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AstronoMIA – Una serata per avvicinare il cielo alla nostra vita

Conferenza, visita all’Osservatorio e osservazione astronomica con il Telescopio Marcon

Sabato 27 giugno 2026 | Ore 21:00 – 23:30

Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Ci sono serate in cui osserviamo il cielo.

E ci sono serate in cui il cielo sembra osservare noi.

AstronoMIA nasce proprio da questa idea: rendere il cielo più vicino, più accessibile, più umano. Non soltanto qualcosa da guardare sopra le nostre teste, ma una realtà con cui entrare in dialogo, capace di suggerire nuove prospettive sul nostro modo di vivere, di pensare e di guardare il mondo.

Per questo il nome dell’evento richiama volutamente una doppia lettura: da una parte l’astronomia, dall’altra il concetto di qualcosa che diventa “mia”, che entra nella nostra esperienza personale e nella nostra quotidianità.

Nell’ambito dell’Open Day dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, AstronoMIA propone una serata speciale che unisce divulgazione scientifica, riflessione, visita alle strutture dell’Osservatorio e osservazione diretta del cielo attraverso telescopi professionali.

Non si tratta di una semplice conferenza né di una tradizionale osservazione astronomica.

È un percorso che accompagna i partecipanti dal pensiero all’esperienza, dalla curiosità alla scoperta, fino all’incontro diretto con alcuni degli oggetti più affascinanti dell’Universo.

Le domande che l’Universo pone, le risposte che cerchiamo

La serata si aprirà con la conferenza del Direttore Scientifico dell’Osservatorio, Emanuele Pace, dal titolo:

“Le domande che l’Universo pone, le risposte che cerchiamo”

L’incontro prende spunto dai temi sviluppati nel libro Il cielo che mi attraversa e propone una riflessione su un aspetto spesso trascurato dell’astronomia.

Quando osserviamo il cielo non stiamo soltanto raccogliendo informazioni su stelle, pianeti e galassie.

Stiamo anche guardando noi stessi da una prospettiva diversa.

L’astronomia ci mette continuamente di fronte a concetti come distanza, tempo, cambiamento, fragilità e meraviglia. Ci ricorda quanto siamo piccoli rispetto all’immensità del cosmo, ma allo stesso tempo quanto sia straordinaria la nostra capacità di comprenderlo.

Durante la conferenza parleremo di come la scienza possa diventare uno strumento per osservare con occhi nuovi la vita quotidiana, affrontare le sfide di ogni giorno e recuperare un senso di prospettiva spesso soffocato dal rumore e dalla velocità del mondo contemporaneo.

Non sarà una lezione accademica.

Sarà un viaggio tra scienza, esperienza personale e grandi domande umane, accessibile a tutti, anche a chi non possiede alcuna conoscenza astronomica.

Al termine della conferenza, per chi lo desidera, sarà inoltre possibile incontrare l’autore e partecipare a un momento di firma copie del libro Il cielo che mi attraversa, da cui prendono ispirazione molte delle riflessioni proposte durante l’incontro.

Alla scoperta dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Terminata la conferenza, i partecipanti avranno l’opportunità di visitare alcune delle strutture che rendono unico l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Ad accompagnare i visitatori saranno i ricercatori dell’Università di Firenze che fanno parte del team scientifico dell’OPC. Attraverso il loro racconto sarà possibile conoscere da vicino non solo le strumentazioni e le attività dell’Osservatorio, ma anche il lavoro quotidiano di chi contribuisce alla ricerca scientifica, all’innovazione tecnologica e alla divulgazione sul territorio.

Sarà un’occasione rara per dialogare direttamente con persone che operano nel mondo della ricerca e scoprire come nascono e si sviluppano i progetti scientifici che animano l’Osservatorio.

Durante la visita sarà possibile conoscere le attività di:

  • astronomia osservativa;
  • meteorologia;
  • geofisica;
  • monitoraggio ambientale;
  • citizen science.

Un percorso che permetterà di scoprire come ricerca scientifica, tecnologia e partecipazione dei cittadini possano collaborare per comprendere meglio il nostro pianeta e l’Universo che lo circonda.

Incontro ravvicinato con Venere e Giove

Quando il cielo diventerà sufficientemente buio inizierà la parte più emozionante della serata.

Attraverso i telescopi dell’Osservatorio sarà possibile osservare direttamente alcuni protagonisti del cielo estivo.

I piccoli telescopi permetteranno di ammirare pianeti spettacolari come Venere e Giove, osservandone i dettagli e comprendendo meglio ciò che vediamo normalmente come semplici punti luminosi nel cielo.

Vedere un pianeta con i propri occhi è un’esperienza che nessuna fotografia riesce davvero a sostituire.

È il momento in cui l’astronomia smette di essere un racconto e diventa esperienza diretta.

Il grande Telescopio Marcon e le meraviglie del cielo profondo

Ma il momento più atteso della serata sarà senza dubbio l’apertura della cupola che ospita il grande Telescopio Marcon, uno degli strumenti più importanti dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Normalmente il Marcon non è utilizzato durante le visite pubbliche ordinarie.

Per questo AstronoMIA rappresenta un’occasione particolarmente speciale.

Grazie al suo diametro e alle sue prestazioni sarà possibile osservare alcuni tra gli oggetti più affascinanti del cosiddetto cielo profondo.

A seconda delle condizioni osservative della serata, i partecipanti potranno ammirare:

  • galassie lontane milioni di anni luce;
  • nebulose nelle quali nascono nuove stelle;
  • ammassi stellari composti da centinaia o migliaia di astri;
  • strutture cosmiche che raccontano la storia dell’evoluzione dell’Universo.

Sapere che la luce proveniente da questi oggetti ha viaggiato per milioni di anni prima di raggiungere i nostri occhi aggiunge all’osservazione una dimensione che va oltre il semplice spettacolo visivo.

È un’esperienza che unisce conoscenza, emozione e senso della meraviglia.

Il grande Telescopio Marcon che sarà usato durante l'evento AstronoMIA per osservare il cielo profondo

Un evento unico nel cuore del Chianti

AstronoMIA è pensato per chi ama l’astronomia, ma anche per chi non ha mai osservato il cielo attraverso un telescopio.

È pensato per chi è curioso, per chi si pone domande, per chi desidera vivere una serata diversa dal solito.

In poche ore sarà possibile ascoltare una conferenza che collega l’Universo alla nostra esperienza quotidiana, incontrare ricercatori dell’Università di Firenze impegnati nelle attività scientifiche dell’Osservatorio e osservare direttamente pianeti, stelle, galassie e nebulose attraverso telescopi professionali.

L’utilizzo del Telescopio Marcon, normalmente non accessibile durante le visite ordinarie, rende questa esperienza ancora più esclusiva.

Un’occasione rara per avvicinare il cielo alla nostra vita e scoprire che, forse, l’Universo non è così lontano come siamo abituati a pensare.

Informazioni e prenotazioni

Data: Sabato 27 giugno 2026

Orario: 21:00 – 23:30

Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Prenotazione obbligatoria: posti limitati a 60 persone

Per prenotare è necessario inviare una email a:

info@osservatoriochianti.it

indicando:

  • nome e cognome;
  • numero dei partecipanti;
  • un recapito email o telefonico.

L’evento prevede un contributo volontario minimo destinato a sostenere le attività di divulgazione scientifica, educazione e ricerca dell’Osservatorio.

Contributo volontario minimo

Il contributo volontario minimo richiesto per la partecipazione ad AstronoMIA è di 10 euro a persona.

Parliamo di contributo volontario perché il nostro obiettivo non è realizzare un’attività commerciale, ma promuovere la cultura scientifica, l’educazione e la conoscenza del cielo, rendendo queste esperienze accessibili al maggior numero possibile di famiglie.

Lo definiamo però “minimo” perché rappresenta la soglia necessaria per contribuire alle spese organizzative e ai materiali utilizzati durante l’evento. Chi desidera sostenere ulteriormente le attività dell’Osservatorio è naturalmente libero di offrire un contributo maggiore, aiutandoci a sviluppare nuovi progetti educativi e divulgativi rivolti a bambini, famiglie e scuole.

Ogni contributo ricevuto viene reinvestito nelle attività dell’Osservatorio, permettendoci di continuare a creare occasioni di scoperta, meraviglia e avvicinamento alla scienza per il territorio e per le nuove generazioni.

Come arrivare all’Osservatorio del Chianti

Strada Provinciale 101, km 9.25 – Barberino Val d’Elsa (FI)

📍 Come arrivare:
Apri il percorso su Google Maps

Una volta lasciata l’auto al parcheggio, è necessario percorrere un sentiero di circa 300 metri seguendo le indicazioni “Osservatorio”.

Per preservare la qualità delle osservazioni astronomiche, il percorso non è illuminato.

Si consiglia di portare:

  • scarpe comode;
  • una torcia;
  • abbigliamento adeguato alla stagione.

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Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Vi aspettiamo per una serata in cui il cielo non sarà soltanto qualcosa da osservare, ma un’esperienza da vivere.

Open Day all’OPC – 3 appuntamenti tra scienza, arte e cielo stellato

Locandina di Open Day all'OPC del 27 giugno 2026 con Astrofiabe per bambini, visita alla mostra fotografica Sapiens di Etienne Pierart e serata AstronoMia con osservazione del cielo.

Sabato 27 giugno 2026, dalle ore 17:30, l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti apre eccezionalmente le proprie porte al pubblico per un pomeriggio e una serata dedicati alla scoperta, alla meraviglia e alla conoscenza.

L’Open Day all’OPC è pensato per famiglie, bambini, appassionati di astronomia, curiosi e visitatori che desiderano conoscere da vicino una delle realtà scientifiche più attive della Toscana. In un’unica giornata sarà possibile partecipare a tre eventi distinti che uniscono astronomia, fotografia, divulgazione scientifica e osservazione del cielo.

L’iniziativa si svolge presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, immerso nel suggestivo scenario del Parco Botanico del Chianti, e rappresenta un’occasione speciale per conoscere le attività di ricerca, divulgazione e citizen science che caratterizzano la missione dell’Osservatorio.

Prenota il tuo posto scrivendo a:
📧 info@osservatoriochianti.it

È possibile partecipare a uno o più appuntamenti della giornata. Ogni attività richiede una prenotazione dedicata.

Programma dell’Open Day all’OPC

Favole tra le stelle – La Luna e le fasi perdute

Ore 17:30 – 18:30

Il pomeriggio si apre con un nuovo appuntamento del ciclo Favole tra le stelle, dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni e condotto da Laura Saba e Alessandra Conti.

In questa avventura la Luna ha preso un forte raffreddore e, a forza di starnutire, ha perso tutte le sue fasi. Le costellazioni, preoccupatissime, partono allora per i quattro angoli del cielo alla ricerca delle fasi perdute, mentre un celebre dottore che viaggia a cavallo di una cometa cerca di guarire la Luna.

Attraverso una narrazione coinvolgente e un semplice laboratorio pratico, i bambini scopriranno cosa sono le fasi lunari e perché la Luna cambia aspetto durante il mese.

Per informazioni complete sul laboratorio, sul contributo volontario richiesto e sulle modalità di partecipazione visita la pagina:

👉 La Luna e le fasi perdute

👉 Prenotazioni: info@osservatoriochianti.it

Per conoscere tutte le attività dedicate alle famiglie e ai più piccoli, visita anche il nostro Programma Eventi 2026.

Mostra fotografica Sapiens di Etienne Pierart

Ore 18:30 – 19:30

L’Open Day prosegue con una visita guidata alla mostra fotografica Sapiens, realizzata dal fotografo e artista Etienne Pierart.

Attraverso immagini di grande impatto visivo, la mostra invita a riflettere sul rapporto tra l’essere umano e il pianeta che abita, stimolando una riflessione sul nostro ruolo all’interno degli ecosistemi naturali e della società contemporanea.

Arte, ambiente e consapevolezza si incontrano in un percorso che dialoga con la vocazione multidisciplinare dell’Osservatorio.

👉 Approfondimento sulla mostra:
Sapiens di Etienne Pierart – mostra fotografica all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti

La visita alla mostra è gratuita, ma è necessaria la prenotazione.

👉 Prenotazioni e informazioni complete: info@osservatoriochianti.it

Scopri anche i progetti di Arte e Scienza promossi dall’Osservatorio.

AstronoMIA – Una serata speciale sotto le stelle

Ore 21:00 – 23:30

La giornata si conclude con AstronoMIA, una delle esperienze più coinvolgenti proposte dall’Osservatorio.

La serata si apre con la conferenza del Direttore Scientifico Emanuele Pace dal titolo:

Le domande che l’Universo pone, le risposte che cerchiamo

Un incontro dedicato alle grandi domande che accompagnano l’umanità da sempre: il nostro posto nel cosmo, il valore della conoscenza scientifica e il significato della ricerca come strumento per comprendere meglio noi stessi e il mondo che ci circonda.

A seguire sarà possibile visitare le principali sezioni scientifiche dell’Osservatorio guidati dal team scientifico dell’Università di Firenze:

  • Astronomia
  • Meteorologia
  • Geofisica

I partecipanti potranno inoltre conoscere da vicino le attività di ricerca e monitoraggio svolte presso la struttura.

La serata culminerà con l’osservazione del cielo attraverso i telescopi dell’Osservatorio, incluso il prestigioso Telescopio Marcon, normalmente non disponibile durante le visite pubbliche ordinarie.

Si tratta quindi di un’occasione rara per osservare il cielo attraverso una delle principali strumentazioni scientifiche presenti nella struttura.

Per informazioni complete sull’evento, sul contributo volontario richiesto e sulle modalità di partecipazione visita la pagina:

👉 AstronoMIA

👉 Prenotazioni: info@osservatoriochianti.it

Perché partecipare all’Open Day all’OPC

L’Open Day dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti è un’occasione unica per:

  • partecipare a un laboratorio educativo dedicato ai bambini;
  • visitare una mostra fotografica di grande valore artistico e culturale;
  • incontrare ricercatori e divulgatori scientifici;
  • conoscere le attività dell’Osservatorio;
  • osservare il cielo con telescopi professionali;
  • accedere eccezionalmente al Telescopio Marcon;
  • vivere una serata tra scienza, arte e natura nel cuore del Chianti.

Informazioni utili

📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

🗓 Data: Sabato 27 giugno 2026

Orario: dalle 17:30 alle 23:30

🎟 Prenotazione obbligatoria per ciascun evento

Nella richiesta di informazioni e prenotazione si prega di indicare:

  • nome e cognome;
  • numero di partecipanti distinguendo tra adulti e minori di 10 anni;
  • evento o eventi ai quali si desidera partecipare;
  • eventuale età dei bambini per il laboratorio Astrofiabe.

I posti sono limitati a 20 per le Astrofiabe e 60 per AstronoMia. Le prenotazioni saranno accettate fino a esaurimento della disponibilità.

Per ogni attività è richiesto un contributo volontario minimo indicato nella relativa pagina che contiene tutte le informazioni.

📅 Consulta anche il Programma Eventi dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti per scoprire tutte le iniziative in programma.

Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti

Venerdì 12 giugno 2026 alle ore 21:30, all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, un nuovo appuntamento del ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica” con Niccolò Bucciantini dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri

Cosa accade quando una stella muore? Nel caso delle stelle di grande massa, la risposta è uno degli eventi più spettacolari e potenti dell’universo: una supernova. Un’esplosione immensa, capace di liberare in pochi istanti un’energia straordinaria, trasformando la fine di una stella nell’inizio di una nuova storia cosmica.

A questo tema sarà dedicato l’incontro “Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti”, in programma venerdì 12 giugno 2026 alle ore 21:30 presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, nell’ambito del ciclo di conferenze “Le Frontiere dell’Astrofisica”.

Il relatore della serata sarà Niccolò Bucciantini, ricercatore dell’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Firenze, esperto di stelle di neutroni, pulsar e resti di supernovae.

L’incontro è a ingresso libero e non occorre la prenotazione.

Le Frontiere dell’Astrofisica: un viaggio tra gli enigmi del cosmo

Il ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica” nasce per avvicinare il pubblico ai grandi temi della ricerca astronomica contemporanea, attraverso incontri con studiosi e ricercatori impegnati nello studio dell’universo.

La serata del 12 giugno porterà i partecipanti dentro uno dei capitoli più affascinanti dell’astrofisica moderna: la fine delle stelle massicce e la nascita di oggetti estremi come supernovae, raggi cosmici, pulsar, magnetar e stelle di neutroni.

Non sarà soltanto un racconto scientifico. Sarà anche un viaggio nella storia della conoscenza, perché le supernovae, nel corso dei secoli, hanno contribuito a cambiare il modo in cui osserviamo il cielo e comprendiamo il mondo che ci circonda.

Cosa sono le supernovae?

Le supernovae sono esplosioni stellari che segnano la fase finale della vita di alcune stelle. Quando una stella molto massiccia esaurisce il combustibile nucleare che la sostiene, il suo equilibrio interno si rompe. Il nucleo collassa, gli strati esterni vengono espulsi nello spazio e l’astro si illumina improvvisamente con una potenza enorme.

Per un breve periodo, una supernova può brillare quanto un’intera galassia. Non è soltanto una “morte” spettacolare, ma anche un processo fondamentale per l’evoluzione dell’universo. Attraverso queste esplosioni vengono infatti dispersi nello spazio molti elementi chimici pesanti, che diventeranno parte di nuove stelle, pianeti, rocce, oceani e, in ultima analisi, anche della vita.

Per approfondire il tema è possibile consultare anche la pagina divulgativa della NASA dedicata alle supernovae, che spiega perché queste esplosioni siano tra gli eventi più energetici osservabili nel cosmo.

I resti di supernova: ciò che rimane dopo l’esplosione

Dopo l’esplosione, nello spazio resta una struttura complessa e dinamica: il resto di supernova. Si tratta di una nube di gas e polveri in espansione, formata dal materiale espulso dalla stella e dalla sua interazione con l’ambiente circostante.

Questi resti non sono semplici tracce di un evento passato. Sono veri e propri laboratori naturali, dove gli astronomi possono studiare processi fisici estremi: onde d’urto, campi magnetici, particelle accelerate a velocità altissime e radiazioni emesse in diverse lunghezze d’onda, dalla luce visibile ai raggi X.

Durante la conferenza, Niccolò Bucciantini mostrerà come i resti di supernova siano collegati ad alcuni degli oggetti più enigmatici e affascinanti dell’universo: raggi cosmici, pulsar, magnetar e stelle di neutroni.

Pulsar, magnetar e stelle di neutroni

Quando il nucleo di una stella massiccia collassa, può formarsi una stella di neutroni: un oggetto incredibilmente denso, in cui una massa paragonabile a quella del Sole viene compressa in una sfera di poche decine di chilometri.

Alcune stelle di neutroni ruotano molto rapidamente ed emettono fasci di radiazione osservabili dalla Terra come impulsi regolari. Sono le pulsar, autentici fari cosmici che permettono agli scienziati di studiare la materia e la gravità in condizioni estreme.

Le magnetar, invece, sono stelle di neutroni dotate di campi magnetici potentissimi, tra i più intensi conosciuti nell’universo. Anche questi oggetti nascono dalla fine violenta di stelle massicce e rappresentano una delle frontiere più interessanti dell’astrofisica contemporanea. Per un’introduzione al tema si può consultare anche la pagina dell’ESA dedicata a stelle di neutroni, pulsar e magnetar.

Una storia intrecciata con il progresso scientifico

Le supernovae non sono importanti soltanto per ciò che accade nello spazio. La loro osservazione ha avuto un ruolo decisivo anche nella storia della scienza.

Nel corso dei secoli, l’apparizione improvvisa di “nuove stelle” nel cielo ha colpito astronomi, filosofi e osservatori di ogni epoca. Eventi di questo tipo hanno contribuito a mettere in discussione l’idea di un cielo immutabile, aprendo la strada a una visione più dinamica dell’universo.

Oggi, grazie ai telescopi moderni e agli strumenti spaziali, possiamo osservare le supernovae e i loro resti con un dettaglio senza precedenti. Eppure, molti enigmi restano aperti. Come vengono accelerate le particelle dei raggi cosmici? Quali meccanismi determinano la nascita di una pulsar o di una magnetar? Che cosa possono raccontarci questi oggetti sul futuro dell’astrofisica?

La conferenza offrirà al pubblico l’occasione di avvicinarsi a queste domande con un linguaggio chiaro, rigoroso e accessibile, nello spirito dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti: un luogo in cui ricerca scientifica, divulgazione e partecipazione della cittadinanza si incontrano.

Il relatore: Niccolò Bucciantini

A guidare il pubblico in questo viaggio sarà Niccolò Bucciantini, ricercatore presso l’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri.

Nato ad Agliana, in provincia di Pistoia, Bucciantini ha coltivato fin da giovane una profonda passione per l’astronomia. È stato tra i membri fondatori del locale gruppo astrofili e ha poi trasformato questa passione in un percorso scientifico di alto livello.

Dopo la laurea in Fisica e il Dottorato in Astronomia a Firenze, ha svolto attività di ricerca a Berkeley, negli Stati Uniti, e successivamente in Svezia. Oggi lavora all’Osservatorio di Arcetri, dove si occupa in particolare di stelle di neutroni, pulsar e resti di supernova.

Per conoscere meglio la sua attività scientifica è possibile visitare la pagina personale di Niccolò Bucciantini sul sito dell’Osservatorio di Arcetri.

Un dettaglio curioso rende ancora più speciale la sua storia: da qualche parte tra Marte e Giove, un pianetino porta il suo nome. Si tratta dell’asteroide 235999 Bucciantini, un riconoscimento simbolico che lega il suo percorso personale e professionale al cielo che ha sempre studiato.

In occasione della serata sarà possibile visitare anche la mostra “Sapiens”

In occasione dell’incontro, il pubblico potrà visitare anche la mostra “Sapiens” di Etienne Pierart, esposta presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti fino alla fine di settembre.

La mostra, dal titolo completo “Sapiens. Una umanità, molte vie evolutive”, propone un viaggio fotografico e culturale dedicato al popolo Dani della Papua Occidentale. Attraverso lo sguardo di Etienne Pierart, il percorso invita a riflettere sul significato di essere umani, sulle diverse forme di evoluzione culturale e sul rapporto tra progresso, comunità, ambiente e conoscenza.

La presenza della mostra arricchisce ulteriormente la serata, offrendo ai visitatori la possibilità di unire l’esperienza della conferenza astronomica a un percorso espositivo dedicato allo sguardo umano sul mondo e sul nostro posto nella natura.

Per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina dedicata alla mostra “Sapiens” all’OPC.

Informazioni pratiche sulla serata

Titolo dell’evento: Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti
Ciclo: Le Frontiere dell’Astrofisica
Relatore: Niccolò Bucciantini, INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Firenze
Data: Venerdì 12 giugno 2026
Orario: 21:30
Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
Ingresso: libero
Prenotazione: non necessaria
Mostra visitabile: “Sapiens” di Etienne Pierart, esposta all’OPC fino alla fine di settembre

Per informazioni sulle attività dell’Osservatorio, sulle visite e sugli eventi pubblici è possibile consultare la sezione Visita & Partecipa del sito OPC.

Come arrivare all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti si trova nel Comune di Barberino Tavarnelle, in Località Montecorboli, a circa 455 metri di altitudine, tra i vigneti del Chianti e a poco più di 1 km dal borgo medievale di San Donato in Poggio.

Indirizzo:
S.P. 101 di Castellina in Chianti Km 9,25
50028 Barberino Tavarnelle (FI)

Coordinate geografiche:
Latitudine: 43°31′24″ N
Longitudine: 11°14′44″ E

Per raggiungere l’OPC è consigliato arrivare in auto e impostare sul navigatore “Osservatorio Polifunzionale del Chianti” oppure l’indirizzo S.P. 101 di Castellina in Chianti Km 9,25, Barberino Tavarnelle.

L’Osservatorio si trova in posizione collinare, immerso nel paesaggio del Chianti e nel contesto del Parco Botanico del Chianti. Chi arriva da Firenze, Siena o dai comuni limitrofi può seguire le indicazioni per Barberino Tavarnelle e San Donato in Poggio, proseguendo poi verso la Strada Provinciale 101 di Castellina in Chianti.

Per indicazioni aggiornate, contatti e informazioni utili è possibile consultare la pagina ufficiale Dove siamo e contatti.

Contatti OPC:
Email: info@osservatoriochianti.it

Un incontro per scoprire la vita segreta delle stelle

“Morte e Resurrezione di una Stella: le Supernovae ed i loro resti” sarà un’occasione per guardare le stelle da una prospettiva diversa. Non come punti fissi e lontani, ma come protagoniste di una lunga evoluzione cosmica, fatta di nascita, trasformazione, morte e nuova creazione.

Le supernovae ci ricordano che l’universo non è immobile. È un luogo in continuo cambiamento, dove anche gli eventi più distruttivi possono generare nuove possibilità. Dalla fine di una stella possono nascere oggetti estremi, nuovi elementi chimici e nuove domande scientifiche.

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti invita appassionati di astronomia, curiosi, studenti e famiglie a partecipare a questa serata del ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica”, dedicata a uno dei fenomeni più potenti e affascinanti del cosmo.

Venerdì 12 giugno 2026, alle ore 21:30, l’OPC apre le sue porte per un viaggio tra esplosioni stellari, resti di supernova, pulsar e magnetar, per scoprire come la morte di una stella possa diventare l’inizio di una nuova storia nell’universo.

Vita extraterrestre intelligente?

Conferenza per il ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica”

Venerdì 22 maggio alle ore 21:00, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, si terrà una nuova conferenza del ciclo Le Frontiere dell’Astrofisica, dedicata a una delle domande più affascinanti della scienza contemporanea: esiste vita extraterrestre intelligente nell’universo?

L’incontro, dal titolo “Vita extraterrestre intelligente?”, sarà tenuto da Riccardo Claudi, astronomo associato all’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova e professore presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre.

👉 Scopri il programma completo delle attività dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Vita extraterrestre intelligente: una domanda scientifica, non solo immaginaria

La ricerca di vita extraterrestre intelligente accompagna l’umanità da molto tempo. Per secoli è stata soprattutto una domanda filosofica, letteraria, quasi immaginativa. Oggi, invece, è diventata anche una questione scientifica.

Chiedersi se esistano altre civiltà nel cosmo significa interrogarsi sulla nostra posizione nell’universo, sulla frequenza dei pianeti abitabili, sull’evoluzione della vita e sulla possibilità che, altrove, si siano sviluppate forme di intelligenza capaci di comunicare.

La conferenza “Vita extraterrestre intelligente?” ripercorrerà la nascita e l’evoluzione di questa ricerca, mostrando come astronomia, tecnologia e astrobiologia abbiano trasformato una grande domanda umana in un campo di studio sempre più rigoroso.

Dalle onde radio alla ricerca SETI

Un passaggio decisivo avvenne dopo la Seconda guerra mondiale. Lo sviluppo del radar, insieme al perfezionamento di antenne ed emettitori per le onde radio, aprì un nuovo modo di osservare lo spazio.

Nel 1959, gli scienziati Giuseppe Cocconi e Philip Morrison pubblicarono un articolo destinato a diventare fondamentale per la ricerca di intelligenze extraterrestri. La loro intuizione era semplice e potente: se vogliamo cercare civiltà tecnologicamente avanzate, dobbiamo provare ad ascoltare il cielo anche attraverso le onde radio.

Da questa idea nacque progressivamente il SETI, acronimo di Search for ExtraTerrestrial Intelligence, cioè la ricerca di intelligenza extraterrestre.

👉 Per approfondire il programma SETI:
SETI Institute

Scienza oltre la Cortina di Ferro

Uno degli aspetti più interessanti della storia del SETI è che questa ricerca si sviluppò in piena Guerra Fredda.

Stati Uniti e Unione Sovietica erano divisi dalla cosiddetta Cortina di Ferro, ma astronomi e scienziati di entrambi i blocchi iniziarono a porsi la stessa domanda: come potremmo comunicare con una civiltà extraterrestre?

In un periodo segnato dalla contrapposizione politica e militare, la possibilità di cercare intelligenze nel cosmo divenne anche un terreno di collaborazione scientifica.

La ricerca della vita extraterrestre intelligente, dunque, non riguarda solo lo spazio. Racconta anche qualcosa di noi: del nostro bisogno di superare confini, ascoltare segnali, immaginare interlocutori lontanissimi.

Il “grande silenzio” dell’universo

Nella storia del SETI ci sono stati segnali che hanno suscitato discussioni, entusiasmi e interpretazioni molto diverse.

Alcuni episodi sono stati letti con cautela, altri hanno acceso speranze più ottimistiche. Ma, fino a oggi, nessun segnale è stato confermato come prova certa dell’esistenza di una civiltà extraterrestre.

Per questo si parla spesso di uno “strano silenzio”: l’universo è immenso, le stelle sono miliardi, i pianeti sembrano molto comuni, eppure non abbiamo ancora ricevuto un messaggio riconosciuto come proveniente da un’altra intelligenza.

È proprio dentro questo silenzio che la scienza continua a lavorare.

Esopianeti e mondi abitabili: una nuova fase della ricerca

Il 1995 ha segnato una svolta decisiva: venne scoperto il primo pianeta extrasolare in orbita attorno a una stella simile al Sole.

Da allora, la ricerca sugli esopianeti è cresciuta enormemente. Oggi conosciamo oltre 6.000 pianeti confermati fuori dal Sistema Solare, secondo il catalogo NASA Exoplanet Archive.

Questa scoperta ha cambiato profondamente anche il SETI. Cercare vita intelligente non significa più puntare antenne verso il cielo in modo generico. Significa studiare sistemi planetari reali, individuare mondi potenzialmente abitabili, analizzare atmosfere, condizioni orbitali, composizioni chimiche e segnali osservabili.

👉 Approfondisci la ricerca sugli esopianeti:
NASA Exoplanets

Dalla ricerca di segnali alla moderna astrobiologia

Oggi la ricerca della vita extraterrestre intelligente non è più soltanto ascolto radio.

Le strategie si sono ampliate. Telescopi spaziali, grandi osservatori da terra, radiotelescopi sempre più sensibili e missioni dedicate permettono di esplorare il problema da molti punti di vista.

Si cercano possibili segnali artificiali, ma anche tracce indirette: atmosfere compatibili con processi biologici, pianeti nella zona abitabile, indizi chimici che possano suggerire la presenza di vita.

Il SETI, un tempo considerato una disciplina di confine e talvolta guardato con scetticismo, è oggi inserito in un quadro più ampio: quello dell’astrobiologia, la scienza che studia l’origine, l’evoluzione e la possibile diffusione della vita nell’universo.

La conferenza all’Osservatorio del Chianti

La conferenza “Vita extraterrestre intelligente?” sarà un’occasione per ripercorrere questa storia affascinante: dalle prime intuizioni sull’uso delle onde radio fino alle ricerche più recenti sugli esopianeti e sulla vita nel cosmo.

Durante l’incontro verranno affrontati temi come:

  • la nascita della radioastronomia moderna;
  • il ruolo di Cocconi e Morrison nella storia del SETI;
  • la ricerca di segnali provenienti da civiltà extraterrestri;
  • il significato scientifico del “silenzio” cosmico;
  • la scoperta degli esopianeti;
  • le nuove strategie dell’astrobiologia contemporanea.

👉 Scopri gli eventi scientifici e divulgativi dell’OPC:
Eventi Osservatorio del Chianti

Il relatore: Riccardo Claudi

Riccardo Claudi è astronomo in pensione, associato all’INAF – Osservatorio Astronomico di Padova, e professore presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università Roma Tre.

La sua attività scientifica è dedicata principalmente alla ricerca e caratterizzazione dei pianeti extrasolari e all’astrobiologia.

È membro dell’International Astronomical Union, dove risulta affiliato alla Divisione F, dedicata ai sistemi planetari e all’astrobiologia, e alla Divisione G, dedicata a stelle e fisica stellare.

👉 Profilo International Astronomical Union:
Riccardo U. Claudi – IAU

👉 Dipartimento di Matematica e Fisica – Università Roma Tre:
Università Roma Tre

Informazioni sull’evento

📅 Data: Venerdì [INSERIRE DATA]
🕘 Orario: 21:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
🎙️ Relatore: Riccardo Claudi
🔭 Ciclo: Le Frontiere dell’Astrofisica

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti si trova nel Comune di Barberino Tavarnelle, in località Montecorboli, sulla Strada Provinciale 101 per Castellina in Chianti. La pagina contatti del sito indica anche il telefono +39 366 3480974, attivo tutti i giorni dalle 17:00 alle 21:00, e l’indirizzo email info@osservatoriochianti.it.

👉 Come raggiungerci:
Contatti e indicazioni OPC

Perché partecipare

La domanda sulla vita extraterrestre intelligente è una delle più grandi che possiamo porci.

Non riguarda solo gli astronomi. Riguarda tutti.

Chiedersi se siamo soli nell’universo significa guardare la Terra da lontano, riconsiderare il valore della vita, comprendere quanto sia raro e prezioso il nostro pianeta.

Partecipare a questa conferenza significa entrare in una storia scientifica fatta di antenne, segnali, pianeti lontani, silenzi cosmici e nuove possibilità.

Perché cercare vita intelligente nello spazio non è solo cercare qualcuno là fuori.

È anche un modo per capire meglio chi siamo noi.

Il calendario astronomico

Conferenza per il ciclo “Le Frontiere dell’Astrofisica”

Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 21:00, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, si terrà una nuova conferenza del ciclo Le Frontiere dell’Astrofisica, dedicata proprio a questo tema affascinante: il calendario astronomico e la sua evoluzione nella storia umana.

L’incontro, dal titolo “Il Calendario fra Astronomia e Storia”, sarà tenuto da Maureen Hintz, docente di Fisica e Astronomia presso la Utah Valley University (USA).

👉 Scopri il programma completo delle attività dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

Il calendario astronomico: quando il cielo diventa misura del tempo

Il calendario astronomico nasce dall’osservazione dei movimenti del Sole, della Luna e delle stelle. Prima ancora della scrittura, le civiltà antiche avevano compreso che il cielo offriva una regolarità preziosa: cicli ripetibili, prevedibili, fondamentali per la sopravvivenza.

Strutture come Stonehenge o i complessi del Chaco Canyon dimostrano come il calendario astronomico fosse inciso nella pietra. In questi luoghi, la luce del Sole durante solstizi ed equinozi segnava momenti precisi dell’anno.

👉 Approfondisci il sito archeologico di Chaco Canyon:
Chaco Culture National Historical Park

Il calendario astronomico, quindi, non è solo uno strumento tecnico, ma una vera e propria conquista culturale. È il modo in cui l’umanità ha trasformato il cielo in un sistema di riferimento per la vita quotidiana.

Come funziona un calendario astronomico

Durante la conferenza verranno spiegati i principi fondamentali del calendario astronomico, partendo da tre elementi chiave:

  • Il giorno, basato sulla rotazione della Terra
  • Il mese, legato alle fasi della Luna
  • L’anno, determinato dalla rivoluzione della Terra attorno al Sole

Questi cicli naturali sono alla base di ogni calendario astronomico sviluppato nella storia.

Tuttavia, adattare questi cicli alla vita quotidiana non è semplice. Le differenze tra anno solare e calendario civile hanno portato nel tempo a numerose correzioni.

👉 Per approfondire il calendario gregoriano:
Calendario Gregoriano – Enciclopedia Treccani

Il calendario astronomico che utilizziamo oggi è il risultato di secoli di osservazioni, errori e riforme.

Dall’antichità al calendario moderno

Nel corso della conferenza, verrà ripercorsa l’evoluzione storica del calendario astronomico:

  • Le prime osservazioni delle civiltà antiche
  • Il calendario romano
  • La riforma del calendario giuliano
  • La nascita del calendario gregoriano

Ogni passaggio rappresenta un tentativo di allineare sempre meglio il tempo umano con il tempo cosmico.

Ed è proprio questo il punto più interessante: il calendario astronomico non è mai stato definitivo. È sempre stato una costruzione in evoluzione, un dialogo continuo tra osservazione scientifica e necessità sociale.

Un incontro tra astronomia e storia

La conferenza “Il Calendario fra Astronomia e Storia” rappresenta un’occasione unica per comprendere quanto il calendario astronomico sia parte integrante della nostra vita.

Non si tratta solo di numeri o date, ma di una visione del mondo.

Ogni civiltà ha costruito il proprio calendario astronomico, riflettendo il proprio rapporto con il cielo e con il tempo.

👉 Scopri gli eventi scientifici e divulgativi dell’OPC:
Eventi Osservatorio del Chianti

La relatrice: Maureen Hintz

Maureen Hintz è docente di Fisica e Astronomia presso la Utah Valley University (USA).

👉 Scopri il profilo accademico ufficiale di Maureen Hintz:
Profilo Maureen Hintz – Utah Valley University

Laureata alla Brigham Young University, ha dedicato la sua carriera all’insegnamento e alla divulgazione scientifica. Ha partecipato a programmi STEM per giovani studentesse e ricopre un ruolo attivo nella comunità astronomica internazionale.

È inoltre:

  • NASA Eclipse Ambassador
  • membro dell’Astronomical Society of the Pacific
  • membro dell’American Astronomical Society (Education Member)

La sua esperienza rende questa conferenza sul calendario astronomico accessibile, rigorosa e coinvolgente.

Informazioni sull’evento

📅 Data: Venerdì 17 aprile 2026
🕘 Orario: 21:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

👉 Come raggiungerci:
Contatti e indicazioni OPC

Perché partecipare

Il calendario astronomico è qualcosa che utilizziamo ogni giorno, spesso senza pensarci.

Eppure, dietro ogni data, c’è una storia lunga millenni fatta di osservazioni, intuizioni e tentativi di comprendere il cosmo.

Partecipare a questa conferenza significa fermarsi un attimo e guardare quel sistema con occhi diversi.

Perché il calendario astronomico non è solo un modo per organizzare il tempo.
È il modo in cui abbiamo imparato a leggerlo.

I 5 sensi delle piante

I cinque sensi delle piante nella locandina delle Frontiere della Scienza con grande albero illuminato dal sole simbolo della percezione vegetale.

Conferenza per le Frontiere della Scienza

I 5 sensi delle piante rappresentano una delle frontiere più sorprendenti della scienza contemporanea.

Venerdì 24 aprile 2026 alle ore 21:00, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, si terrà un nuovo appuntamento del ciclo Le Frontiere della Scienza, dedicato proprio a questo tema affascinante: i 5 sensi delle piante e il loro modo di interagire con l’ambiente.

L’incontro sarà tenuto da Annamaria Ranieri, Professore Ordinario di Chimica Agraria presso l’Università di Pisa.

👉 Scopri il programma completo delle attività dell’Osservatorio:
Osservatorio Polifunzionale del Chianti

I 5 sensi delle piante: una nuova prospettiva sulla natura

Quando pensiamo ai sensi, immaginiamo occhi, orecchie, naso, lingua e pelle. Ma le piante?

I 5 sensi delle piante esistono, anche se funzionano in modo completamente diverso da quelli degli animali. Le piante non possiedono un sistema nervoso, eppure sono in grado di percepire il mondo che le circonda e reagire in modo sofisticato.

Questo cambia profondamente il nostro modo di guardare alla natura: le piante non sono organismi passivi, ma sistemi complessi, sensibili e adattivi.

👉 Approfondisci il tema della comunicazione tra piante:
Plant communication – National Geographic

Il tatto: quando le piante “sentono” il contatto

Uno degli aspetti più sorprendenti dei cinque sensi delle piante è la loro capacità di percepire il contatto fisico.

Un esempio straordinario è la Dionea muscipula, conosciuta come Venere acchiappamosche, che chiude rapidamente le sue foglie quando un insetto sfiora i peli sensibili sulla superficie.

Questo tipo di risposta dimostra che le piante possono rilevare stimoli meccanici e reagire in modo immediato.

La vista: il rapporto tra piante e luce

Le piante non hanno occhi, ma possiedono fotorecettori in grado di percepire la luce.

Grazie a questo “senso”, le piante orientano la loro crescita verso la fonte luminosa, in un fenomeno noto come fototropismo.

Non solo: riescono a distinguere intensità, direzione e qualità della luce, adattando il proprio sviluppo in modo preciso.

👉 Scopri di più sul fototropismo:
Fototropismo – Enciclopedia Treccani

Olfatto e gusto: il linguaggio chimico delle piante

Tra i 5 sensi delle piante, quelli legati alla chimica sono forse i più sofisticati.

Le piante sono in grado di:

  • rilevare sostanze presenti nell’aria e nel suolo
  • riconoscere la presenza di predatori
  • attivare meccanismi di difesa

Quando attaccate da insetti, possono rilasciare composti chimici per respingerli o addirittura per “avvisare” altre piante vicine.

Questo sistema di comunicazione invisibile rappresenta una vera e propria rete di informazione biologica.

L’udito: un senso ancora misterioso

Alcuni studi suggeriscono che le piante possano percepire vibrazioni.

Questo possibile “udito” permetterebbe loro di reagire a stimoli ambientali ancora poco compresi. Tuttavia, si tratta di un campo di ricerca in evoluzione, che apre nuove domande sul funzionamento dei cinque sensi delle piante.

Un incontro tra scienza, ambiente e futuro

La conferenza “I 5 sensi delle piante” offre uno sguardo nuovo sul mondo vegetale.

Comprendere i 5 sensi delle piante significa anche ripensare il nostro rapporto con l’ambiente, l’agricoltura e la sostenibilità.

👉 Scopri gli eventi scientifici dell’Osservatorio:
Eventi Osservatorio del Chianti

La relatrice: Annamaria Ranieri

Annamaria Ranieri è Professore Ordinario di Chimica Agraria presso l’Università di Pisa.

👉 Scopri il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Pisa:
Università di Pisa – Scienze Agrarie

Nel corso della sua carriera ha svolto attività di ricerca e insegnamento a livello nazionale e internazionale, partecipando a numerosi progetti scientifici.

La sua ricerca si concentra su:

  • metabolismo delle piante in condizioni di stress
  • composti chimici coinvolti nei meccanismi di difesa
  • sostanze con effetti benefici per la salute umana

Ha inoltre contribuito allo studio delle piante alofite come risorsa per affrontare le sfide legate alla salinità dei suoli e alla sicurezza alimentare.

È membro dell’Accademia dei Georgofili e Vice Delegato dell’Accademia Italiana della Cucina (Delegazione di Pisa).

Informazioni sull’evento

📅 Data: Venerdì 24 aprile 2026
🕘 Orario: 21:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti

👉 Come raggiungerci:
Contatti e indicazioni OPC

Perché partecipare

I 5 sensi delle piante non sono solo una curiosità scientifica.

Sono una chiave per comprendere meglio il mondo naturale e il nostro posto al suo interno.

Partecipare a questa conferenza significa scoprire che ciò che sembra immobile è in realtà profondamente attivo, sensibile e in continuo dialogo con l’ambiente.

E forse, dopo questo incontro, guarderai un albero con occhi diversi. 🌱

Tempo e Gravità

Venerdì 24 ottobre 2025, ore 21:00
con Guglielmo Maria Tino (Università degli Studi di Firenze)

Riprende la stagione di incontri all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, e con essa il filo di una riflessione che attraversa da tempo le attività dell’Osservatorio: il tema del tempo.
Non solo come misura o dimensione fisica, ma come esperienza condivisa, ritmo dell’universo e mistero che unisce l’essere umano alla natura che lo circonda.

La conferenza “Tempo e Gravità: da Galileo ai sensori quantistici con atomi ultrafreddi”, tenuta dal prof. Guglielmo Maria Tino, inaugura il nuovo ciclo di incontri de Le Frontiere dell’Astrofisica, e si inserisce nel progetto biennale “Arte nel Paesaggio”, a cura di Giada Rodani e Jade Vlietstra, che ospita presso l’OPC la mostra Time Gravity, con opere di Sophie Ko e Luca Pozzi (visitabile fino al 30 novembre 2025).
Un’occasione preziosa per intrecciare i linguaggi dell’arte e della scienza, esplorando insieme una delle questioni più affascinanti del pensiero umano: la natura del tempo e il suo legame profondo con la gravità.


Dalle intuizioni di Galileo alle tecnologie del futuro

A più di quattro secoli dalla nascita di Galileo Galilei, le sue intuizioni continuano a risuonare come una bussola per la conoscenza.
Con i suoi esperimenti sul moto dei corpi, Galileo ha aperto la strada alla comprensione moderna del tempo e del movimento, ponendo le basi della fisica classica e, indirettamente, della relatività.
Oggi, le domande che egli sollevò trovano nuova vita nei laboratori di ricerca più avanzati del mondo, dove la gravità e il tempo vengono studiati con strumenti che avrebbero superato ogni sua immaginazione.

Il professor Guglielmo Maria Tino, fisico sperimentale di fama internazionale e docente di Fisica della Materia all’Università di Firenze, guiderà il pubblico in un viaggio che parte dalle intuizioni di Galileo per arrivare agli strumenti della fisica quantistica contemporanea: interferometri atomici, sensori gravitazionali e orologi atomici capaci di misurare variazioni di tempo e campo gravitazionale con precisione infinitesimale.

Attraverso l’uso della luce laser e la manipolazione di atomi ultrafreddi, portati a temperature prossime allo zero assoluto, questi strumenti permettono oggi di osservare il comportamento della materia in condizioni estreme e di testare i limiti stessi delle teorie della fisica.
Si tratta di esperimenti che, in un certo senso, realizzano concretamente gli esperimenti mentali di Galileo, quelli che egli poteva solo immaginare.
Oggi, grazie alle tecnologie quantistiche, il tempo può essere misurato non più soltanto in secondi, ma in vibrazioni di luce, e la gravità può essere esplorata attraverso la coerenza degli atomi sospesi in un vuoto perfetto.


Il tempo come misura e come esperienza

Il fascino di questa conferenza non risiede soltanto nei risultati della ricerca, ma nel modo in cui essa ci invita a ripensare la nostra percezione del tempo.
Nella fisica moderna, tempo e gravità non sono più grandezze indipendenti: si intrecciano, si curvano, si influenzano a vicenda.
Come ci ha insegnato Einstein, la gravità non è una forza che agisce a distanza, ma la curvatura stessa dello spazio-tempo.
E in questa curvatura, la materia e la luce disegnano la forma del cosmo, determinando anche la direzione del nostro vivere.

Il dialogo con l’arte, promosso dal progetto Arte nel Paesaggio e dalla mostra Time Gravity, amplifica questa riflessione.
Gli artisti Sophie Ko e Luca Pozzi affrontano infatti il tema del tempo da prospettive complementari: l’una attraverso materiali che si trasformano nel tempo, evocando la caducità e la memoria, l’altro intrecciando le leggi della fisica contemporanea con la narrazione visiva e la dimensione simbolica.
La scienza misura il tempo; l’arte lo racconta. Insieme, ci aiutano a comprendere la nostra posizione nel flusso dell’universo.


Il relatore: Guglielmo Maria Tino

Fisico sperimentale di riconosciuto prestigio, Guglielmo Maria Tino si è laureato in Fisica all’Università di Napoli nel 1987 e ha conseguito il dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1992.
Ha trascorso lunghi periodi di ricerca alla École Normale Supérieure di Parigi e al NIST/JILA di Boulder, in Colorado, collaborando con alcuni dei più importanti centri internazionali di fisica atomica.
Dal 2001 è professore ordinario di Fisica della Materia all’Università di Firenze. È associato al LENS (European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy), al CNR-INO e all’INFN, e la sua attività di ricerca si concentra su test di fisica gravitazionale con atomi ultrafreddi, interferometria atomica e misura del tempo con orologi atomici.


Un appuntamento tra scienza, arte e meraviglia

La conferenza del 24 ottobre inaugura così una nuova stagione di incontri dedicati al dialogo tra scienza e arte, cuore della missione dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti: un luogo dove il sapere si condivide sotto le stelle, e dove la ricerca diventa racconto, immaginazione e ascolto.
Un invito a rallentare, a osservare, a lasciarsi stupire dalla precisione del pensiero e dalla bellezza dell’universo.

📍 Osservatorio Polifunzionale del Chianti – Località Montecorboli, Barberino Tavarnelle (FI)
🎟️ Ingresso libero e gratuito
🖼️ La mostra “Time Gravity” è visitabile fino al 30 novembre 2025
🔭 Per il programma completo delle conferenze, visita la pagina Frontiere dell’Astrofisica

FRONTIERE DELL’ASTROFISICA

Locandina di Frontiere dell'Astrofisica con una galassia e pubblico in filigrana che la ammira.

Le Frontiere dell’Astrofisica è molto più di un ciclo di conferenze: è un invito ad attraversare i confini del sapere, là dove la curiosità incontra la meraviglia e la ricerca scientifica si fa racconto.
L’iniziativa nasce dal gruppo scientifico della Sezione Astronomia dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti (OPC), nell’ambito delle attività di Terza Missione del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di portare la scienza fuori dai laboratori e condividerla con tutti — studenti, appassionati, sognatori, cittadini.

Il programma è curato dal prof. Ruggero Stanga, che da anni guida con passione la divulgazione scientifica legata all’OPC, mentre la parte tecnica e organizzativa è seguita dal dott. Lorenzo Betti, garanzia di precisione e entusiasmo operativo.

Ogni conferenza è pensata come un viaggio collettivo: un momento in cui la scienza si racconta con linguaggio accessibile e profondità autentica, aprendo spazi di riflessione che uniscono mente e immaginazione.

L’accesso è libero, senza bisogno di prenotazione, perché la conoscenza deve essere un bene condiviso.
Tutti gli incontri sono gratuiti: organizzatori e relatori partecipano a titolo volontaristico, mossi dal desiderio di rendere la scienza un’esperienza viva, aperta e inclusiva.

Chi lo desidera può sostenere il progetto con una donazione, contribuendo così a migliorare l’offerta culturale e a rendere l’Osservatorio un punto di riferimento sempre più vitale per la comunità e per chi guarda il cielo con curiosità e meraviglia.


Format

Le Frontiere dell’Astrofisica si svolgono un venerdì al mese, quando il buio del Chianti si riempie di stelle e il silenzio diventa il miglior alleato dell’ascolto.
Gli incontri iniziano alle 21:00 nei mesi invernali e alle 21:30 in primavera ed estate, presso l’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, in località Montecorboli.

Ogni conferenza dura circa un’ora, seguita da uno spazio aperto di domande e confronto libero, che spesso si trasforma in una conversazione spontanea tra pubblico e relatori — scienziati, fisici, astrofili — accomunati dallo stesso desiderio di comprendere l’universo.

Per chi non potrà essere presente, tutte le serate saranno registrate e pubblicate sul canale YouTube dell’OPC, così che il sapere possa continuare a circolare e raggiungere nuovi sguardi.

Partecipare significa entrare in un dialogo diretto con la scienza contemporanea, ma anche vivere la straordinaria atmosfera dell’Osservatorio: un luogo dove il cielo non è solo da osservare, ma da comprendere, ascoltare e, in fondo, da abitare.


Il programma 2025–2026

Il ciclo Frontiere dell’Astrofisica prevede 10 conferenze distribuite da ottobre 2025 a luglio 2026, con relatori provenienti da università e istituti di ricerca italiani e internazionali.

Il programma completo sarà pubblicato a breve su questo sito.

Nel frattempo, annunciamo con piacere le prime tre conferenze, collegate alla mostra Time GravityBiennale di Arte nel Paesaggio, visitabile fino al 30 novembre 2025 presso l’OPC — che approfondiscono, da prospettive scientifiche e filosofiche, il tema del tempo e della gravità.


Programma delle prime conferenze

📅 Venerdì 24 Ottobre – H. 21:00

Guglielmo Tino – Università degli Studi di Firenze
“Tempo e Gravità: da Galileo ai sensori quantistici con atomi ultrafreddi”

Un viaggio che attraversa quattro secoli di ricerca, dalle intuizioni di Galileo fino alle più recenti applicazioni della fisica quantistica per lo studio della gravità.


📅 Venerdì 7 Novembre – H. 18:30

Presentazione del catalogo bilingue del progetto biennale Arte nel Paesaggio – Time Gravity,
a cura di Giada Rodani e Jade Vlietstra (Ed. Metilene), alla presenza delle curatrici e degli artisti.

A seguire:
Presentazione di “LOOPS”, graphic novel (Ed. Bao Publishing) scritta da Luca Pozzi e illustrata da Elisa Macellari, ispirata a una conversazione con il fisico teorico Carlo Rovelli.
Alla presenza degli autori.

H. 20:00 – Intervallo

H. 21:00 – Conferenza:
Catalin Frosin – INFN Firenze
“L’arte di ascoltare le particelle: un viaggio alla scoperta dei muoni”

Un incontro per esplorare il modo in cui l’astrofisica moderna “ascolta” l’universo attraverso le particelle, rivelando le voci invisibili del cosmo.


📅 Venerdì 14 Novembre – H. 21:00

Lorenzo De Piccoli – Università di Pisa / Università di Firenze
“Una specie di numero. Rappresentazioni del tempo nella scienza occidentale”

Un’indagine sul modo in cui la scienza occidentale ha cercato di misurare, comprendere e rappresentare il tempo — tra filosofia, matematica e cosmologia.


Informazioni pratiche

📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti, Località Montecorboli, Barberino Tavarnelle (FI)
🎟️ Ingresso libero e gratuito, non è richiesta prenotazione
📺 Conferenze registrate sul canale YouTube: Osservatorio del Chianti


© 2025 Osservatorio Polifunzionale del Chianti — Sezione Astronomia
Progetto “Frontiere dell’Astrofisica” — in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze

ALTRI SOLI: 30 anni dopo il primo esopianeta – CANCELLATO

✨ Celebrazione dei 30 anni dalla scoperta del primo esopianeta

Pianeti intorno a una stella di tipo Sole per celebrare la scoperta del primo esopianeta.

ATTENZIONE! L’EVENTO E’ CANCELLATO!

📍 Osservatorio Polifunzionale del Chianti – Montecorboli, Barberino Tavarnelle (FI)

🗓 Sabato 25 ottobre 2025 – ore 21:00

🎟 Ingresso gratuito su prenotazione (posti limitati)

🌠 L’evento

Il 6 ottobre 1995, a Firenze, durante la conferenza internazionale Cool Stars, Stellar Systems and the Sun (IX) presso l’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, gli astronomi Michel Mayor (svizzero) e Didier Queloz (francese) annunciarono la scoperta del primo esopianeta: una scoperta che avrebbe cambiato per sempre la nostra visione dell’universo: la rilevazione di 51 Pegasi b, il primo pianeta mai trovato attorno a una stella simile al Sole.

Fu la nascita della scienza degli esopianeti – mondi lontani che orbitano attorno ad altri soli, ciascuno con la propria orbita, la propria luce, il proprio mistero.
Da quel giorno l’umanità ha compreso che il nostro sistema planetario non è un’eccezione, ma solo uno tra miliardi di possibilità cosmiche.

Trent’anni dopo, torniamo sotto il cielo del Chianti per celebrare quella scoperta e raccontare come oggi, proprio da qui, continua la ricerca di nuovi mondi.
L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti (OPC) partecipa a programmi internazionali di osservazione di esopianeti, e in occasione del trentennale lancia un nuovo progetto di citizen science dedicato a tutti gli appassionati.

🔭 Exoclock-OPC: la citizen science nel Chianti

Durante la serata sarà presentato ufficialmente Exoclock-OPC, il nuovo progetto di citizen science dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Un’iniziativa aperta ad astrofili e appassionati con telescopio, per contribuire con vere osservazioni di transiti di esopianeti alla rete internazionale ExoClock, che supporta la missione ARIEL dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Chi partecipa potrà:

  • osservare transiti di esopianeti con la propria strumentazione;
  • inviare i propri dati al network ExoClock;
  • ricevere formazione e supporto tecnico dall’OPC;
  • diventare parte attiva della ricerca scientifica sugli altri mondi.

Il cielo non è più solo da guardare: è uno spazio in cui partecipare.

🌠 Perché il 25 ottobre

L’evento si tiene sabato 25 ottobre 2025, alcune settimane dopo l’anniversario ufficiale del 6 ottobre, per garantire la massima partecipazione del pubblico e condizioni ideali di osservazione.
In quella notte la Luna sarà quasi nuova, regalando un cielo scuro e limpido: perfetto per celebrare, con lo sguardo rivolto verso le stelle, l’eredità di quella scoperta nata proprio in Toscana.

🌟 Momenti della serata

🔭 Ore 21:00 – Accoglienza e introduzione
Benvenuto ai partecipanti e ricordo della conferenza “Cool Stars IX” di Firenze, dove nacque la moderna scienza degli esopianeti.

🌌 Ore 21:10 – Conferenza “Altri Soli: trent’anni dopo la scoperta del primo esopianeta”
A cura di Emanuele Pace, Università di Firenze
Un viaggio tra scienza, storia e immaginazione: dalla scoperta del primo esopianeta, 51 Pegasi b, alle nuove missioni spaziali, passando per il lavoro dell’Osservatorio del Chianti e il ruolo crescente della citizen science.

🌠 Ore 22:10 – Visita alla cupola astronomica e osservazione al telescopio
Visita guidata alla cupola dell’Osservatorio Polifunzionale del Chianti con il suo grande Telescopio Marcon, in cui scoprirai come il team degli astrofisici osserva gli esopianeti.
In caso di cielo coperto, verranno mostrati dati e immagini reali delle osservazioni scientifiche condotte dall’OPC.

🌙 Informazioni pratiche

📅 Data: Sabato 25 ottobre 2025
🕘 Orario: 21:00 – 23:00
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
Località Montecorboli – Barberino Tavarnelle (FI)

🎟 Ingresso gratuito – prenotazione obbligatoria
🚨 Massimo 40 posti disponibili
📧 Info e prenotazioni: info@osservatriochianti.it
🌐 Facebook: OPC – Osservatorio Polifunzionale del Chianti

💫 Sostieni le iniziative dell’Osservatorio

La partecipazione all’evento è gratuita, ma chi lo desidera potrà lasciare un contributo volontario a sostegno dei progetti dell’Osservatorio.
In particolare, stiamo raccogliendo fondi per la realizzazione di una nuova cupola astronomica, che ospiterà un telescopio Celestron C14 dedicato alle attività di ricerca e divulgazione.

Questa nuova struttura permetterà di ampliare l’offerta osservativa e didattica dell’OPC, mettendo a disposizione della comunità strumenti ancora più potenti per esplorare il cielo, osservare gli esopianeti e avvicinare nuove generazioni di curiosi e appassionati.

Ogni contributo, anche piccolo, è un gesto concreto per costruire insieme un luogo dove la meraviglia diventa conoscenza.

💫 Una notte per guardare altri soli

“Trent’anni fa, sulle colline di Firenze, scoprimmo che il nostro Sole non era solo.
La scoperta del primo esopianeta apriva una nuova era di entusiasmante ricerca
Oggi, sotto il cielo del Chianti, possiamo cercare insieme altri soli
e forse, altre vite che guardano le stelle come noi.”

La ricerca della vita su Marte

Venerdì 18 luglio 2025 ore 21.30.

Osservatorio Polifunzionale del Chianti – Barberino Tavarnelle (FI).

Prosegue il ciclo delle conferenze “Le Frontiere dell’Astrofisica” con Teresa Fornaro dell’INAF, Osservatorio Astrofisico di Arcetri, e la conferenza dal titolo “La ricerca della vita su Marte”.

Tema della serata: alla ricerca delle evidenze sulle condizioni per la vita sul pianeta Marte, da anni al centro dei programmi di esplorazione planetaria.

Siamo soli nell’Universo? Per cercare una risposta, gli scienziati guardano a Marte, che miliardi di anni fa possedeva ambienti simili a quelli in cui sulla Terra è nata la vita. In quelle condizioni favorevoli, potrebbero essersi sviluppate forme di vita semplici, poi estinte quando il pianeta è diventato un deserto arido e gelido, oppure forse ancora nascoste in nicchie abitabili nel sottosuolo. Anche in caso di estinzione, eventuali tracce della loro esistenza potrebbero essere rimaste impresse nelle rocce più antiche, straordinariamente preservate su Marte grazie all’assenza della tettonica a placche che, sulla Terra, ha cancellato gran parte delle testimonianze delle origini della vita. In questo incontro faremo un viaggio tra le missioni spaziali che stanno cercando segni di vita sul Pianeta Rosso, per scoprire cosa sappiamo finora… e cosa potremmo ancora trovare.

Chi è Teresa Fornaro?

Teresa Fornaro è una scienziata italiana, ricercatrice presso l’INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri a Firenze, dove fa parte del Laboratorio di Astrobiologia. La sua attività di ricerca si concentra sull’astrobiologia, una disciplina che esplora le origini della vita e la possibilità della sua esistenza altrove nel cosmo. In particolare, Teresa studia le interazioni fisico-chimiche tra molecole organiche e superfici minerali, cercando di comprendere come tali processi possano aver favorito la transizione dalla chimica inorganica alla biochimica in ambienti prebiotici, sia sulla Terra primordiale che su altri corpi del Sistema Solare.

Il suo percorso accademico è solido e brillante. Si è laureata con lode e distinzione in Chimica presso la prestigiosa Scuola Normale Superiore di Pisa, specializzandosi in spettroscopia computazionale applicata a sistemi molecolari di interesse astrobiologico. Nel 2016 ha conseguito il dottorato di ricerca, dando inizio a una carriera internazionale che l’ha portata anche negli Stati Uniti, dove ha svolto attività post-dottorali alla Carnegie Institution for Science di Washington D.C., dirigendo un laboratorio focalizzato sulle interazioni tra molecole organiche e minerali in contesti planetari.

Uno degli aspetti più affascinanti del suo lavoro riguarda il coinvolgimento diretto nelle missioni spaziali su Marte. Dal 2020, infatti, Teresa Fornaro è l’unica italiana selezionata come Participating Scientist della missione NASA Mars 2020, con il rover Perseverance. In questo contesto, contribuisce all’interpretazione dei dati raccolti dagli strumenti SuperCam e SHERLOC, progettati per rilevare composti organici e minerali nel suolo marziano. L’obiettivo è ambizioso: identificare tracce che possano suggerire una passata (o presente) attività biologica sul Pianeta Rosso.

In precedenza, aveva già collaborato con la missione Mars Science Laboratory (Curiosity), studiando campioni analoghi al suolo marziano per supportare lo strumento SAM (Sample Analysis at Mars). Inoltre, è Co-Investigator dello strumento MOMA (Mars Organic Molecule Analyzer), che farà parte della missione ExoMars dell’Agenzia Spaziale Europea. Il suo ruolo in questi progetti è cruciale per ottimizzare le strategie di rilevazione e analisi delle molecole organiche, attraverso esperimenti di laboratorio e modelli teorici.

Il valore della sua ricerca e del suo contributo scientifico è stato riconosciuto a livello nazionale: nel 2021, Teresa Fornaro è stata insignita dal Presidente della Repubblica Italiana del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per meriti acquisiti nel campo della ricerca e della scienza.

Accanto alla sua attività scientifica, Teresa è molto attiva anche nella divulgazione scientifica, partecipando a conferenze, TEDx e programmi televisivi, in cui racconta con passione la sua esperienza come “detective della vita su Marte”.

Teresa Fornaro rappresenta oggi un punto di riferimento nell’ambito dell’astrobiologia italiana e internazionale, contribuendo con il suo lavoro alla grande sfida dell’esplorazione spaziale e alla ricerca delle origini della vita nel cosmo.


Programma

  • h 21:30 Intro (Emanuele Pace – Università di Firenze, Osservatorio Polifunzionale del Chianti)
  • h 21:35 – 22:35 Conferenza (Teresa Fornaro – INAF, Osservatorio Astrofisico di Arcetri)
  • h 22:40 – 23:00 Domande (Moderatore: Emanuele Pace – Università di Firenze, Osservatorio Polifunzionale del Chianti)

Come partecipare

Evento in presenza, ingresso libero, gratuito, senza prenotazione.

Come arrivare

Lascia l’auto al parcheggio, da li inizia un sentiero lungo circa 300 mt. con indicazioni “Osservatorio”. Il sentiero non è illuminato per evitare ogni forma di inquinamento luminoso. Porta quindi scarpe comode e una torcia.

Indirizzo:  Osservatorio Polifunzionale del Chianti, Strada Provinciale Castellina in Chianti 101 KM 9,25, 50028 Barberino Val d’Elsa, Firenze

Indicazioni parcheggio:
https://goo.gl/maps/LCsDkL8VNVdD6K736

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Sex Fiction: sesso, amore e dintorni nella fantascienza

Conferenza divulgativa di Alessandro Natali e Roberto Comi


📅 Venerdì 11 luglio 2025 – 🕗 Ore 21:30
📍 Osservatorio Polifunzionale del Chianti – Barberino Tavarnelle (FI)
🎫 Ingresso libero – senza prenotazione


Di cosa si tratta?

Cosa succede quando la fantascienza guarda al desiderio, all’intimità e alle relazioni?
Quanto c’è di umano in un amore tra androidi? Come cambia l’erotismo in una società post-umana? E cosa raccontano alieni e intelligenze artificiali delle nostre paure e fantasie più profonde?

Ne parliamo in “Sex Fiction: sesso, amore e dintorni nella fantascienza”, una conferenza divulgativa con Alessandro Natali e Roberto Comi, che ci condurrà in un viaggio originale e coinvolgente attraverso libri, film, serie TV e immaginari del futuro.


Un viaggio tra i corpi del futuro

Dalle relazioni interspecie agli amori virtuali, dai tabù sessuali ai nuovi modelli affettivi resi possibili dalla tecnologia, la fantascienza è da sempre un laboratorio per esplorare ciò che ci rende umani.

Un’occasione per riflettere – con curiosità e ironia – su come il desiderio si trasforma in società immaginarie, su cosa significa amare in un mondo post-biologico, e su come l’immaginario fantascientifico rifletta le nostre ansie, le nostre utopie e i nostri desideri più profondi.

👾 Un evento tra il serio e il faceto, tra provocazione e riflessione, accessibile e senza tecnicismi, pensato per:

  • appassionati di fantascienza
  • amanti della cultura pop
  • curiosi di psicologia, filosofia e nuove forme di relazione
  • chiunque voglia guardare al futuro… parlando del presente

Informazioni pratiche

📍 Luogo
Osservatorio Polifunzionale del Chianti
Strada Provinciale 101, Barberino Tavarnelle (FI)

📅 Data e ora
Venerdì 11 luglio 2025 – ore 21:30

🎫 Ingresso gratuito
L’evento è aperto a tutti e non è richiesta prenotazione.

📞 Contatti
📧 associazioneamiciopc@gmail.com
📱 351 438 4400 (orari: 17:00 – 21:00)

Imago urbis futurae: la città nella fantascienza

🌆 Conferenza divulgativa di Roberto Comi

🗓 Venerdì 4 luglio 2025 – ore 21:30
📍 Osservatorio Polifunzionale del Chianti
🎟 Ingresso libero – non è necessaria la prenotazione

La città: specchio dell’Umano, laboratorio del Futuro

L’umanità ha sempre costruito attorno a sé luoghi che riflettessero la propria identità, i propri bisogni e i propri sogni. La città, da sempre, incarna questo desiderio: luogo di relazioni, scambi, cultura, ma anche di conflitti, contrasti e sfide ambientali e sociali.
La fantascienza, in quanto genere che esplora i limiti del possibile e dell’immaginabile, ha dedicato ampio spazio alla rappresentazione della città futura, offrendoci visioni tanto utopiche quanto distopiche, capaci di interrogare il presente attraverso la lente del futuro.

In questa conferenza, Roberto Comi, medico cardiologo e presidente dell’Associazione Amici dell’OPC, ci guiderà in un percorso affascinante tra parole, immagini e suggestioni cinematografiche, per esplorare come l’immaginazione fantascientifica ha pensato – e pensa – l’organizzazione sociale dell’uomo e il suo impatto sul pianeta.

Un evento all’OPC: dove il sapere incontra la meraviglia

L’Osservatorio Polifunzionale del Chianti è molto più di un centro di ricerca scientifica: è un luogo di incontro, contaminazione e dialogo tra saperi. Qui, la scienza si intreccia con l’arte, la filosofia, la letteratura; la passione degli appassionati si affianca all’esperienza dei ricercatori, e la partecipazione pubblica è al centro di ogni iniziativa.
Crediamo in una visione della cultura a tutto tondo, che parta dall’Uomo e dal suo desiderio profondo di conoscenza, per arrivare a comprendere la complessità del mondo, del cosmo e delle nostre stesse società.

Proprio in questo spirito nasce e si inserisce la conferenza “Imago urbis futurae”, che unisce la riflessione urbanistica e sociale con la tensione cosmica e immaginifica della fantascienza. Un’occasione per ripensare la città come spazio non solo fisico, ma anche simbolico, esistenziale e culturale.

Perché partecipare

✨ Per lasciarsi affascinare da visioni del futuro che parlano del nostro presente
📚 Per scoprire nuove connessioni tra scienza, arte, cinema e società
👥 Per condividere pensieri e passioni in un contesto aperto, inclusivo e stimolante
🌌 Per vivere l’Osservatorio come uno spazio culturale vivo, in cui ognuno può sentirsi parte del sapere

Informazioni

📅 Data: Venerdì 4 luglio 2025
🕤 Orario: 21:30
📍 Luogo: Osservatorio Polifunzionale del Chianti
🎟 Ingresso gratuito – non è necessaria prenotazione
📧 Email: associazioneamiciopc@gmail.com
📞 Telefono: 351 438 4400

Trovi informazioni anche su

La vita nell’universo e tutto quanto

Venerdì 6 giugno 2025 ore 21.30.

Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Prosegue il ciclo delle conferenze “Le Frontiere dell’Astrofisica” con la dott.ssa Eleonora Alei del NASA Postdoctoral Fellow, NASA Goddard Space Flight Center, USA, e la conferenza dal titolo “La vita nell’universo e tutto quanto”.

Tema della serata: alla scoperta delle condizioni per la vita nell’Universo, fra Esopianeti, Astrobiologia ed Esplorazione Spaziale.

La ricerca di pianeti intorno a stelle diverse dal Sole (pianeti extrasolari o esopianeti) è un campo molto giovane dell’astrofisica. Solo negli ultimi trent’anni abbiamo scoperto migliaia di esopianeti di ogni dimensione. Di questi, alcuni sono giganti gassosi come Giove che orbitano molto vicino alla stella, altri sono pianeti rocciosi più massivi della Terra — in entrambi i casi pianeti che non sono presenti nel nostro Sistema Solare. Eppure pianeti rocciosi che potrebbero ospitare la vita sembrano decisamente rari. Perché? In questa presentazione parleremo di come vengono scoperti gli esopianeti e di perché trovarne di simili alla Terra è ancora una sfida. Parleremo anche di cosa rende un pianeta potenzialmente abitabile e dei segnali attribuibili alla vita che potremmo cercare nelle atmosfere di esopianeti rocciosi. Introdurremo anche i futuri telescopi che potrebbero portarci, un giorno, a rispondere a una delle domande più antiche dell’umanità: siamo soli nell’Universo?

Eleonora Alei è un’astrofisica italiana, attualmente NASA Postdoctoral Fellow presso il NASA Goddard Space Flight Center in Maryland, Stati Uniti. Ha conseguito le lauree triennale e magistrale presso l’Università “La Sapienza” di Roma ed il dottorato di ricerca in Astronomia e Astrofisica presso l’Osservatorio Astronomico di Padova sviluppando software per la gestione dei dati nei cataloghi di esopianeti e modellizzando i processi di trasferimento radiativo-convettivo e della fotochimica dell’ozono per i pianeti di tipo terrestre. I risultati di questi modelli sono stati ricreati dai biologi in laboratorio per studiare il comportamento dei batteri fotosintetici in condizioni esotiche. Fra il 2020 ed il 2023 ha guidato il team che si è occupato della modellazione atmosferica per il concept di missione spaziale LIFE (Large Interferometer For Exoplanets) all’ETH di Zurigo, contribuendo a definire le caratteristiche dello strumento per la ricerca di pianeti abitabili. Dal 2023 ad oggi Eleonora lavora come postdoc al NASA Goddard Space Center sul concept di missione spaziale Habitable Worlds Observatory (HWO) della NASA, anche questo dedicato alla ricerca di vita nell’universo. Prosegue nel suo incarico di guida del LIFE Science Team con incontri mensili e pubblicazioni scientifiche. Collabora con scienziati internazionali su modelli per rilevamenti atmosferici di esopianeti e confronti tra modelli di trasferimento radiativo. Inoltre si occupa della gestione del catalogo degli esopianeti, utilizzato come fonte dai team PLATO e LIFE per i loro cataloghi di input.


Programma
h 21:30 Intro (Emanuele Pace – Università di Firenze – Osservatorio Polifunzionale del Chianti)
h 21:35 – 22:35 Conferenza (Eleonora Alei – NASA Goddard Space Flight Center, USA)
h 22:40 – 23:00 Domande (Moderatore: Emanuele Pace – Università di Firenze – Osservatorio Polifunzionale del Chianti)


Come partecipare

Evento in presenza, ingresso libero, gratuito, senza prenotazione.

Come arrivare

Lascia l’auto al parcheggio, da li inizia un sentiero lungo circa 300 mt. con indicazioni “Osservatorio”. Il sentiero non è illuminato per evitare ogni forma di inquinamento luminoso. Porta quindi scarpe comode e una torcia.

Indirizzo:  Osservatorio Polifunzionale del Chianti, Strada Provinciale Castellina in Chianti 101 KM 9,25, 50028 Barberino Val d’Elsa, Firenze

Indicazioni parcheggio:
https://goo.gl/maps/LCsDkL8VNVdD6K736

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Luce di stelle sul tessuto nascosto dello spaziotempo

Venerdì 9 maggio 2025 ore 21.30.

Osservatorio Polifunzionale del Chianti.

Prosegue il ciclo delle conferenze “Le Frontiere dell’Astrofisica” con il prof.Giovanni Amelino-Camelia dell’Università di Napoli Federico II e la conferenza dal titolo “Luce di stelle sul tessuto nascosto dello spaziotempo” .

Tema della serata: alla scoperta della struttura nascosta dell’Universo, fra Relatività Generale e Meccanica Quantistica.

Cosa accade quando la Relatività Generale, che descrive il cosmo su larga scala, incontra la Meccanica Quantistica, che governa il mondo dell’infinitamente piccolo?

Emergono domande profonde sulla natura dello spaziotempo, che potrebbe non essere continuo e uniforme, ma possedere una struttura microscopica e forse persino quantistica.
Per molto tempo, queste idee sono rimaste confinate alla teoria, senza possibilità di verifica sperimentale. Ma oggi una nuova linea di ricerca sta aprendo scenari inaspettati: osservando i segnali provenienti da sorgenti astrofisiche lontanissime, possiamo iniziare a esplorare indirettamente le proprietà più profonde del tessuto dello spaziotempo.

In questo incontro racconteremo come la luce delle stelle più remote possa diventare uno strumento per indagare una delle frontiere più affascinanti della fisica moderna: la struttura nascosta dell’Universo.

Giovanni Amelino-Camelia dopo essersi laureato in fisica presso l’Università di Napoli nel 1989, ha conseguito il PhD all’Università di Boston nel 1993. Ha occupato diverse posizioni post-doc all’estero. Dal 2000 al 2018 è ricercatore universitario presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dove ha insegnato “Introduzione alla gravità quantistica”. Dal 2018 è ricercatore all’università di Napoli “Federico II”, dove insegna “Relatività Generale e Gravitazione”.
La gravità quantistica si occupa dello studio dei regimi fisici nei quali sia gli effetti dovuti alla Meccanica quantistica, sia quelli della relatività generale, non siano più trascurabili, e mira allo sviluppo di teorie unitarie dei fenomeni gravitazionali compatibili con ambedue. In quest’ambito Amelino-Camelia è il proponente della relatività doppiamente speciale (doubly special relativity), una teoria relativistica che si pone come evoluzione della relatività speciale di Einstein e che si basa sull’introduzione di due invarianti relativistiche: la lunghezza di Planck (minima scala di lunghezza) e l’energia di Planck (massima scala di energia). Questo approccio è stato poi sviluppato anche da altri autori, tra i quali Lee Smolin. Un secondo contributo di Amelino-Camelia è costituito da modelli semplificati di gravità quantistica sperimentalmente verificabili con tecnologie attualmente disponibili, quali il telescopio spaziale Fermi per l’osservazione dei lampi gamma e raggi gamma cosmici, promosso dalla NASA. È membro dell’Accademia Pontaniana di Napoli e del Foundational Questions Institute fondato da Max Tegmark.


Programma
h 21:30 Intro (Emanuele Pace – Università di Firenze – Osservatorio Polifunzionale del Chianti)
h 21:35 – 22:35 Conferenza (Giovanni Amelino Camelia – Università di Napoli Federico II)
h 22:40 – 23:00 Domande (Moderatore: Emanuele Pace – Università di Firenze – Osservatorio Polifunzionale del Chianti)


Come partecipare

Evento in presenza, ingresso libero, gratuito, senza prenotazione.

Come arrivare

Lascia l’auto al parcheggio, da li inizia un sentiero lungo circa 300 mt. con indicazioni “Osservatorio”. Il sentiero non è illuminato per evitare ogni forma di inquinamento luminoso. Porta quindi scarpe comode e una torcia.

Indirizzo:  Osservatorio Polifunzionale del Chianti, Strada Provinciale Castellina in Chianti SP101 KM 9, 50021 Barberino Val d’Elsa FI, Km 9,25, Firenze

Indicazioni parcheggio:
https://goo.gl/maps/LCsDkL8VNVdD6K736

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