioni aggiornate, contatti e informazioni utili è possibile consultare la pagina ufficiale Dove siamo e contatti.

Contatti OPC:
Email: info@osservatoriochianti.it

Un incontro per scoprire la vita segreta delle stelle

“Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti” sarà un’occasione per guardare le stelle da una prospettiva diversa. Non come punti fissi e lontani, ma come protagoniste di una lunga evoluzione cosmica, fatta di nascita, trasformazione, morte e nuova creazione.

Le supernovae ci ricordano che l’universo non è immobile. È un luogo in continuo cambiamento, dove anche gli eventi più distruttivi possono generare nuove possibilità. Dalla fine di una stella possono nascere oggetti estremi, nuovi elementi chimici e nuove domande scientifiche.

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti invita appassionati di astronomia, curiosi, studenti e famiglie a partecipare a questa serata del ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica”, dedicata a uno dei fenomeni più potenti e affascinanti del cosmo.

Venerdì 12 giugno 2026, alle ore 21:30, l’OPC apre le sue porte per un viaggio tra esplosioni stellari, resti di supernova, pulsar e magnetar, per scoprire come la morte di una stella possa diventare l’inizio di una nuova storia nell’universo.

Vita extraterrestre intelligente?

Conferenza per il ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica”

Venerdì 22 maggio alle ore 21:00, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, si terrà una nuova conferenza del ciclo Le Frontiere dell’Astrofisica, dedicata a una delle domande più affascinanti della scienza contemporanea: esiste vita extraterrestre intelligente nell’universo?

L’incontro, dal titolo “Vita extraterrestre intelligente?”, sarà tenuto da Riccardo Claudi, astronomo associato all’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova e professore presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre.

👉 Scopri il programma completo delle attività dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Vita extraterrestre intelligente: una domanda scientifica, non solo immaginaria

La ricerca di vita extraterrestre intelligente accompagna l’umanità da molto tempo. Per secoli è stata soprattutto una domanda filosofica, letteraria, quasi immaginativa. Oggi, invece, è diventata anche una questione scientifica.

Chiedersi se esistano altre civiltà nel cosmo significa interrogarsi sulla nostra posizione nell’universo, sulla frequenza dei pianeti abitabili, sull’evoluzione della vita e sulla possibilità che, altrove, si siano sviluppate forme di intelligenza capaci di comunicare.

La conferenza “Vita extraterrestre intelligente?” ripercorrerà la nascita e l’evoluzione di questa ricerca, mostrando come astronomia, tecnologia e astrobiologia abbiano trasformato una grande domanda umana in un campo di studio sempre più rigoroso.

Dalle onde radio alla ricerca SETI

Un passaggio decisivo avvenne dopo la Seconda guerra mondiale. Lo sviluppo del radar, insieme al perfezionamento di antenne ed emettitori per le onde radio, aprì un nuovo modo di osservare lo spazio.

Nel 1959, gli scienziati Giuseppe Cocconi e Philip Morrison pubblicarono un articolo destinato a diventare fondamentale per la ricerca di intelligenze extraterrestri. La loro intuizione era semplice e potente: se vogliamo cercare civiltà tecnologicamente avanzate, dobbiamo provare ad ascoltare il cielo anche attraverso le onde radio.

Da questa idea nacque progressivamente il SETI, acronimo di Search for ExtraTerrestrial Intelligence, cioè la ricerca di intelligenza extraterrestre.

👉 Per approfondire il programma SETI:
SETI Institute

Scienza oltre la Cortina di Ferro

Uno degli aspetti più interessanti della storia del SETI è che questa ricerca si sviluppò in piena Guerra Fredda.

Stati Uniti e Unione Sovietica erano divisi dalla cosiddetta Cortina di Ferro, ma astronomi e scienziati di entrambi i blocchi iniziarono a porsi la stessa domanda: come potremmo comunicare con una civiltà extraterrestre?

In un periodo segnato dalla contrapposizione politica e militare, la possibilità di cercare intelligenze nel cosmo divenne anche un terreno di collaborazione scientifica.

La ricerca della vita extraterrestre intelligente, dunque, non riguarda solo lo spazio. Racconta anche qualcosa di noi: del nostro bisogno di superare confini, ascoltare segnali, immaginare interlocutori lontanissimi.

Il “grande silenzio” dell’universo

Nella storia del SETI ci sono stati segnali che hanno suscitato discussioni, entusiasmi e interpretazioni molto diverse.

Alcuni episodi sono stati letti con cautela, altri hanno acceso speranze più ottimistiche. Ma, fino a oggi, nessun segnale è stato confermato come prova certa dell’esistenza di una civiltà extraterrestre.

Per questo si parla spesso di uno “strano silenzio”: l’universo è immenso, le stelle sono miliardi, i pianeti sembrano molto comuni, eppure non abbiamo ancora ricevuto un messaggio riconosciuto come proveniente da un’altra intelligenza.

È proprio dentro questo silenzio che la scienza continua a lavorare.

Esopianeti e mondi abitabili: una nuova fase della ricerca

Il 1995 ha segnato una svolta decisiva: venne scoperto il primo pianeta extrasolare in orbita attorno a una stella simile al Sole.

Da allora, la ricerca sugli esopianeti è cresciuta enormemente. Oggi conosciamo oltre 6.000 pianeti confermati fuori dal Sistema Solare, secondo il catalogo NASA Exoplanet Archive.

Questa scoperta ha cambiato profondamente anche il SETI. Cercare vita intelligente non significa più puntare antenne verso il cielo in modo generico. Significa studiare sistemi planetari reali, individuare mondi potenzialmente abitabili, analizzare atmosfere, condizioni orbitali, composizioni chimiche e segnali osservabili.

👉 Approfondisci la ricerca sugli esopianeti:
NASA Exoplanets

Dalla ricerca di segnali alla moderna astrobiologia

Oggi la ricerca della vita extraterrestre intelligente non è più soltanto ascolto radio.

Le strategie si sono ampliate. Telescopi spaziali, grandi osservatori da terra, radiotelescopi sempre più sensibili e missioni dedicate permettono di esplorare il problema da molti punti di vista.

Si cercano possibili segnali artificiali, ma anche tracce indirette: atmosfere compatibili con processi biologici, pianeti nella zona abitabile, indizi chimici che possano suggerire la presenza di vita.

Il SETI, un tempo considerato una disciplina di confine e talvolta guardato con scetticismo, è oggi inserito in un quadro più ampio: quello dell’astrobiologia, la scienza che studia l’origine, l’evoluzione e la possibile diffusione della vita nell’universo.

La conferenza all’Osservatorio del Chianti

La conferenza “Vita extraterrestre intelligente?” sarà un’occasione per ripercorrere questa storia affascinante: dalle prime intuizioni sull’uso delle onde radio fino alle ricerche più recenti sugli esopianeti e sulla vita nel cosmo.

Durante l’incontro verranno affrontati temi come:

  • la nascita della radioastronomia moderna;
  • il ruolo di Cocconi e Morrison nella storia del SETI;
  • la ricerca di segnali provenienti da civiltà extraterrestri;
  • il significato scientifico del “silenzio” cosmico;
  • la scoperta degli esopianeti;
  • le nuove strategie dell’astrobiologia contemporanea.

👉 Scopri gli eventi scientifici e divulgativi dell’OPC:
Eventi Osservatorio del Chianti

Il relatore: Riccardo Claudi

Riccardo Claudi è astronomo in pensione, associato all’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova, e professore presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre.

La sua attività scientifica è dedicata principalmente alla ricerca e caratterizzazione dei pianeti extrasolari e all’astrobiologia.

È membro dell’International Astronomical Union, dove risulta affiliato alla Divisione F, dedicata ai sistemi planetari e all’astrobiologia, e alla Divisione G, dedicata a stelle e fisica stellare.

👉 Profilo International Astronomical Union:
Riccardo U. Claudi – IAU

👉 Dipartimento di Matematica e Fisica – Università Roma Tre:
Università Roma Tre

Informazioni sull’evento

📅 Data: Venerdì [INSERIRE DATA]
🕘 Orario: 21:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
🎙️ Relatore: Riccardo Claudi
🔭 Ciclo: Le Frontiere dell’Astrofisica

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti si trova nel Comune di Barberino Tavarnelle, in località Montecorboli, sulla Strada Provinciale 101 per Castellina in Chianti. La pagina contatti del sito indica anche il telefono +39 366 3480974, attivo tutti i giorni dalle 17:00 alle 21:00, e l’indirizzo email info@osservatoriochianti.it.

👉 Come raggiungerci:
Contatti e indicazioni OPC

Perché partecipare

La domanda sulla vita extraterrestre intelligente è una delle più grandi che possiamo porci.

Non riguarda solo gli astronomi. Riguarda tutti.

Chiedersi se siamo soli nell’universo significa guardare la Terra da lontano, riconsiderare il valore della vita, comprendere quanto sia raro e prezioso il nostro pianeta.

Partecipare a questa conferenza significa entrare in una storia scientifica fatta di antenne, segnali, pianeti lontani, silenzi cosmici e nuove possibilità.

Perché cercare vita intelligente nello spazio non è solo cercare qualcuno là fuori.

È anche un modo per capire meglio chi siamo noi.

Sotto il segno di Cassiopea

Laboratorio di astronomia per bambini all’Osservatorio del Chianti

Sabato 23 maggio alle 17:30 tornano le Astrofiabe in compagnia di Laura Saba e Alessandra Conti con “Sotto il segno di Cassiopea”: un nuovo laboratorio di astronomia per bambini in Toscana, pensato per avvicinare i più piccoli al cielo attraverso favole, miti antichi, costellazioni e attività creative.

L’evento si svolge all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, uno dei luoghi più suggestivi per vivere esperienze di astronomia per bambini nel Chianti e attività educative dedicate alle famiglie.

Al centro dell’incontro ci sarà una domanda curiosa e divertente: sarà vero quello che la regina Cassiopea racconta ogni mattina alla radio? Oppure si diverte a creare scompiglio tra gli dei dell’Olimpo inventando predizioni secondo la sua fantasia?

Da questa idea prende vita un pomeriggio speciale, in cui i bambini saranno guidati alla scoperta delle stelle, delle costellazioni e dello zodiaco, imparando a distinguere tra mito, tradizione e osservazione scientifica del cielo.

Un laboratorio per bambini tra stelle, miti e costellazioni

Cassiopea, la regina delle stelle, accompagnerà i partecipanti in un viaggio tra alcune costellazioni davvero speciali: quelle che, fin dall’antichità, gli esseri umani hanno collegato alla Terra, al Sole e al passare delle stagioni.

Durante il laboratorio Sotto il segno di Cassiopea, i bambini scopriranno che il cielo non è soltanto un insieme di stelle lontane, ma anche un grande libro di storie. Da millenni, infatti, le persone osservano la volta celeste e vi riconoscono figure, animali, eroi, regine e creature fantastiche.

Questo laboratorio didattico per bambini in Toscana permetterà di esplorare in modo semplice e coinvolgente il mondo delle costellazioni, con particolare attenzione allo zodiaco e al significato astronomico dei segni zodiacali.

Per approfondire il tema delle costellazioni, è possibile consultare anche le risorse divulgative dell’Agenzia Spaziale Europea dedicate ai bambini.

Che cosa significa nascere sotto un segno zodiacale?

Uno dei temi principali dell’evento Sotto il segno di Cassiopea sarà la differenza tra astronomia e astrologia.

I bambini saranno accompagnati in una riflessione semplice ma importante: cosa significa dire che una persona è nata sotto un certo segno zodiacale? Esiste davvero un legame tra la data del compleanno e il carattere? Oppure si tratta di una tradizione nata dall’osservazione antica del cielo e trasformata nel tempo in racconto, credenza e gioco?

Attraverso domande, esempi e attività interattive, il laboratorio aiuterà i bambini a capire che i segni zodiacali hanno un’origine legata al movimento apparente del Sole nel cielo, ma che l’oroscopo appartiene al mondo delle credenze popolari, non alla scienza.

Un modo divertente e accessibile per sviluppare curiosità, spirito critico e capacità di osservazione.

Per un approfondimento scientifico, si può visitare anche il sito dell’INAF – Istituto Nazionale di Astrofisica.

Attività creative e giochi per bambini dai 5 ai 10 anni

“Sotto il segno di Cassiopea” è pensato per bambini dai 5 ai 10 anni e unisce momenti narrativi, attività manuali e giochi di gruppo.

Durante il pomeriggio i bambini potranno:

  • ascoltare storie e miti legati alle costellazioni;
  • scoprire chi era Cassiopea nella mitologia;
  • conoscere alcune costellazioni dello zodiaco;
  • riflettere sulla differenza tra fantasia e scienza;
  • partecipare a un gioco di gruppo;
  • realizzare una piccola attività creativa da portare a casa.

Il laboratorio è pensato per stimolare immaginazione, partecipazione e spirito di osservazione, trasformando l’apprendimento in un’esperienza concreta e divertente.

È una proposta ideale per chi cerca eventi per bambini nel Chianti, attività per famiglie in Toscana o un’esperienza educativa diversa dal solito.

Scopri anche gli altri appuntamenti nella sezione Eventi dell’Osservatorio del Chianti.

Perché partecipare a “Sotto il segno di Cassiopea”

Sotto il segno di Cassiopea non è una semplice attività per bambini, ma un piccolo viaggio nel rapporto tra cielo, cultura e immaginazione.

Le stelle sono sempre state per l’essere umano una fonte di meraviglia. Prima ancora di essere studiate con telescopi e strumenti scientifici, sono state raccontate attraverso miti, leggende e storie tramandate nel tempo.

Il laboratorio Sotto il segno di Cassiopea permette ai bambini di avvicinarsi all’astronomia partendo proprio da questa meraviglia: una regina nel cielo, un oroscopo un po’ birichino, le costellazioni, il Sole e la Terra.

È un’occasione per imparare divertendosi, ma anche per iniziare a guardare il cielo con occhi nuovi.

Un’esperienza speciale anche per i genitori

Mentre i bambini partecipano al laboratorio “Sotto il segno di Cassiopea”, anche gli adulti potranno vivere un’esperienza coinvolgente all’interno dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

I genitori accompagnatori avranno infatti la possibilità di:

  • partecipare a una visita guidata dell’Osservatorio, per conoscere da vicino le attività scientifiche e divulgative della struttura;
  • scoprire come si svolgono le osservazioni astronomiche e quali strumenti vengono utilizzati dagli astronomi;
  • osservare il Sole al telescopio, accompagnati dal team di astrofisici dell’Università di Firenze;
  • trascorrere un pomeriggio immersi nella natura e nel silenzio delle colline del Chianti.

👉 Approfondisci le attività scientifiche dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Questa formula rende l’evento ideale non solo come attività educativa per bambini, ma anche come esperienza condivisa per tutta la famiglia, perfetta per chi cerca attività per famiglie nel Chianti o esperienze originali di turismo scientifico in Toscana.

Informazioni pratiche

Dove: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
Strada Provinciale 101, km 9.25 – Barberino Val d’Elsa (FI)

📍 Come arrivare:
Apri il percorso su Google Maps

Età consigliata: bambini dai 5 ai 10 anni

Prenotazione: info@osservatoriochianti.it

Posti limitati: si richiede la prenotazione obbligatoria.

Quota di partecipazione: 5 Euro a bambino

Come arrivare all’Osservatorio del Chianti

Una volta lasciata l’auto al parcheggio, si raggiunge l’Osservatorio percorrendo un sentiero di circa 300 metri, seguendo le indicazioni “Osservatorio”.

Il sentiero non è illuminato per evitare l’inquinamento luminoso e proteggere la qualità delle osservazioni astronomiche.

Si consiglia di portare:

  • scarpe comode;
  • una torcia;
  • abbigliamento adatto alla stagione.

Resta aggiornato sugli eventi per bambini in Toscana

Per non perdere i prossimi laboratori, osservazioni astronomiche ed eventi per famiglie, segui l’Osservatorio sui social:

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Oppure visita il sito dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart

Mostra Sapiens di Etienne Pierart all’Osservatorio del Chianti con immagine di uomo Dani armato di arco.

Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart: un viaggio nell’umanità contemporanea.

Un’esperienza che va oltre la fotografia: è un viaggio nel significato stesso di essere umani.

Attraverso lo sguardo del fotografo Etienne Pierart, il visitatore entra in contatto diretto con il popolo Dani della Papua Occidentale, scoprendo una realtà capace di mettere in discussione molte delle certezze della cultura occidentale.

👉 Scopri il sito ufficiale dell’artista

In mostra presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, la Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart rappresenta una delle esperienze culturali più significative del 2026.

👉 Visita il sito dell’Osservatorio

Un’esperienza di antropologia riflessiva

La Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart propone un approccio innovativo: osservare una cultura per comprendere meglio la nostra.

Il popolo Dani diventa così uno specchio attraverso cui rileggere il concetto di progresso, evoluzione e civiltà.

Spesso definiti “primitivi”, i Dani dimostrano invece una straordinaria complessità sociale e culturale. La mostra invita a superare questa visione riduttiva, sostenuta anche dagli studi antropologici contemporanei.

👉 Approfondisci l’antropologia culturale

Uno dei messaggi centrali della Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart è chiaro: non esistono differenze biologiche tra esseri umani, ma solo percorsi culturali diversi.

Tecnologia o equilibrio? Una domanda aperta

Nel mondo occidentale, il progresso è spesso associato alla tecnologia e alla crescita.

La Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart propone invece un confronto radicale: da una parte l’accumulo tecnologico, dall’altra una società basata su equilibrio, sostenibilità ed essenzialità.

La cosiddetta “cultura dello spago” dei Dani dimostra come materiali naturali e conoscenze locali possano rispondere a bisogni complessi in modo efficace e sostenibile.

👉 Scopri il concetto di sostenibilità ambientale

Questa riflessione rende la mostra estremamente attuale, in un’epoca segnata da crisi ambientali globali.

Tempo, percezione e realtà

Uno degli aspetti più sorprendenti della Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart riguarda il modo in cui la cultura influenza la percezione del mondo.

Per i Dani:

  • il tempo è ciclico e legato alla natura
  • i colori sono descritti con poche parole, ma percepiti come da chiunque
  • i numeri sono essenziali, ma funzionali

Questi elementi mostrano come la mente umana sia universale, ma modellata dalla cultura.

👉 Scopri gli studi sulla percezione dei colori

Un’altra idea di ricchezza e comunità

La Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart affronta anche il tema della ricchezza e del potere.

Nella società Dani, il valore non è accumulare, ma condividere. I leader emergono per la loro capacità di creare relazioni e redistribuire risorse.

Questo modello offre uno spunto potente per riflettere sull’individualismo occidentale e su possibili alternative.

Un progetto fotografico premiato

Il lavoro di Etienne Pierart nasce da un’esperienza diretta sul campo: un mese vissuto con una tribù Dani.

Nel 2025 ha ricevuto la Medaglia d’Oro per la Fotografia dalla Société des Artistes Français.

👉 Scopri la Société des Artistes Français

La Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart è quindi il risultato di un lavoro autentico, immersivo e riconosciuto a livello internazionale.

Perché visitare la Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart

Visitare la Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart significa uscire con una domanda in più.

  • Cos’è davvero il progresso?
  • Esiste un unico modo di evolversi?
  • Possiamo immaginare un futuro diverso?

Non è solo una mostra fotografica. È un’esperienza che cambia prospettiva.

Informazioni utili

📍 Dove: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
📅 Quando: 10 maggio – 27 settembre 2026
🎉 Opening: 10 maggio 2026 – h 17:00

👉 Ingresso gratuito. Non è richiesta la prenotazione
👉 Come arrivare su Google Maps
👉 Scarica la locandina della mostra “Sapiens” di Etienne Pierart

Conclusione

La Mostra “Sapiens” di Etienne Pierart è una delle esperienze culturali più profonde e attuali del 2026.

In un mondo sempre più veloce e complesso, questa mostra ci invita a rallentare, osservare e rimettere in discussione ciò che diamo per scontato.

Perché forse, oggi più che mai, capire gli altri è il primo passo per capire noi stessi.

Il calendario astronomico

Conferenza per il ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica”

Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 21:00, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, si terrà una nuova conferenza del ciclo Le Frontiere dell’Astrofisica, dedicata proprio a questo tema affascinante: il calendario astronomico e la sua evoluzione nella storia umana.

L’incontro, dal titolo “Il Calendario fra Astronomia e Storia”, sarà tenuto da Maureen Hintz, docente di Fisica e Astronomia presso la Utah Valley University (USA).

👉 Scopri il programma completo delle attività dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Il calendario astronomico: quando il cielo diventa misura del tempo

Il calendario astronomico nasce dall’osservazione dei movimenti del Sole, della Luna e delle stelle. Prima ancora della scrittura, le civiltà antiche avevano compreso che il cielo offriva una regolarità preziosa: cicli ripetibili, prevedibili, fondamentali per la sopravvivenza.

Strutture come Stonehenge o i complessi del Chaco Canyon dimostrano come il calendario astronomico fosse inciso nella pietra. In questi luoghi, la luce del Sole durante solstizi ed equinozi segnava momenti precisi dell’anno.

👉 Approfondisci il sito archeologico di Chaco Canyon:
Chaco Culture National Historical Park

Il calendario astronomico, quindi, non è solo uno strumento tecnico, ma una vera e propria conquista culturale. È il modo in cui l’umanità ha trasformato il cielo in un sistema di riferimento per la vita quotidiana.

Come funziona un calendario astronomico

Durante la conferenza verranno spiegati i principi fondamentali del calendario astronomico, partendo da tre elementi chiave:

  • Il giorno, basato sulla rotazione della Terra
  • Il mese, legato alle fasi della Luna
  • L’anno, determinato dalla rivoluzione della Terra attorno al Sole

Questi cicli naturali sono alla base di ogni calendario astronomico sviluppato nella storia.

Tuttavia, adattare questi cicli alla vita quotidiana non è semplice. Le differenze tra anno solare e calendario civile hanno portato nel tempo a numerose correzioni.

👉 Per approfondire il calendario gregoriano:
Calendario Gregoriano – Enciclopedia Treccani

Il calendario astronomico che utilizziamo oggi è il risultato di secoli di osservazioni, errori e riforme.

Dall’antichità al calendario moderno

Nel corso della conferenza, verrà ripercorsa l’evoluzione storica del calendario astronomico:

  • Le prime osservazioni delle civiltà antiche
  • Il calendario romano
  • La riforma del calendario giuliano
  • La nascita del calendario gregoriano

Ogni passaggio rappresenta un tentativo di allineare sempre meglio il tempo umano con il tempo cosmico.

Ed è proprio questo il punto più interessante: il calendario astronomico non è mai stato definitivo. È sempre stato una costruzione in evoluzione, un dialogo continuo tra osservazione scientifica e necessità sociale.

Un incontro tra astronomia e storia

La conferenza “Il Calendario fra Astronomia e Storia” rappresenta un’occasione unica per comprendere quanto il calendario astronomico sia parte integrante della nostra vita.

Non si tratta solo di numeri o date, ma di una visione del mondo.

Ogni civiltà ha costruito il proprio calendario astronomico, riflettendo il proprio rapporto con il cielo e con il tempo.

👉 Scopri gli eventi scientifici e divulgativi dell’OPC:
Eventi Osservatorio del Chianti

La relatrice: Maureen Hintz

Maureen Hintz è docente di Fisica e Astronomia presso la Utah Valley University (USA).

👉 Scopri il profilo accademico ufficiale di Maureen Hintz:
Profilo Maureen Hintz – Utah Valley University

Laureata alla Brigham Young University, ha dedicato la sua carriera all’insegnamento e alla divulgazione scientifica. Ha partecipato a programmi STEM per giovani studentesse e ricopre un ruolo attivo nella comunità astronomica internazionale.

È inoltre:

  • NASA Eclipse Ambassador
  • membro dell’Astronomical Society of the Pacific
  • membro dell’American Astronomical Society (Education Member)

La sua esperienza rende questa conferenza sul calendario astronomico accessibile, rigorosa e coinvolgente.

Informazioni sull’evento

📅 Data: Venerdì 17 aprile 2026
🕘 Orario: 21:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

👉 Come raggiungerci:
Contatti e indicazioni OPC

Perché partecipare

Il calendario astronomico è qualcosa che utilizziamo ogni giorno, spesso senza pensarci.

Eppure, dietro ogni data, c’è una storia lunga millenni fatta di osservazioni, intuizioni e tentativi di comprendere il cosmo.

Partecipare a questa conferenza significa fermarsi un attimo e guardare quel sistema con occhi diversi.

Perché il calendario astronomico non è solo un modo per organizzare il tempo.
È il modo in cui abbiamo imparato a leggerlo.

Astrofiabe: il Girotondo dei Pianeti

SOLD OUT

Dopo il grande entusiasmo e la partecipazione dello scorso anno, tornano all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti le “Astrofiabe”, uno degli appuntamenti più originali dedicati all’astronomia per bambini in Toscana.

Questo ciclo di incontri rappresenta una proposta unica tra gli eventi per bambini nel Chianti, pensata per avvicinare i più piccoli al cielo attraverso il racconto, il gioco e l’esperienza diretta.

👉 Scopri tutte le attività sul sito ufficiale:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Il primo dei quattro appuntamenti del 2026 con le Astrofiabe si preannuncia come un pomeriggio speciale per famiglie, perfetto per chi è alla ricerca di cosa fare con i bambini in Toscana in modo educativo ma coinvolgente.

Il Girotondo dei Pianeti: laboratorio di astronomia per bambini

Al centro dell’evento c’è la lettura animata “Il Girotondo dei Pianeti”, una storia che introduce in modo semplice e coinvolgente il nostro Sistema Solare.

👉 Approfondisci il tema:
Sistema Solare spiegato (ESA)

Questa attività interattiva è pensata come un vero e proprio laboratorio di astronomia per bambini, in cui il Sole diventa il protagonista di una grande famiglia cosmica, attorno al quale orbitano pianeti diversi per caratteristiche, dimensioni e temperature.

Durante la lettura animata multisensoriale, i bambini potranno:

  • scoprire i pianeti in modo intuitivo
  • comprendere il concetto di orbita
  • vivere un’esperienza immersiva tra luci, bolle e colori

Un modo originale per introdurre l’educazione scientifica per bambini attraverso il racconto.

Laboratorio creativo: attività per bambini tra scienza e fantasia

Dopo la lettura e l’attività interattiva, l’esperienza continua con un laboratorio creativo per bambini, pensato per unire manualità e apprendimento.

👉 Scopri altre proposte simili:
Attività educative dell’Osservatorio

Questa attività rientra tra le migliori esperienze di laboratori didattici per bambini in Toscana, perché permette di:

  • costruire il proprio Sistema Solare
  • sviluppare creatività e coordinazione
  • portare a casa un ricordo concreto

Durante il laboratorio, viene proposta anche una riflessione guidata sulla Terra, rendendo l’esperienza ancora più significativa.

Un’esperienza per tutta la famiglia nel Chianti

Questo evento è pensato come una vera esperienza condivisa, ideale per chi cerca attività per famiglie nel Chianti.

Mentre i bambini partecipano al laboratorio, gli adulti potranno:

  • partecipare a una visita guidata
  • vivere un’esperienza di osservazione del Sole al telescopio in Toscana

👉 Approfondisci:
Dipartimento di Fisica e Astronomia – Università di Firenze
Osservazione del Sole (INAF)

Un’occasione perfetta per trasformare un semplice pomeriggio in una delle più interessanti esperienze scientifiche in Toscana.

Perché partecipare: un evento di astronomia per bambini in Toscana

“Il Girotondo dei Pianeti” è molto più di una fiaba: è una delle esperienze più originali di divulgazione scientifica per bambini in Toscana.

👉 Approfondisci il valore educativo:
Attività per bambini NASA

Questo evento unisce:

  • astronomia per bambini
  • narrazione creativa
  • laboratorio pratico
  • esperienza immersiva

È perfetto per chi cerca:

  • eventi bambini Chianti
  • attività educative per famiglie
  • esperienze diverse dal solito

Informazioni pratiche

Dove: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

📍 Come arrivare:
Apri il percorso su Google Maps

Quando: Sabato 18 aprile 2026, ore 17:30

Quota di registrazione: 5 € a persona

Prenotazione obbligatoria: info@osservatoriochianti.it

Posti limitati: massimo 20 bambini (5–10 anni)

👉 Consulta anche gli altri eventi per bambini in Toscana organizzati dall’Osservatorio:
Eventi Osservatorio del Chianti

Come arrivare all’Osservatorio del Chianti

L’Osservatorio si trova in una delle zone più suggestive del territorio, ideale per vivere attività di turismo scientifico in Toscana.

Dal parcheggio parte un sentiero di circa 300 metri.

⚠️ Il percorso non è illuminato per proteggere il cielo notturno.

Consigli utili:

  • scarpe comode
  • torcia
  • arrivo anticipato

Resta aggiornato sugli eventi per bambini in Toscana

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I 5 sensi delle piante

I cinque sensi delle piante nella locandina delle Frontiere della Scienza con grande albero illuminato dal sole simbolo della percezione vegetale.

Conferenza per le Frontiere della Scienza

I 5 sensi delle piante rappresentano una delle frontiere più sorprendenti della scienza contemporanea.

Venerdì 24 aprile 2026 alle ore 21:00, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, si terrà un nuovo appuntamento del ciclo Le Frontiere della Scienza, dedicato proprio a questo tema affascinante: i 5 sensi delle piante e il loro modo di interagire con l’ambiente.

L’incontro sarà tenuto da Annamaria Ranieri, Professore Ordinario di Chimica Agraria presso l’Università di Pisa.

👉 Scopri il programma completo delle attività dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

I 5 sensi delle piante: una nuova prospettiva sulla natura

Quando pensiamo ai sensi, immaginiamo occhi, orecchie, naso, lingua e pelle. Ma le piante?

I 5 sensi delle piante esistono, anche se funzionano in modo completamente diverso da quelli degli animali. Le piante non possiedono un sistema nervoso, eppure sono in grado di percepire il mondo che le circonda e reagire in modo sofisticato.

Questo cambia profondamente il nostro modo di guardare alla natura: le piante non sono organismi passivi, ma sistemi complessi, sensibili e adattivi.

👉 Approfondisci il tema della comunicazione tra piante:
Plant communication – National Geographic

Il tatto: quando le piante “sentono” il contatto

Uno degli aspetti più sorprendenti dei cinque sensi delle piante è la loro capacità di percepire il contatto fisico.

Un esempio straordinario è la Dionea muscipula, conosciuta come Venere acchiappamosche, che chiude rapidamente le sue foglie quando un insetto sfiora i peli sensibili sulla superficie.

Questo tipo di risposta dimostra che le piante possono rilevare stimoli meccanici e reagire in modo immediato.

La vista: il rapporto tra piante e luce

Le piante non hanno occhi, ma possiedono fotorecettori in grado di percepire la luce.

Grazie a questo “senso”, le piante orientano la loro crescita verso la fonte luminosa, in un fenomeno noto come fototropismo.

Non solo: riescono a distinguere intensità, direzione e qualità della luce, adattando il proprio sviluppo in modo preciso.

👉 Scopri di più sul fototropismo:
Fototropismo – Enciclopedia Treccani

Olfatto e gusto: il linguaggio chimico delle piante

Tra i 5 sensi delle piante, quelli legati alla chimica sono forse i più sofisticati.

Le piante sono in grado di:

  • rilevare sostanze presenti nell’aria e nel suolo
  • riconoscere la presenza di predatori
  • attivare meccanismi di difesa

Quando attaccate da insetti, possono rilasciare composti chimici per respingerli o addirittura per “avvisare” altre piante vicine.

Questo sistema di comunicazione invisibile rappresenta una vera e propria rete di informazione biologica.

L’udito: un senso ancora misterioso

Alcuni studi suggeriscono che le piante possano percepire vibrazioni.

Questo possibile “udito” permetterebbe loro di reagire a stimoli ambientali ancora poco compresi. Tuttavia, si tratta di un campo di ricerca in evoluzione, che apre nuove domande sul funzionamento dei cinque sensi delle piante.

Un incontro tra scienza, ambiente e futuro

La conferenza “I 5 sensi delle piante” offre uno sguardo nuovo sul mondo vegetale.

Comprendere i 5 sensi delle piante significa anche ripensare il nostro rapporto con l’ambiente, l’agricoltura e la sostenibilità.

👉 Scopri gli eventi scientifici dell’Osservatorio:
Eventi Osservatorio del Chianti

La relatrice: Annamaria Ranieri

Annamaria Ranieri è Professore Ordinario di Chimica Agraria presso l’Università di Pisa.

👉 Scopri il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Pisa:
Università di Pisa – Scienze Agrarie

Nel corso della sua carriera ha svolto attività di ricerca e insegnamento a livello nazionale e internazionale, partecipando a numerosi progetti scientifici.

La sua ricerca si concentra su:

  • metabolismo delle piante in condizioni di stress
  • composti chimici coinvolti nei meccanismi di difesa
  • sostanze con effetti benefici per la salute umana

Ha inoltre contribuito allo studio delle piante alofite come risorsa per affrontare le sfide legate alla salinità dei suoli e alla sicurezza alimentare.

È membro dell’Accademia dei Georgofili e Vice Delegato dell’Accademia Italiana della Cucina (Delegazione di Pisa).

Informazioni sull’evento

📅 Data: Venerdì 24 aprile 2026
🕘 Orario: 21:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

👉 Come raggiungerci:
Contatti e indicazioni OPC

Perché partecipare

I 5 sensi delle piante non sono solo una curiosità scientifica.

Sono una chiave per comprendere meglio il mondo naturale e il nostro posto al suo interno.

Partecipare a questa conferenza significa scoprire che ciò che sembra immobile è in realtà profondamente attivo, sensibile e in continuo dialogo con l’ambiente.

E forse, dopo questo incontro, guarderai un albero con occhi diversi. 🌱

Tempo e Gravità

Venerdì 24 ottobre 2025, ore 21:00
con Guglielmo Maria Tino (Università degli Studi di Firenze)

Riprende la stagione di incontri all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, e con essa il filo di una riflessione che attraversa da tempo le attività dell’Osservatorio: il tema del tempo.
Non solo come misura o dimensione fisica, ma come esperienza condivisa, ritmo dell’universo e mistero che unisce l’essere umano alla natura che lo circonda.

La conferenza “Tempo e Gravità: da Galileo ai sensori quantistici con atomi ultrafreddi”, tenuta dal prof. Guglielmo Maria Tino, inaugura il nuovo ciclo di incontri de Le Frontiere dell’Astrofisica, e si inserisce nel progetto biennale “Arte nel Paesaggio”, a cura di Giada Rodani e Jade Vlietstra, che ospita presso l’OPC la mostra Time Gravity, con opere di Sophie Ko e Luca Pozzi (visitabile fino al 30 novembre 2025).
Un’occasione preziosa per intrecciare i linguaggi dell’arte e della scienza, esplorando insieme una delle questioni più affascinanti del pensiero umano: la natura del tempo e il suo legame profondo con la gravità.


Dalle intuizioni di Galileo alle tecnologie del futuro

A più di quattro secoli dalla nascita di Galileo Galilei, le sue intuizioni continuano a risuonare come una bussola per la conoscenza.
Con i suoi esperimenti sul moto dei corpi, Galileo ha aperto la strada alla comprensione moderna del tempo e del movimento, ponendo le basi della fisica classica e, indirettamente, della relatività.
Oggi, le domande che egli sollevò trovano nuova vita nei laboratori di ricerca più avanzati del mondo, dove la gravità e il tempo vengono studiati con strumenti che avrebbero superato ogni sua immaginazione.

Il professor Guglielmo Maria Tino, fisico sperimentale di fama internazionale e docente di Fisica della Materia all’Università di Firenze, guiderà il pubblico in un viaggio che parte dalle intuizioni di Galileo per arrivare agli strumenti della fisica quantistica contemporanea: interferometri atomici, sensori gravitazionali e orologi atomici capaci di misurare variazioni di tempo e campo gravitazionale con precisione infinitesimale.

Attraverso l’uso della luce laser e la manipolazione di atomi ultrafreddi, portati a temperature prossime allo zero assoluto, questi strumenti permettono oggi di osservare il comportamento della materia in condizioni estreme e di testare i limiti stessi delle teorie della fisica.
Si tratta di esperimenti che, in un certo senso, realizzano concretamente gli esperimenti mentali di Galileo, quelli che egli poteva solo immaginare.
Oggi, grazie alle tecnologie quantistiche, il tempo può essere misurato non più soltanto in secondi, ma in vibrazioni di luce, e la gravità può essere esplorata attraverso la coerenza degli atomi sospesi in un vuoto perfetto.


Il tempo come misura e come esperienza

Il fascino di questa conferenza non risiede soltanto nei risultati della ricerca, ma nel modo in cui essa ci invita a ripensare la nostra percezione del tempo.
Nella fisica moderna, tempo e gravità non sono più grandezze indipendenti: si intrecciano, si curvano, si influenzano a vicenda.
Come ci ha insegnato Einstein, la gravità non è una forza che agisce a distanza, ma la curvatura stessa dello spazio-tempo.
E in questa curvatura, la materia e la luce disegnano la forma del cosmo, determinando anche la direzione del nostro vivere.

Il dialogo con l’arte, promosso dal progetto Arte nel Paesaggio e dalla mostra Time Gravity, amplifica questa riflessione.
Gli artisti Sophie Ko e Luca Pozzi affrontano infatti il tema del tempo da prospettive complementari: l’una attraverso materiali che si trasformano nel tempo, evocando la caducità e la memoria, l’altro intrecciando le leggi della fisica contemporanea con la narrazione visiva e la dimensione simbolica.
La scienza misura il tempo; l’arte lo racconta. Insieme, ci aiutano a comprendere la nostra posizione nel flusso dell’universo.


Il relatore: Guglielmo Maria Tino

Fisico sperimentale di riconosciuto prestigio, Guglielmo Maria Tino si è laureato in Fisica all’Università di Napoli nel 1987 e ha conseguito il dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1992.
Ha trascorso lunghi periodi di ricerca alla École Normale Supérieure di Parigi e al NIST/JILA di Boulder, in Colorado, collaborando con alcuni dei più importanti centri internazionali di fisica atomica.
Dal 2001 è professore ordinario di Fisica della Materia all’Università di Firenze. È associato al LENS (European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy), al CNR-INO e all’INFN, e la sua attività di ricerca si concentra su test di fisica gravitazionale con atomi ultrafreddi, interferometria atomica e misura del tempo con orologi atomici.


Un appuntamento tra scienza, arte e meraviglia

La conferenza del 24 ottobre inaugura così una nuova stagione di incontri dedicati al dialogo tra scienza e arte, cuore della missione dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti: un luogo dove il sapere si condivide sotto le stelle, e dove la ricerca diventa racconto, immaginazione e ascolto.
Un invito a rallentare, a osservare, a lasciarsi stupire dalla precisione del pensiero e dalla bellezza dell’universo.

📍 Osservatorio Polifunzionale del Chianti – Località Montecorboli, Barberino Tavarnelle (FI)
🎟️ Ingresso libero e gratuito
🖼️ La mostra “Time Gravity” è visitabile fino al 30 novembre 2025
🔭 Per il programma completo delle conferenze, visita la pagina Frontiere dell’Astrofisica

FRONTIERE DELL’ASTROFISICA

Locandina di Frontiere dell'Astrofisica con una galassia e pubblico in filigrana che la ammira.

Le Frontiere dell’Astrofisica è molto più di un ciclo di conferenze: è un invito ad attraversare i confini del sapere, là dove la curiosità incontra la meraviglia e la ricerca scientifica si fa racconto.
L’iniziativa nasce dal gruppo scientifico della Sezione Astronomia dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti (OPC), nell’ambito delle attività di Terza Missione del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di portare la scienza fuori dai laboratori e condividerla con tutti — studenti, appassionati, sognatori, cittadini.

Il programma è curato dal prof. Ruggero Stanga, che da anni guida con passione la divulgazione scientifica legata all’OPC, mentre la parte tecnica e organizzativa è seguita dal dott. Lorenzo Betti, garanzia di precisione e entusiasmo operativo.

Ogni conferenza è pensata come un viaggio collettivo: un momento in cui la scienza si racconta con linguaggio accessibile e profondità autentica, aprendo spazi di riflessione che uniscono mente e immaginazione.

L’accesso è libero, senza bisogno di prenotazione, perché la conoscenza deve essere un bene condiviso.
Tutti gli incontri sono gratuiti: organizzatori e relatori partecipano a titolo volontaristico, mossi dal desiderio di rendere la scienza un’esperienza viva, aperta e inclusiva.

Chi lo desidera può sostenere il progetto con una donazione, contribuendo così a migliorare l’offerta culturale e a rendere l’Osservatorio un punto di riferimento sempre più vitale per la comunità e per chi guarda il cielo con curiosità e meraviglia.


Format

Le Frontiere dell’Astrofisica si svolgono un venerdì al mese, quando il buio del Chianti si riempie di stelle e il silenzio diventa il miglior alleato dell’ascolto.
Gli incontri iniziano alle 21:00 nei mesi invernali e alle 21:30 in primavera ed estate, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, in località Montecorboli.

Ogni conferenza dura circa un’ora, seguita da uno spazio aperto di domande e confronto libero, che spesso si trasforma in una conversazione spontanea tra pubblico e relatori — scienziati, fisici, astrofili — accomunati dallo stesso desiderio di comprendere l’universo.

Per chi non potrà essere presente, tutte le serate saranno registrate e pubblicate sul canale YouTube dell’OPC, così che il sapere possa continuare a circolare e raggiungere nuovi sguardi.

Partecipare significa entrare in un dialogo diretto con la scienza contemporanea, ma anche vivere la straordinaria atmosfera dell’Osservatorio: un luogo dove il cielo non è solo da osservare, ma da comprendere, ascoltare e, in fondo, da abitare.


Il programma 2025–2026

Il ciclo Frontiere dell’Astrofisica prevede 10 conferenze distribuite da ottobre 2025 a luglio 2026, con relatori provenienti da università e istituti di ricerca italiani e internazionali.

Il programma completo sarà pubblicato a breve su questo sito.

Nel frattempo, annunciamo con piacere le prime tre conferenze, collegate alla mostra Time GravityBiennale di Arte nel Paesaggio, visitabile fino al 30 novembre 2025 presso l’OPC — che approfondiscono, da prospettive scientifiche e filosofiche, il tema del tempo e della gravità.


Programma delle prime conferenze

📅 Venerdì 24 Ottobre – H. 21:00

Guglielmo Tino – Università degli Studi di Firenze
“Tempo e Gravità: da Galileo ai sensori quantistici con atomi ultrafreddi”

Un viaggio che attraversa quattro secoli di ricerca, dalle intuizioni di Galileo fino alle più recenti applicazioni della fisica quantistica per lo studio della gravità.


📅 Venerdì 7 Novembre – H. 18:30

Presentazione del catalogo bilingue del progetto biennale Arte nel Paesaggio – Time Gravity,
a cura di Giada Rodani e Jade Vlietstra (Ed. Metilene), alla presenza delle curatrici e degli artisti.

A seguire:
Presentazione di “LOOPS”, graphic novel (Ed. Bao Publishing) scritta da Luca Pozzi e illustrata da Elisa Macellari, ispirata a una conversazione con il fisico teorico Carlo Rovelli.
Alla presenza degli autori.

H. 20:00 – Intervallo

H. 21:00 – Conferenza:
Catalin Frosin – INFN Firenze
“L’arte di ascoltare le particelle: un viaggio alla scoperta dei muoni”

Un incontro per esplorare il modo in cui l’astrofisica moderna “ascolta” l’universo attraverso le particelle, rivelando le voci invisibili del cosmo.


📅 Venerdì 14 Novembre – H. 21:00

Lorenzo De Piccoli – Università di Pisa / Università di Firenze
“Una specie di numero. Rappresentazioni del tempo nella scienza occidentale”

Un’indagine sul modo in cui la scienza occidentale ha cercato di misurare, comprendere e rappresentare il tempo — tra filosofia, matematica e cosmologia.


Informazioni pratiche

📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti, Località Montecorboli, Barberino Tavarnelle (FI)
🎟️ Ingresso libero e gratuito, non è richiesta prenotazione
📺 Conferenze registrate sul canale YouTube: Osservatorio del Chianti


© 2025 Osservatorio Polifunzionale del Chianti — Sezione Astronomia
Progetto “Frontiere dell’Astrofisica” — in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze